Recensione L'Amore Sospetto

Quando un rasoio ti cambia la vita...

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I baffi del destino

Insolito, non trovate? Esordire con un titolo del genere... Ma troverete probabilmente ancora più insolita la pellicola di cui parleremo a breve. Produzione francese del 2005, premiata per altro a Cannes con il "Label Europa Cinemas", atto a volarizzare i film europei di un certo livello e ad aumentarne la fama e il successo commerciale, per spingere così l'industria cinemtografica a muoversi dai soliti clichè in favore di una maggiore libertà di idee. E di idee ce ne sono eccome in questo L'Amore Sospetto di Emmanuel Carrere, peraltro autore anche della sceneggiatura e del libro I Baffi, edito in Italia da Bompiani. E' una mente a tutto campo quella del regista francese, già autore in passato di altri soggetti e sceneggiature, come nei casi di Lo strano Caso del Signor Kappa e de L'Avversario, col grande Daniel Auteuil. Questa, comunque, non è la sua opera prima, risalente invece al 2003: trattasi di Ritorno a Kotelnicht, presentato anche a Venezia, una sorta di documentario molto originale. Sicuramente L'Amore Sospetto (titolo in italiano fuorviante, ma come sempre i nostri traduttori cercano di fare il peggio possibile...) è il progetto che gli ha dato più notorietà, ed è pronto ad inserirlo nella nuova cinematografia francese come una nuove voce, una voce seppur ancora un po' acerba, sicuramente promettente. Veramente azzeccata è stata la scelta dei due attori protagonisti, l'ottimo Vincent Lindon, attore forse troppo sottovalutato in passato, autore di diversi film ma nessuna pellicola di rilievo, qui intenso e "pazzo" al punto giusto, e la sensuale Emmanuelle Devos. Molta importanza hanno anche le musiche, sempre presenti nei momenti più topici della storia, realizzate da Philip Glass, che si porta dietro un curriculum di tutto rispetto.

La follia si nasconde nella schiuma da barba...

Ok, ok, in effetti messa così potrebbe fare un po' ridere. Ma è proprio quello che succede in questo film. Tutto inizia quando il protagonista Marc un giorno decide di tagliarsi i baffi, dopo ben quindici anni durante i quali li aveva sempre portati. Una scelta che porterà a conclusioni ben più tragiche di quanto ci si possa aspettare. Infatti sua moglie non avvertirà affatto la differenza, e quando lui gliela farà notare dopo una notte passata da amici, lei sosterrà che lui non avesse mai avuto i baffi in vita sua. E così affermeranno pure i suoi amici e i suoi colleghi di lavoro. E neppure il recuperare delle vecchie foto di una vacanza a Bali, dove si vedevano chiaramente i baffi, riuscirà a cambiare qualcosa. Gli unici che sosterranno che lui avesse veramente i baffi, tramite la foto della carta d'identità, saranno degli estranei. E così Marc pensa a un complotto ai suoi danni, quando la stessa moglie e i suoi amici vogliono ricoverarlo in psichiatria. Nel frattempo cominciano a sparire altri elementi fondamentali della sua vita: il padre con cui aveva parlato il giorno prima al telefono sarebbe morto l'anno precedente, e così via. Tanti piccoli tasselli che Marc non riesce a far quadrare, e per evitare il ricovero forzato, si decide per una fuga a Hong Kong. Un viaggio che, seppur in un modo alquanto assurdo e schizofrenico, tornerà a far quadrare il cerchio. E così, in un finale che non verrà qui svelato, tutti i nodi tornano al pettine, o meglio al rasoio... Ma non tutte le risposte sono a portata di mano.

Un Lynch alla francese

Forse evocare la presenza di David Lynch può apparire eccessivo per alcuni, per altri addirittura blasfemo. Ma in definitiva questo film ha molto in comune con i tormentati viaggi psicologici di capolavori quali Mulholland drive e Strade Perdute. Mancano sicuramente le scene oniriche e i personaggi pittoreschi, così come quell'assurdo fascino tipico del credo lynchiano, ma su una cosa fondamentale sicuramente L'Amore Sospetto va d'accordo con le pellicole citate. L'incomprensibilità immediata post visione: è un film che difficilmente può essere capito appieno se non si è nella mente di Carrere. E' questo è un vantaggio e uno svantaggio allo stesso tempo: si può stare a pensare per ore, per giorni ad una possibile soluzione logica, a dare diverse interpretazioni dell'accaduto, a discuterne con altri per vedere chi più si avvicina alla verità. Ed è proprio questo, contemporaneamente, il più grande punto debole della pellicola: infatti questo prodotto è dedicato sicuramente a un pubblico di nicchia, acculturato e pronto a spremersi le meningi, non a chi va al cinema il sabato sera per vedersi l'ultimo Rocky o 007. Ed è difficile trovare appassionati con cui discutere le varie e possibile soluzioni. Se già con Lynch troviamo ormai un rooster di fan sicuramente degno di nota, con Carrere è ancora presto per parlare di un degno numero di afacionados. Però non bisogna dare colpa a un film per il suo successo confinato, ma anzi lodarlo per il suo coraggio e aumentarne, o cercare almeno, la fama.

Raffinato e contorto

Si dovesse definire il film con due aggettivi, sicuramente sarebbero questi. Tralasciando ora il tema "confuso e felice", se si va ad analizzare il lato prettamente tecnico non possiamo che lodare come sempre il grande gusto del cinema francese. Partendo dagli attori, e arrivando alle scenografie, tutto è realizzato con molta classe, durante il film troviamo si e no una parolaccia. Niente è urlato, anche le scene più concitate di presunta follia sono recitate con finezza, senza eccessi, ma cercando di trasmettere la vera inquietudine che aleggia nella mente dei due protagonisti. Se vogliamo la regia non è poi molto virtuosa, come ci si sarebbe aspettati da un film di tale genere, ma è comunque più che consona al proprio scopo. La pellicola è veramente riuscita nella prima parte, dove riesce a instaurare un senso di costante inquietudine, di un viaggio verso il baratro dal quale è difficile uscire, mentre si perde un po' da metà in poi, dalla vacanza a Hong Kong che è sicuramente più lenta e di difficile assimilazione, anche se si risolleva indubbiamente con i sorprendenti cinque minuti finali. E viene poi da chiedersi se fosse veramente Hong Kong, oppure Bali: allora il tutto potrebbe ricollegarsi alla foto in casa della coppia. Ma le risposte a questo interrogativo ognuno sarà costretto a trovarle per conto proprio: le interpretazioni da dare sono sicuramente il punto in più de L'Amore Sospetto, un film che non finisce con la visione ma che continua nelle nostre menti alla ricerca della soluzione.

L'edizione in Dvd

Buon prodotto il dvd della Nexo: il comparto audio è più che sufficiente e anche l'immagine è nitida e pulita, degna dei migliori prodotti sul mercato.
Interessanti i contenuti speciali, dove troviamo in primo luogo l'intervista al regista, che narra la genesi/creazione del suo progetto, nonchè di come si sia passati dal libro alla realizzazione del film. Si parla di scene tagliate che forse avrebbero permesso una maggiore comprensione, in effetti difficile, se non quasi impossibile nella versione a noi proposta. Unico neo la presenza di diversi trailer pubblicitari, ma basterà skipparli col telecomando e non saranno un problema di grossa caratura. Una buona edizione, cui manca forse il chiarimento, negli inserti speciali, di alcuni passagi criptici della pellicola.

L'Amore Sospetto Un film per una ristretta élite. Un'élite che abbia voglia di scavare a fondo, magari rivedendolo più e più volte. E che forse, nonostante tutto, non troverà mai la risposta. O meglio, la risposta vera e propria sarà sempre e soltanto nella mente del regista. L'Amore Sospetto può trovare estimatori sia tra i fan di un certo cinema cerebrale, Lynch in primis, sia tra i cultori del nuovo cinema francese, ormai unica mecca europea per chi cerca la qualità. E' sicuramente una pellicola con fascino, grazie anche alle splendide interpretazioni, soprattutto di Lindon, e alle ottime musiche. Ora sta a voi, se siete pronti a spremervi le meningi non avete altro da fare che buttarvi in questo viaggio della mente. Forse senza ritorno... L'edizione in dvd è più che apprezzabile, ottimi audio e video, inserti speciali interessanti.

7

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