Recensione L'Era Glaciale 3 - L'Alba dei Dinosauri

Manny, Sid e Diego alla scoperta del sotterraneo mondo dei giganteschi dinosauri.

Recensione L'Era Glaciale 3 - L'Alba dei Dinosauri
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L'ultimo viaggio neL'era glaciale lo avevamo affrontato nel 2006, quando, minacciati dall'incombente disgelo, i nostri amici preistorici si erano trovati a dover fare i conti con le proprie paure (terrore dell'acqua o di essere l'unico esemplare della propria specie rimasto sulla terra) per conquistarsi la libertà di vivere felicemente. L'avventura non era forse stata delle più entusiasmanti, ma l'affetto verso i personaggi non era di certo mutato, tanto da condurre i produttori della 20th Century Fox sulla strada di un nuovo episodio, più maturo e frizzante, ma sempre in puro stile Ice Age.

"Quando avremo trovato Sid... lo ammazzerò!"

Manny (Leo Gullotta) ed Ellie (Roberta Lanfranchi) sono in attesa del loro primo pargoletto ed il possente mammuth dal cuore tenero è completamente impazzito per l'attesa: ossessionato dalla sicurezza della sua compagna e del piccolo, mobilita continuamente l'intero branco convinto che sia giunto il momento del parto, frustrando tutti con i suoi falsi allarmi e l'atteggiamento asfissiante. Persino i suoi due vecchi amici Sid (Claudio Bisio) e Diego (Pino Insegno) cominciano ad avere dei problemi con il suo comportamento. Totalmente preso dalle preoccupazioni per la sua famiglia, Manny non si accorge dell'imbarazzo che questo crea negli altri che, impossibilitati a dividere con lui la gioia di essere padre, decidono di allontanarsi alla ricerca di una propria più congeniale strada. Diego non si sente più la fiera tigre di una volta: gli inseguimenti lo sfiancano tanto da offuscargli la vista e permettere alle prede di prenderlo in giro, così decide di cercare un posto tutto suo dove trascorrere la propria vecchiaia. Sid, invece, durante i suoi vagabondaggi, trova tre uova nascoste all'interno di una caverna e decide di farle diventare la sua nuova famiglia. Disegna loro dei volti, li chiama per nome e li coccola come se fosse la loro amorevole mammima. Allo schiudersi delle uova, vengono fuori tre dolci e voraci pargoletti di tirannosauro che, credendo sia il loro genitore, si affezionano e imitano in tutto il bizzarro bradipo. Ben presto la valle viene scossa da un terremoto ruggente: mamma tirannosauro è tornata per riprendersi i propri piccoli (che nel frattempo hanno portato paura e scompiglio all'interno del branco) e, catturato con loro anche Sid, li conduce nel proprio mondo sotterraneo.
Ogni incertezza viene spazzata via e Manny, Ellie, i due opossum Eddie (Lee Ryan) e Crash (Francesco Pezzulli) ed un inaspettato Diego si immergono in uno sconosciuto mondo sotterraneo pieno di evidentemente non estinti dinosauri, alla ricerca del proprio amico combina guai. Lontana anni luce dal mondo dei ghiacci, la terra dei dinosauri è calda e piena di vegetazione, oltre che di insidie nascoste dietro ogni angolo. A soccorrere e schernire lo strampalato gruppo di avventurieri giunge Buck, intrepida donnola da un occhio solo ossessionata dalla cattura di un gigantesco dinosauro bianco, che vive in quei territori da anni. La squadra è ormai pronta e l'impresa è ormai avviata.

Nuovi personaggi alla salvezza di vecchi protagonisti

A dieci anni di distanza dalla propria nascita, i folli animali preistorici targati Blu Sky Studio, continuano a riscuotere un grande successo di pubblico, grazie soprattutto al modo bizzarro in cui i diversi (ed un po' atipici) caratteri interagiscono tra loro. Un branco formato da due mammuth, un bradipo, due opossum ed una tigre dai denti a sciabola, difficilmente sarebbe esistito in natura ma, una volta riunito, promette scintille. Nonostante il secondo capitolo della saga, L'era glaciale 2: il disgelo, non sia stato un concentrato d'ingegno e divertimento e sia quindi caduto della maledizione tipica dei sequel di non poter competere con l'originale predecessore, il destino della terza parte sembra non essere ancorato a questa spirale discendente. L'era glaciale 3: l'alba dei dinosauri è un'avventura spassosa e ben confezionata che, grazie al tipico inserimento di nuovi ambienti e nuovi personaggi, riesce a scalare il monte del successo. Il merito di questa ripresa narrativa è gran parte da affidarsi al personaggio di Buck, la donnola intraprendente doppiata nella versione originale dal carismatico Simon Pegg (in Italia la sua voce è stata affidata all'attore e doppiatore Massimo Giuliani). Lampante omaggio al noto Capitano Achab di Moby Dick, Buck è un tipo solitario ed un po' squilibrato che ha deciso di dedicare la sua intera esistenza alla ricerca dell'enorme dinosauro bianco che lo ha sfigurato in gioventù. Non si nasconde, non si arrende ed affronta ogni cosa, compreso Rudy (la versione dinosauro della celebre balena bianca), fissandola dritta negli occhi. È lui, con il suo atteggiamento sicuro ed un po' snob, le sue battute esilaranti e l'ottima mimica facciale, a mandare avanti l'intera storia, dettandone i ritmi ed i cambiamenti. Ed è sempre la sua presenza a tirare fuori da ogni altro personaggio il meglio di se stesso, riportando gli storici protagonisti all'unione dell'essere un'unica famiglia.
Anche all'interno de L'era Glaciale 3 incontriamo la mascotte della saga, Scrat che, per la prima volta, si ritrova a dover affrontare una relazione con un essere vivente e non solo con la sua amata e sempre fuggevole ghianda. Scrattina diventerà il suo amore e nemesi, disposta a tutto pur di ottenere ciò su cui ha puntato i languidi occhi. Gli sketch slapstick di quello che è sempre stato il personaggio più forte della storia si intromettono nei punti dove la narrazione sembra diventare più debole, regalando sorrisi ed ottime scene perfettamente costruite e fotografate, anche se un po' troppo "pubblicizzate" in fase di promozione internet e tv.

Una saga seriale

Al comando del terzo capitolo della storia ambientata tra i ghiacci preistorici troviamo ancora una volta Carlos Saldanha, il regista brasiliano che, dopo essersi occupato dei due precedenti capitoli, decide di approcciarsi alla sua nuova opera sperimentando con gli ultimi ritrovati della tecnologia cinematografica. Una delle novità de L'era glaciale 3: l'alba dei dinosauri, infatti, è la possibilità di poter visionare il film in 3D, con la promessa di immergersi completamente nella narrazione. In realtà, sebbene la tecnica stereoscopica sia stata utilizzata in maniera intelligente, donando ulteriore profondità allo scenario CG e mantenendo una forte brillantezza dei colori, non risulta fondamentale alla godibilità del film stesso, che scorre fluidamente anche nella classica versione a due dimensioni. Eliminata la pubblicitaria attrattiva della terza dimensione, l'opera rimane un perfetto concentrato di narrazione e tecnica (i passi in avanti di Blue Sky sono ben visibili, anche se ancora lontani dalla perfezione Pixar), che presenta una storia assolutamente godibile per ogni fascia d'età ed incastra al suo interno svariate citazioni, da Alvin Superstar ed i Flinstones, fino ad arrivare a Jurassic Park 3, componendo il tutto tramite un'adeguata e piacevole colonna sonora.

L'Era Glaciale 3 - L'Alba dei Dinosauri L'era glaciale 3: l'alba dei dinosauri è un film che, nei suoi circa 90 minuti di durata, riesce ad accontentare ogni tipo di spettatore: c'è la pericolosa avventura nel mondo dei dinosauri per i più piccoli, i dolci momenti morali che tanto piacciono ai genitori ed una vagonata di situazioni divertenti e simpatici riferimenti che conquistano tutti gli altri spettatori. Costruito più come un lungo episodio di una serie tv che come un sequel cinematografico, il film, con i suoi 800 milioni di dollari incassati al botteghino, è già uno dei più grandi successi di animazione, tanto da farci credere che ai vertici della Fox si stia già pensando ad una puntata numero quattro.

7.5

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