L'Esorcismo di Hannah Grace: recensione dell'horror con Shay Mitchell

Il nuovo horror, a metà fra L'Esorcista e il più recente Autopsy, arriva in tutte le sale cinematografiche italiane dal 31 gennaio.

recensione L'Esorcismo di Hannah Grace: recensione dell'horror con Shay Mitchell
Articolo a cura di

Con L'Esorcista di William Friedkin si aprì, nel 1973, uno specifico filone del cinema horror incentrato sull'esorcismo di una protagonista (tipicamente una giovane ragazza) posseduta da una presenza maligna. Il sottogenere, fatto di cloni più o meno riusciti del capolavoro del regista de Il Braccio Violento della Legge, recuperò vitalità e ragion d'essere negli anni 2000, grazie a Scott Derrickson (L'Esorcismo di Emily Rose) e Mikael Hafström (Il Rito), ma in parte anche agli inimitabili Sam Raimi (Drag Me To Hell) e James Wan (The Conjuring).
La fascinazione della settima arte nei confronti del rito dell'esorcismo, canonicamente associata al "De exorcismis et supplicationibus quibusdam" (il testo rituale romano in uso nella Chiesa Cattolica), in questo L'Esorcismo di Hannah Grace viene avvicinata al feticismo del cadavere e all'attrazione dell'obitorio, recentemente resa sia in chiave psico-sessuale (The Neon Demon) che claustrofobica (Autopsy).
Il regista olandese Diederik Van Rooijen però, col suo primo film di produzione statunitense (distribuito da Sony Pictures), non riesce a dare una chiave di lettura che sia originale o quantomeno interessante, limitandosi a confezionare un horror che, nonostante i tanti spasmi che lo agitano a causa della volontà di spaventare a ogni costo, manca soprattutto di guizzi inventivi e denota una forte sterilità in fatto di idee visive e/o narrative; più in generale si sente il fardello della mancanza di un qualsivoglia tipo di elemento che sia in grado di contraddistinguerlo dai tanti esempi del genere.

Turno di notte

La protagonista Megan Reen (la Shay Mitchell di Pretty Little Liars) è un'ex poliziotta ancora scossa per la morte del proprio partner, che si ritrova a dover sorvegliare un obitorio durante le ore notturne.
Con quel tipo di sfortuna alla Leon S. Kennedy di Resident Evil 2, proprio durante la sua prima notte di lavoro la donna si ritrova fra le mani un cadavere sfigurato fresco fresco di consegna.
All'inizio tutto sembra nella norma, almeno finché qualcuno cerca di entrare nell'obitorio. Supponendo che si tratti semplicemente di un senzatetto, Megan cerca di impedirgli l'accesso ma questo non demorde e riesce nel suo intento, provando poi a incenerire il cadavere sfigurato poiché non è affatto un "corpo qualunque".
Le guardie di sicurezza dell'ospedale (interpretate da Max McNamara e Jacob-Ming-Trent) sottomettono l'intruso, ma la situazione si complica comunque: Megan inizia a notare strani fenomeni, il cadavere ha la brutta abitudine di non rimanere dove viene lasciato e miracolosamente inizia addirittura a guarire. La protagonista scopre che il corpo potrebbe essere quello di tale Hannah Grace (Kirby Johnson), una ragazza morta tre mesi prima durante un tentativo di esorcismo.

Questa, in sintesi, è la sinossi di un film che si sforza in tutti i modi di essere originale - e che quasi ci riesce, partendo da dove ogni altro film di esorcismi dovrebbe finire, cioè dalla morte della posseduta - ma che in fondo non ci riesce del tutto, dimenticandosi di accompagnare la propria mancanza di creatività a dei minimi accenni di estro o perizia tecnica.
Vendersi come epigoni di opere ben più riuscite va benissimo, ma alle formule di riferimento si dovrebbe comunque aggiungere un qualche tipo di unicità o si rischia di passare inosservati. Malauguratamente, questa è la caratteristica principale del film.

Più morto che vivo

È vero, ci sono poche ambientazioni più inquietanti di un obitorio quando è notte fonda, ma è altrettanto vero che pochi film sono riusciti a rendere così poco terrificante questa location come L'Esorcismo di Hannah Grace, e la colpa non è da attribuire in toto a una scrittura (quella dello sceneggiatore Brian Sieve) più simile a uno zibaldone di cliché che a un copione degno di questo nome, ma da dividere in parti uguali con l'affannosa e svogliata messa in scena di Van Rooijen, che non riesce mai a elevare visivamente le già scarne idee narrative.
La Hannah che dà il titolo al film sarebbe potuta anche chiamarsi Regan, tanto è la somiglianza (di gesti, reazioni e/o abilità contorsioniste) con l'iconico personaggio interpretato da Linda Blair nel magnum opus di Friedkin: qui si prova a giocare con i corpi e con le ossa (come in Suspiria di Luca Guadagnino) piuttosto che con le menti, come invece avveniva ne L'Esorcista, ma ci si aggrappa a tal punto a questa idea - anche interessante - da tramutarla in schema, e la natura di uno schema è quella di essere ripetitivo.
Anche l'unico altro spunto che sarebbe potuto risultare degno di nota - sfruttare al massimo i giochi di luce e il sound design - da stuzzicante premessa diventa progressivamente un passo falso: tutto è buio, in questo obitorio, dal bagno delle donne alla hall, e un po' come in Alien (perdonate il paragone) i sensori di movimento saranno i migliori amici della protagonista; la scelta estetica, sicuramente figlia del tentativo di creare ansia e inquietudine, banalmente però impedisce di capire cosa stia succedendo sullo schermo.
Il brusco finale spinge a domandarsi quante scene siano rimaste in cabina di montaggio, ma considerata la pochezza di idee è probabile che un epilogo simile sia stato giudicato accettabile da chi di dovere.

L'esorcismo di Hannah Grace Con L'Esorcismo di Hannah Grace, il regista olandese Diederik Van Rooijen spreca totalmente un'idea di partenza potenzialmente vincente: sommare L'Esorcista al più recente Autopsy per scoprire cosa succede quando un esorcismo finisce con la morte della posseduta, e quindi cosa si cela dopo i titoli di coda di un horror appartenente a questo filone. Purtroppo però il film si dimentica di supportare questa idea caratteristiche visive e/o narrative adeguate. Il risultato è un horror che non sorprende mai, completamente incapace di distinguersi dai suoi riferimenti.

5

Che voto dai a: L'esorcismo di Hannah Grace

Media Voto Utenti
Voti: 3
3.3
nd