Jungle, la recensione del film con Daniel Radcliffe su Prime Video

Greg McLean firma un robusto survival movie ispirato a una drammatica storia vera, ambientato nelle zone più remote della Foresta Amazzonica.

recensione Jungle, la recensione del film con Daniel Radcliffe su Prime Video
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Nel 1981 Yossi Ghinsberg, un ragazzo israeliano, ha deciso di concedersi un anno sabbatico per scoprire se stesso e riappacificarsi con la natura, prendendo parte a un viaggio nelle zone più remote del pianeta.
A La Paz, in Bolivia, incontra l'avventuriero austriaco Karl Ruprechter, che gli propone di esplorare il cuore della giungla amazzonica e si offre come guida. Yossi e due compagni di viaggio - il fotografo americano Kevin e il maestro svizzero Marcus - si aggregano così alla spedizione e si trovano a scoprire luoghi incontaminati dove vive anche una leggendaria tribù di nativi.
Quando Marcus è costretto a fermarsi per via di una profonda infezione ai piedi, il gruppo deve separarsi, con Yossi e Kevin che decidono di continuare il viaggio. Ma dopo un incidente sulle rapide Yossi finisce per ritrovarsi da solo, alle prese con una vera e propria lotta per la sopravvivenza nella giungla più selvaggia.

Benvenuti nella giungla

Il film è ispirato alla drammatica storia vera che all'inizio degli anni ‘80 ha coinvolto i reali protagonisti e questo infonde una nota di ulteriore suspense sul loro destino in forma filmica, con i titoli di coda che ci svelano quanto poi effettivamente accaduto.
Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, Jungle è un survival-movie in piena regola, un ambiguo incrocio tra le ambientazioni esotiche di Civiltà perduta (2016) e quella disperata lotta per la vita di Into the wild - Nelle terre selvagge (2007), il tutto filtrato da un'ottica di genere che rende la seconda metà una sorta di rude viaggio all'inferno nel tentativo, reso sempre più arduo, di Yossi di far ritorno a casa.
Non che ci si potesse aspettare altro da un regista come Greg McLean, noto soprattutto per l'avvincente e sanguinolento dittico horror di Wolf Creek: questa volta non è l'outback australiano a far da sfondo alla vicenda, bensì il verde e lussureggiante - ma altrettanto insidioso - paradiso naturale della Foresta Amazzonica.
Buona parte delle riprese, va detto per onor di cronaca, è però stata girata nella foresta pluviale della Gold Coast, ubicata proprio nel Paese dei canguri.

Inferno e ritorno

Quello che rimane saldo nella gestione delle due ore di visione è l'inesorabile discesa nell'abisso, già suggerita nella prima parte nonostante atmosfere più ariose e leggere. Ma che il pericolo fosse in agguato era chiaro sin da subito e quando poi la solitudine aggiunge ulteriore enfasi drammatica, McLean ha modo di giocare su sentieri più brutali e visionari.
Dalle allucinazioni che tormentano lo sfortunato protagonista fino alle insidie, ben più materiali, rappresentate o dai predatori che si nascondono tra le foglie o da sabbie mobili nascoste, Jungle ha i suoi momenti di accattivante tensione e alcune sequenze possono risultare anche parzialmente disturbanti, da bubboni incisi con un coltello all'ingestione di feti animali per non morire di fame.

Nella seconda metà l'operazione raggiunge la sua vera anima e si manifesta con una buona dose di violenza psicologica, potendo contare sulla sofferta e convincente prova di un Daniel Radcliffe che ormai da tempo si è scrollato di dosso il peso di Harry Potter.
È anche grazie a lui che il tutto acquista maggior intensità e credibilità e riesce a creare un buon legame empatico con il pubblico, garantendo il corretto numero di emozioni a tema.

Jungle Una drammatica, paradossale, storia vera è al centro di un survival-movie duro e puro che nella seconda metà non lesina sequenze più brutali e parzialmente rivoltanti, step necessari nella strenua lotta per la sopravvivenza intrapresa dal giovane protagonista. Jungle vede d'altronde alla regia un certo Greg McLean, mente della saga di Wolf Creek, che non è mai andato per il sottile nel suo cinema: un buon mix di violenza fisica e psicologica, mai gratuita e comunque sostenibile anche dal pubblico medio, riesce a instillare una notevole tensione a tema e le due ore di visione scorrono relativamente bene, nonostante qualche parziale lungaggine nella prima parte. Gran merito va dato alle interpretazioni dell'intero cast e in particolare a Daniel Radcliffe, attore ormai maturo e consapevole pronto a ogni tipo di ruolo. Il film andrà in onda martedì 19 gennaio alle 21.20 su RAI4 in prima visione.

7

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