Kill Chain - Uccisioni a catena, la recensione del film con Nicolas Cage

Un action-thriller dalle atmosfere neo-noir dove il popolare attore si trova al centro di una confusa e forzata resa dei conti tra le mura di un albergo.

recensione Kill Chain - Uccisioni a catena, la recensione del film con Nicolas Cage
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Lo vedremo a breve nella recentemente annunciata, e già attesissima, serie televisiva incentrata su Joe Exotic, nella quale vestirà gli iconici panni del protagonista, ma Nicolas Cage negli ultimi tempi non è certo rimasto con le mani in mano, prendendo parte negli scorsi mesi - prima che l'emergenza da Covid-19 fermasse la sua conosciuta iperattività - a una lunga serie di progetti, la maggior parte destinati direttamente al mercato domestico. Tolte rare eccezioni come lo psichedelico e folle Mandy (2018) e l'ancora inedito adattamento da Lovecraft Color Out of Space (2019), la pressoché totalità dei titoli si assesta su una qualità mediocre e Kill Chain - Uccisioni a catena, reso disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, non fa purtroppo eccezione. Scopriamo insieme i problemi di quest'ennesimo straight to video che ricalca una formula spesso abusata dal cosiddetto neo-noir.

Tutti contro tutti

Un albergo diroccato gestito da un misterioso individuo, una dark lady sexy e agguerrita e una resa dei conti destinata ad avere luogo tra quelle quattro mura. Kill Chain - Uccisioni a catena si affida a un canovaccio non nuovo e imbastisce anche una serie di flashback, il primo dei quali domina tutta la prima parte di visione. Nicolas Cage, qui nuovamente anfitrione di una struttura alberghiera dopo aver già gestito il motel del mediocre Looking Glass - Oltre lo specchio (2018), appare nel prologo e ci vogliono poi ben quaranta minuti per rivederlo davanti alla macchina da presa.
L'intero spezzone iniziale è infatti caratterizzato da una sfiancante lotta tra due cecchini e da una conseguente e poco chiara resa dei conti fra vari elementi criminali, tra i quali vi è la femme fatale citata in precedenza. A regnare è la confusione su quanto stia realmente avvenendo, con il pubblico catapultato a forza in dinamiche le cui basi saranno poi svelate nell'immediato prosieguo.

Personaggi in cerca d'autore

Quando Cage entra in gioco ecco che, tramite una serie di flashback, vengono svelati alcuni dei passaggi mancanti, ma il relativo spiegone e un paio di colpi di scena sulle identità delle figure coinvolte risultano frutto di evidenti forzature che tolgono credibilità all'intera vicenda e anche l'annessa escalation che ne consegue perde di mordente, colpa questa da condividere con la fiacca regia di Ken Sanzel che, anche da autore della sceneggiatura, ha completato l'opera nel peggiore dei modi.
Una vaga atmosfera noir e l'impegno del protagonista, che tenta comunque di sfumare un personaggio monodimensionale con solido mestiere, evitano il tracollo totale ma Kill Chain - Uccisioni a catena rimane una visione tranquillamente evitabile, che tenta nel forsennato accumulo di pedine e situazioni di coprire le palesi negligenze concettuali alla base.

Kill Chain - Uccisioni a catena Nicolas Cage al centro dell'ennesimo straight to video, un action thriller che vorrebbe inserirsi nell'inflazionato filone neo-noir senza possedere la personalità e una storia degna di nota. La contorta narrazione è la maggior pecca di un'operazione ricca di figure secondarie banali e stereotipate, che si trascina stancamente per l'ora e mezzo di visione tra confusi flashback e improbabili colpi di scena. Kill Chain - Uccisioni a catena sperpera le sue ambizioni di partenza in un confuso calderone dove tutto accade perché deve accadere, e Cage risulta comunque l'elemento migliore di un cast assemblato senza troppa convinzione.

5

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