Netflix

L'autista, la recensione dell'action-movie originale Netflix

Un autista conducente di fughe criminali si trova al centro di una lotta tra bande in L'autista, avvincente action-movie su quattro ruote con Frank Grillo.

recensione L'autista, la recensione dell'action-movie originale Netflix
Articolo a cura di

Un autista specializzato nel guidare per criminali in fuga da rapine, di ritorno all'attività dopo un anno di pausa, si trova ad attendere due scagnozzi che stanno mettendo a segno un colpo in banca quando riceve una chiamata da un numero sconosciuto. Il misterioso interlocutore, che sostiene di essere il mandante dell'operazione, gli dice che i due uomini da lui assoldati hanno intenzione di ucciderlo non appena trovatisi al sicuro col bottino, e così l'uomo li abbandona al loro destino trovandosi a scarrozzare l'ingente quantità di denaro rubato. Ben presto comprende come sia finito vittima di un gioco tra bande locali, intenzionate entrambe a dominare il territorio, e quando la sua stessa famiglia si troverà in pericolo dovrà decidere molto velocemente il da farsi affinché tutto si risolva per il meglio.

Drive fast, think faster

Un action thriller su quattro ruote così solido e roccioso, marcatamente figlio del filone a tema anni '70 e '80, non si vedeva da diverso tempo. In questa produzione originale Netflix, ambientata per la quasi totalità all'interno dell'abitacolo della vettura, si respira infatti un piacevole sapore old-style che lo separa nettamente dalle atmosfere ludiche della saga di Fast & Furious, ricordando invece vagamente le tonalità più soffuse delle sequenze notturne di Drive (2011). Il film infatti ha luogo in un breve arco narrativo di tempo e costringe il protagonista, come già citato dall'iconica tag line, a guidare veloce e pensare ancora più velocemente, puntando tutto su un'efficace tensione drammatica che trova adeguata compensazione spettacolare nelle esaltanti dinamiche action, con inseguimenti e sparatorie mai gratuite che infondono al tutto una sana rozzezza di genere. Tolte infatti alcune forzature nella parte finale, L'autista sa gestire tempi e modi con mirabile equilibrio, e la stessa potenziale monotonia insita nella messa in scena è abilmente schivata grazie alla pressante curiosità sull'identità dell'uomo al telefono: proprio il cellulare diventa elemento fondamentale degli ottanta minuti di visione, diventando la porta sul mondo del Nostro, tra accese discussioni con la figlia adolescente e l'ex moglie e i sempre più pressanti ordini pronunciati dal presunto mandante, fino alla rivelazione che complica ulteriormente le carte in tavola. Il regista e sceneggiatore Jeremy Rush, al suo esordio in un lungometraggio, dimostra innegabili doti stilistiche, con inquadrature dal sedile posteriore, dal vetro anteriore o dall'alto che rendono sempre varia e pulsante la componente visiva, e Frank Grillo è la perfetta incarnazione dell'action hero moderno che oltre ai muscoli sa esprimere anche profonda sensibilità.

L'autista Avvincente thriller su quattro ruote in cui un autista specializzato in fughe criminali si trova al centro di un losco intrigo tra bande, L'autista trova i maggiori punti di forza in una regia dinamica ed efficace e nella presenza, fisica e drammatica, di un ottimo Frank Grillo, imprimendo varietà ad una narrazione ambientata quasi totalmente all'interno dell'abitacolo e in cui i contatti col mondo esterno, famiglia o nemici che siano, sono affidati al cellulare. Colpi di scena, salvataggi dell'ultimo minuto, spettacolari inseguimenti notturni sulle strade di una città semi-deserta rendono gli ottanta minuti una solida visione di genere, in cui la più sana serie B trova inaspettati sussulti rendendo l'operazione sempre fresca ed originale.

7

Che voto dai a: L'autista

Media Voto Utenti
Voti: 4
8
nd