Recensione L'ultimo Re di Scozia

Ascesa e caduta di un dittatore

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I film ispirati a storie vere rischiano sempre di falsare la realtà dei fatti accaduti, o per scelte di marketing o per un approfondimento superficiale da parte di sceneggiatori e registi. L'Ultimo Re di Scozia attinge a tratti da entrambe le deficienze, ma riesce a porsi comunque come una discreta pellicola, anche se lacunosa. Il regista Kevin Macdonald aveva già dato prova della sua passione per le storie reali col suo primo film, La Morte Sospesa, nel quale raccontava la vera storia di due alpinisti sopravvissuti a una tragedia. Qui invece ha deciso di trattare un tema ancor più drammatico, cercando di rappresentare nel migliore dei modi la figura del generale Idi Amin Dada, che in seguito a un colpo di stato divenne il presidente dell'Uganda dal 1971 al 1979. Lo fa attraverso gli occhi di Nicholas Garrigan, un giovane medico scozzese andato a lavorare come missionario in quel paese, e in seguito diventato stretto collaboratore di Amin. Peccato che nella realtà non sia mai esistito, ma come si sa il cinema non è nuovo a soluzioni di questo tipo.

Il giovane medico, prima forte sostenitore di Amin, nonchè amico intimo, si dovrà ben presto ricredere quando verrà a conoscenza delle atrocità commesse dal suo assistito, e entrerà in un gioco molto pericoloso, nel quale troverà ben poche vie d'uscita.Dal punto del vista del casting, non si poteva chiedere di più: se infatti nei panni del dottore scozzese troviamo un bravo James McAvoy (già fauno nelle Cronache di Narnia e candidato per questa interpretazione a un Bafta, gli "Oscar" inglesi), che per altro aveva pensato anche nella vita reale di fare il missionario, è nella figura di Amin che troviamo la punta di diamante del film. Forest Whitaker (Battaglia per la Terra, Ghost Dog - Il Codice del Samurai) sforna una prova così convincente da esser stato premiato con il Bafta, il Golden Globe e l'Oscar come miglior attore non protagonista. Riesce infatti a dare al personaggio un'umanità strepitosa, dai suoi momenti di dolcezza agli scatti rabbiosi, definendo una figura insicura e crudele allo stesso tempo. Troviamo anche , in una parte secondaria, un'irriconoscibile Gillian Anderson, più conosciuta come la Scully di X-Files.

Ci troviamo di fronte a un film biografico che scende a patti con lo spettacolo, per cercare di rendersi appetibile al grande pubblico. Non sono infatti pochi i momenti d'azione, dai continui attentati al presidente sanguinario, fino ad eccessi di violenza talvolta eccessivi, con smembramenti e torture macabre che potevano anche essere smussati. Anche perchè si tralasciano molte delle trucide stragi commissionate da Amin, in favore di vicende singole che potevano essere introdotte anche in altro modo. Il finale stesso si ricollega al tragico dirottamento di un aereo realmente avvenuto da parte di soldati palestinesi, nel quale persero la vita quattro cittadini israeliani. Anche il quadro politico che ne esce fuori risulta poco chiaro, con gli intrighi che si muovono sotto gli occhi dell'incredulo Nicholas, il quale appare fin troppo ingenuo. Il ritratto che emerge dello stesso popolo ugandese è inoltre appena abbozzato, lasciandoci capire ben poco di una pagina di storia di cui già poco si sapeva ai giorni nostri.Nonostante questi difetti, la pellicola comunque avvince, e regala due ore coinvolgenti, che non mancheranno di emozionare. La regia, per quanto canonica, si mantiene sopra la media dei prodotti odierni, e come detto paga più che altro in fase di sceneggiatura. Buona la fotografia e la ricostruzione del periodo storico per ciò che riguarda costumi e ambienti. Una curiosità: il titolo deriva non tanto dal personaggio del medico di origini scozzesi, bensì da una frase pronunciata da Amin in conferenza stampa, nel quale attaccato per i suoi metodi dalla stampa inglese, sosterrà di essere "l'ultimo re di Scozia".

Edizione Dvd

Il video è più che buono, capace di districarsi al meglio tra i toni più accesi nelle scene della giungla, sia in quelle urbane e notturne. L'audio si mantiene su livelli alti per tutto il film, senza distinzione di qualità tra gli accesi scontri verbali e le scene tipicamente action. Numerosi gli extra, che comprendono un buon numero di scene eliminate in fase finale, un dietro le quinte di sicuro interesse e il commento per tutto il film da parte del regista sottotitolato in lingua italiana.

L'ultimo re di scozia L'Ultimo Re di Scozia si regge soprattutto sull'interpretazione di Forest Whitaker, senza il quale probabilmente sarebbe passato in secondo piano. Paga delle deficienze non da poco in fase di sceneggiatura, e ha degli eccessi di violenza, per quanto brevi, francamente evitabili visto l'andazzo della pellicola. Ma è comunque un prodotto più che discreto, la cui visione è, anche se non caldamente, consigliata.

6.5

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