Recensione L'Uomo D'Acciaio in IMAX

La terza sala IMAX italiana è stata inaugurata, presso lo Skyline di Sesto San Giovanni, dall'anteprima di Man of Steel

recensione L'Uomo D'Acciaio in IMAX
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C'è differenza tra guardare un film al cinema e qualche mese più tardi sullo schermo televisivo?
Alla fine, con le migliorie tecnologiche apportate ai televisori negli ultimi anni si può ottenere in salotto un'ottima qualità dell'immagine e un'esperienza forse altrettanto avvolgente, comodamente spaparanzati sul divano.
Per ovviare a ciò, gli esercenti cinematografici di comune accordo con le grandi major hanno provato ad irretire gli spettatori con la promessa del 3D stereoscopico e di un maggior comfort. Promesse in larga parte non mantenute, ma come la mettiamo con la tecnologia IMAX?
Da tempo si chiacchiera di questa nuova esperienza visiva, molti blockbuster hollywoodiani hanno concesso scene esclusive a tale circuito, ma è davvero un nuovo modo di guardare e intendere il cinema?
Per scoprirlo abbiamo partecipato all'inaugurazione della terza sala italiana IMAX, presso il cinema Skyline Multiplex a Sesto San Giovanni (Via Milanese - Centro Sarca), appena fuori Milano.
Il banco di prova prescelto è stato Man of Steel, l'atteso reboot di Superman firmato da Zack Snyder.

L'esperienza IMAX

La tecnologia IMAX non riguarda soltanto uno dei fattori che concorrono alla proiezione di un film, ma è un pout pourri di video, audio e design della sala cinematografica. Nata inizialmente nei musei e nei circoli culturali (dove è tutt'ora presente con un paio di documentari all'anno), fu diffusa con entusiasmo all'interno del circuito cinematografico grazie all'interessamento di alcuni registi del calibro di Christopher Nolan (il primo ad utilizzarla per alcune scene de Il Cavaliere Oscuro), Sam Mendes (Skyfall), Peter Jackson e James Cameron.
Pezzi grossi del cinema a stelle e strisce capaci di diffondere attraverso i loro film il verbo IMAX in 53 paesi per un totale di 740 sale. And counting: contemporaneamente alla nuova sala milanese presso il cinema Skyplex, anche Berlino e Lisbona hanno potuto fregiarsi di una sala predisposta a tale tecnologia.
Ma in cosa consiste esattamente la tecnologia IMAX? Tutto comincia da telecamere appositamente predisposte per registrare su pellicola spessa il doppio di quella tradizionale (70mm contro 35): le immagini impresse vantano una risoluzione maggiore, colori più definiti e dettagli solitamente eliminati dalle pellicole tradizionali.
Certo, dotarsi di telecamere apposite non è una spesa di poco conto, specie se il beneficio è rivolto soltanto a una minima percentuale di spettatori, ma per quest'ultimi il risultato è considerevole.
Il processo continua in post-produzione grazie alla tecnologia Digital Re-Mastering, un tool attraverso il quale aggiustare l'immagine alla conformazione degli schermi per le sale IMAX.
Già, perchè lo standard tecnologico richiede uno schermo più grande del normale, esteso da un lato all'altro della parete e il più possibile prossimo al pavimento. La patina di argento con cui è realizzato garantisce una luminosità superiore, indispensabile per presentare un'immagine nitida anche indossando gli occhilini per la visione in 3D. La forma leggermente bombata si sposa con la disposizione unica dei seggiolini, così da garantire un angolo di visione ottimale sia che ci si trovi ai lati o al centro della sala, nelle prime file o in piccionaia.
Infine, la tecnologia IMAX avvolge anche il lato sonoro grazie ad una moltitudine di altoparlanti, disposti ugualmente in ogni sala IMAX e quindi capaci di diffondere uniformemente il suono e il parlato così com'è stato pensato dal regista.
La sala inaugurata allo Skyplex di Sesto San Giovanni rispetta tutti questi parametri: importa la tecnologia IMAX così com'è stata pensata oltreoceano, senza adattarla. L'unico neo forse è rappresentato dal design dei seggiolini: reclinando il capo può capitare di perdere, difatti, l'ottimale messa a fuoco della scena in 3D.

Superman vola allo Skyline

Man of Steel di Zack Snyder è un film non perfettamente riuscito a livello di sceneggiatura o profondità psicologica dei personaggi, ma sulla Computer Grafica e sul livello tecnologico non c'è nulla da discutere. Semplicemente sbalorditivo! La visione in IMAX esalta al massimo questo aspetto, restituendo con fedeltà e pulizia estrema la visione del regista di 300.
La brillantezza dei colori è eccelsa, impeccabile in ogni inquadratura e l'ideale per mostrare l'effetto di dilatazione delle fonti luminose, marchio di fabbrica del collega J.J Abrams qui riproposto da Snyder.
La combinazione tra uno schermo semplicemente gigantesco e una stereoscopia allo stato dell'arte (lontana dall'opacità che sono soliti propinarci i 3D dei cinema nostrani) esaltano al massimo la profondità di campo, offrendo proporzioni realistiche tra personaggi e ambienti circostanti, specie durante il distruttivo (e interminabile) combattimento finale. La pellicola di Snyder non sfrutta in maniera intensa il 3D con i classici effetti che "bucano" lo schermo, motivo per cui non abbiamo potuto apprezzare fino in fondo questo aspetto, che comunque vanta ottime potenzialità.
Forse solo con i prossimi film proiettati in IMAX anche allo Skyline di Sesto San Giovanni saremo in grado di provare l'esperienza di un 3D stereoscopico finalmente all'avanguardia.
A proposito, quali pellicole ci aspettano in futuro allo Skyline?

11 Luglio - Pacific Rim
12 Settembre - Jurassic Park
3 Ottobre - Gravity
24 Ottobre - The Seventh Son
12 Dicembre - Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug

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