Recensione L'amore non perdona

Un amore tormentato, impossibile, straziante, combattuto e apparentemente senza speranza tra due persone diversissime tra loro, nel comporre il più classico dei melodrammi italo-francesi.

recensione L'amore non perdona
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Che cosa hanno in comune tutte le più belle storie d’amore? Quelle che ci hanno consumate, distrutti, fatto piangere fino allo sfinimento e tenuti in bilico fino alla (spesso non proprio lieta) fine? Si tratta di storie difficili, amori contrastati, relazioni impossibili: c’è sempre un motivo che impedisce ai due innamorati di poter stare insieme. Una partenza improvvisa, la guerra, due famiglie che da sempre non vanno d’accordo, la promessa verso un’altra persona: ma che cosa rende oggi un amore impossibile? Molti di questi contrasti sono ormai stati superati e difficilmente li si riscontra nella vita di tutti i giorni. Significa forse che non c’è più spazio per i grandi amori melodrammatici? Assolutamente no e a darci un diverso punto di vista sulla faccenda è Stefano Consiglio che, per L’amore non perdona, abbandona il suo ruolo protetto di documentarista e si lancia nella terra senza limiti del cinema di finzione. E, per esprimere al meglio il suo pensiero, sceglie la forma cinematografica più classica e viscerale: il melodramma. “Un genere intramontabile, oggi un po’ meno frequentato perché i tabù o le convenzioni (morali, sociali, economiche) che rendono una storia d’amore, per l’appunto, difficile, contrastata o impossibile, per fortuna sono diminuiti... ma tutt’altro che scomparsi”. Quali sono i problemi che dovranno affrontare i protagonisti di questo film?

Amore impossibile?

Adriana (Ariane Ascaride) è una donna di quasi sessant’anni: nata in Francia, si è trasferita in Italia per amore e qui si è costruita una vita ricca di ricordi e impegni. Oggi è vedova, ha un lavoro da infermiera nell’ospedale locale e una figlia e un nipotino a cui dedicare le sue attenzioni. Un giorno incontra, fermo in corsia in attesa di aiuto medico, Mohamed (Helmi Dridi), un giovane arabo di trent’anni. Un’intesa inizialmente nata grazie alla lingua francese, nella quale entrambi si esprimono con piacere, diventa ben presto una storia molto più profonda, fatta di incontri segreti, passeggiate infinite e i costanti pettegolezzi di colleghi, conoscenti e famiglia. Riusciranno Adriana e Mohamed a difendere il loro amore, a farlo sopravvivere al fuoco incrociato a cui viene sottoposto?

Una lotta continua

Una differenza d’età di quasi trent’anni (tanto che la madre di Mohamed è addirittura più giovane di Adriana), due culture agli antipodi, un enorme bagaglio di pregiudizi e preconcetti che seguono entrambi: ecco i problemi che i due protagonisti de L’amore non perdona si trovano ad affrontare in questo film. Lo fanno in modo schietto, sincero, senza preoccuparsi troppo del modo di apparire e comunicare con lo spettatore dall’altra parte dello schermo. Stefano Consiglio chiede al suo pubblico un iniziale e assoluto atto di fede: perché se è vero che, fin dall’inizio, percepiamo negli occhi dei due personaggi una istintiva attrazione reciproca, il regista non si sofferma a raccontarci, tramite le immagini, i passaggi che costruiscono l’amore tra i due. Veniamo subito catapultati nella passione, sopraffatti dall’attrazione, divorati dal desiderio, rimanendo per qualche minuti un po’ spaesati, domandandoci come tutto questo possa essere successo. Si fa fatica a credere alla storia tra Adriana e Mohamed e non per le loro differenze, semplicemente perché non ci viene data l’occasione di innamorarci con loro. L’amore non perdona è “Un film che è una storia d’amore, ma intessuto di tutta una serie di tematiche del presente, dove si riflettono tante contraddizioni del mondo di oggi, da un lato inesorabilmente proiettato nel futuro, ma dall’altro impaurito dall’ignoto che ci riserva”. Ed è sullo studio emotivo di queste che Stefano Consiglio si concentra maggiormente durante la narrazione, riempendo la storia di scontri e drammi, incomprensioni e difficoltà. Adriana e Mohamed devono combattere contro qualsiasi cosa e chiunque, nessuno riesce ad accettare la loro relazione e, per difendere i loro sentimenti, dovranno abbandonare tutta la loro vita: lavoro, famiglia, abitudini. Possono fare affidamento solo su se stessi... ma quanto può resistere un amore così tanto sottoposto a pressioni? Ci sono battaglie che, non importa quanto ci si impegni, non si possono vincere.

L'amore non perdona Nonostante le iniziali difficoltà nel credere all’amore tra i due protagonisti, una volta accettata l’idea che la relazione tra Adriana e Mohamed è tangibile, lo spettatore viene trascinato in un turbinio di emozioni, urlate a gran voce da una eccezionale Ariane Ascaride, che si intrecciano e si scontrano costantemente, creando il più classico e calcato dei melodrammi amorosi. A Stefano Consiglio va concesso il merito di sviscerare, durante la narrazione, tutte le più plausibili e veritiere difficoltà che una storia del genere può generare, trasformando i suoi personaggi in eroi umani e fragili, disposti a tutto pur di difendere quello in cui credono, infrangendo le barriere dei più consumati (e inspiegabilmente ancora vivi) pregiudizi. L’amore non perdona si presenta come una storia d’amore ma racconta molto di più...

6.5

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