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L'unica, la recensione del film originale Netflix

Quando Abbie scopre di essere malata di cancro cerca di trovare una compagna all'amore della sua vita per quando lei non ci sarà più.

recensione L'unica, la recensione del film originale Netflix
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Abbie e Sam sono innamorati fin dall'infanzia e la loro vita non potrebbe andare meglio di così, con il matrimonio quale prossimo ulteriore step della loro relazione. Ma un giorno tutto cambia quando la ragazza, convinta di essere incinta, va ad effettuare un controllo scoprendo invece che il peso che sentiva all'interno del suo ventre altro non è che una grossa massa tumorale. Abbie comincia così a pensare al futuro del compagno, decidendo dopo l'iniziale spaesamento di cercargli una ragazza per quando, nella peggiore delle ipotesi, lei non ci sarà più; al contempo però Sam sa che lei è L'unica donna della sua vita e questa differenza di vedute renderà ancora più difficili i mesi della malattia e l'accettazione della potenziale, e fatale, separazione.

Amore eterno

Amore e malattia sono due degli elementi determinanti di tanto cinema romantico contemporaneo che, pur trovante titoli a tema anche in un passato più o meno remoto, ha invaso le sale negli ultimi anni con storie strappalacrime in serie. Anche Netflix prova a dire la sua con una nuova produzione originale che segna l'esordio nel lungometraggio della produttrice Stephanie Laing e che pone al centro della vicenda l'amore puro tra due giovani messo in pericolo dalla malattia di una delle due parti in causa. Soluzione facile per commuovere il target di riferimento, nei novanta minuti di visione non mancano momenti sinceramente toccanti nell'evoluzione sempre più tragica e burrascosa di questa love-story costretta ad affrontare una difficile sfida contro il destino, e dal punto di vista emozionale l'operazione riesce nel suo intento, grazie anche alla presenza di interessanti figure secondarie (in primis il malato terminale di un intenso Christopher Walken). Laddove però l'insieme perde di verosimiglianza è nell'ossessione sempre più compulsiva con cui Abbie cerca a tutti i costi di trovare una fidanzata per l'amato, situazione difficilmente replicabile nella realtà che penalizza parzialmente anche l'impatto empatico della vicenda poiché difficile da credere. La piacevole amarezza della visione trova comunque adeguato responso in uno sobrietà stilistica di discreto effetto, con il classico accompagnamento sonoro di canzoni pensate ad hoc per le diverse scene madri, con Gugu Mbatha-Raw chesi conferma ancora una volta attrice ricca di sfumature pronta a rapire nuovamente il cuore del pubblico come già fatto nell'episodio cult San Junipero della serie antologica Black Mirror.

L'unica Con qualche vaga ispirazione dal recente cult seriale Tredici, a cominciare dal prologo narrato in voice-over dalla deceduta protagonista per arrivare al calibrato utilizzo di canzoni a tema nei passaggi più emotivamente intensi, L'unica si rivela un dramma romantico in piena regola capace di commuovere col giusto impatto anche a dispetto di una trama poco verosimile, illuminata dalla contagiosa intensità della sua protagonista e resa gradevole dal buon corollario di figure secondarie.

6

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