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Kidnap, la recensione del film con Halle Berry disponibile su Netflix

Una madre è pronta a tutto pur di salvare il figlio rapito, ingaggiando una strenua lotta su quattro ruote e non con i sequestratori

recensione Kidnap, la recensione del film con Halle Berry disponibile su Netflix
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In Kidnap Karla Dyson, impiegata in un fast-food, accompagna a fine turno il figlio di sei anni Frankie al parco cittadino. La donna sta sostenendo una battaglia legale con l'ex-marito, il quale è intenzionato a richiedere l'affidamento del bambino, e proprio durante una telefonata con l'avvocato per la relativa pratica legale il piccolo sparisce improvvisamente. La donna si mette a cercarlo disperatamente fino a quando ne scorge in lontananza la sagoma mentre sta per essere spinto a forza in un vecchio modello di Mustang. Corsa alla propria macchina, Karla inizia un inseguimento a perdifiato con i rapitori, i quali si dimostrano via via sempre più tenaci e spietati, mentre lo smarrimento del cellulare le impedisce di contattare le forze dell'ordine, spingendola a superare ogni limite di follia e coraggio pur di salvare il figlio.

Fino all'ultimo gallone

Dopo il godibile The Call (2013), Halle Berry deve essersi evidentemente affezionata ai film incentrati sui rapimenti di minori visto che nei dodici mesi successivi (ma con una distribuzione rimasta tre anni in naftalina visto il fallimento della casa produttrice Relativity Media) ha girato un'altra pellicola a tema quale questo Kidnap (disponibile su Netflix), il cui titolo si fa già emblematico e chiarificatore. Il regista Luis Prieto, già dietro la macchina da presa dell'infelice remake britannico The Pusher (2012), dà vita a un thriller relativamente classico che convince in particolare nella prima ora di visione, ambientata per la quasi totalità all'interno dell'abitacolo in un vero e proprio action su quattro ruote ad alta dose tensiva, con l'inseguimento sempre più aspro e acceso tra la madre e i rapitori. Incidenti in serie che coinvolgono le altre vetture e manovre spericolate offrono un gustoso intrattenimento di genere, svolto con il corretto impatto spettacolare e con un'eterogenea gestione delle visuali.
L'ultima mezz'ora si rivela invece il vero anello debole dell'operazione, giacché le sequenze da "gioco del gatto col topo" su due gambe risultano fin troppo prevedibili per generare la necessaria suspense, come per altro poi confermato dal più che scontato lieto fine. L'incalzante colonna sonora si rivela elemento determinante, vero e proprio accompagnamento costante nelle lunghe fasi in cui il rombo dei motori dà luogo alla battaglia di nervi tra protagonista e villain, e la performance di una tostissima Halle Berry (ancora splendida, a quasi 50 anni al tempo delle riprese) infonde una grintosa e al contempo sofferta personalità al personaggio di Karla. Valori aggiunti di un titolo onesto che senza eccellere svolge il suo compitino di genere.

Kidnap Halle Berry è una madre all'inseguimento dei rapitori del figlio in questo thriller ambientato per due terzi di visione all'interno dell'abitacolo in una lotta tutta giocata sui cavalli delle vetture, capace di regalare un buon divertimento action di genere salvo poi cedere ai cliché del filone nella più prevedibile mezz'ora finale. Kidnap intrattiene senza troppi patemi nonostante diverse forzature e la suddetta concessione agli stereotipi, grazie anche alla buona performance della sua protagonista e all'azzeccato tappeto sonoro che fa da sfondo a una vicenda non certo originale ma messa in scena con discreto mestiere.

6

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