Jumanji: The Next Level, la recensione del sequel con Dwayne Johnson

Si ritorno nel mondo di Jumanji in una terza avventura dalle tematiche più mature, seppur ugualmente leggera e divertente come la precedente.

recensione Jumanji: The Next Level, la recensione del sequel con Dwayne Johnson
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L'espansione dell'universo cinematografico di Jumanji passa attraverso le differenze generazionali. Era così all'inizio, nel mitico film di Joe Johnston, ed è così adesso in Jumanji: The Next Level, che dal titolo lascia presupporre una certa evoluzione del franchise. Non così profonda, a dire il vero, ma presente soprattutto nel comparto tematico del film diretto da Joe Kasdan, che vuole raccontare il "livello successivo" nelle vite dei giovani protagonisti ma anche delle anziane new entry, senza dimenticare un mondo di gioco interamente (o quasi) trasfigurato per essere più grande, ostile e avvincente. È passato circa un anno dagli eventi di Jumanji: Benvenuti nella Giungla e Spencer, Bethany, Anthony e Martha sono ormai al college. Vivono e studiano in diverse città ma si sentono tutti i giorni.

Sembrano essere tutti in un bel momento tranne Spencer, che trasferitosi a New York sta affrontando un periodo molto buio, senza amici, costretto a un lavoro scadente per mantenersi e con la sfortuna dalla sua parte. Torna a casa per le feste e sembra non volerne sapere di niente e di nessuno, con il solo desiderio di sentirsi di nuovo forte, lo stesso che lo spinge a rimettere insieme i pezzi di Jumanji e rientrare nel videogioco. Preoccupati, gli amici decidono di seguirlo e riportarlo indietro ma non tutto va per il verso giusto, coinvolgendo in questa raffazzonata missione di soccorso anche il nonno di Spencer, Eddie (Danny DeVito), e il suo ex-socio e amico, Milo (Danny Glover).

Il gioco delle parti

Se c'è una cosa che abbiamo imparato dal precedente capitolo del franchise è che il concetto stesso alla base di Jumanji è l'imitazione. Non di altro ma di altri, tutto ragionato all'interno di un sistema di avatar che permette in buona sostanza numerose combinazioni caratteriali, a loro volta scintilla comica della serie. In buona sostanza, The Next Level è davvero una piccola evoluzione di Benvenuti nella Giungla, talmente radicato nella semplicistica ma funzionale filosofia concettuale della saga da trascinarsi dietro senza troppi problemi tutti i pregi e i difetti della produzione, quasi in modo disinteressato.
Si ritorna a Jumanji ma cambiati. Non solo all'esterno dell'universo virtuale, come persone, ma anche all'interno dello stesso gioco, e questo a causa di un cortocircuito del sistema di gioco. Interessante perché ben collaudato e correlato alla perfezione con un discorso di cortocircuito generazionale, dove i personaggi di DeVito e Glover tornano giovani senza sapere come essere giovani, curiosamente privi di esperienza nonostante l'età, svuotati della loro utilità e messi dentro a corpi che non sanno utilizzare.

Questo è anche il modo in cui Kasdan e gli sceneggiatori hanno deciso di giocare con il pubblico in The Next Level, e mentre la mimica espressionista e divertita di The Rock e Kevin Hart riesce spesso e volentieri a regalare momenti discretamente esilaranti, sono spesso le situazioni a mancare di originalità rispetto all'idea madre del film.

Forse involontariamente, si porta avanti anche un ragionamento sul valore della personalità rispetto all'apparenza, dove la prima è guida e la seconda è mezzo. Nella moltitudine di momenti a ritmo slapstick o nonsense, carichi di ripetizioni o dialoghi comici fini a se stessi, ci si sofferma inoltre di sottecchi sulle qualità del singolo in aiuto alla comunità, come a dare consistenza alle peculiarità uniche dell'individuo, vero bagaglio che ci si porta dietro nel viaggio della vita e in quello dentro Jumanji.

Si poteva osare qualcosina di più nelle scene d'azione, ma Kasdan è un maestrante obbediente e non un autore, e questo rende la sua regia scarna d'inventiva e tremendamente classica, un peccato, essendo le sue ragioni e le sue intenzioni cinematografiche davvero cristalline.

Ci sono però delle sequenze interessanti, come l'inseguimento dei mandrilli e l'atto finale immerso nelle nevi dell'ultimo livello. Il resto è praticamente un divertente more of the same del capitolo uscito due anni fa, di impatto praticamente identico ma più intrigante per le scelte adoperate nello scambio dei corpi e nelle mimiche (eccezionali) dei protagonisti. C'è comunque l'aggiunta di un cavallo nero e di Awkwafina come avatar del gioco che aumenta l'asticella del WTF! del franchise, che si dimostra piacevole intrattenimento, divertissement da vacanza senza impegno. Insomma, né più né meno del Jumanji che ci aspettavamo.

Jumanji: The Next Level Ancora una volta pieno di comicità slapstick, nonsense, e interpretazioni macchiettistiche e divertenti da parte di The Rock, Jack Black e Kevin Hart, Jumanji: The Next Level si rivela un buon more of the same del capitolo precedente, piccola evoluzione soprattutto dal punto di vista tematico, non concettuale. Si continua a giocare con gli avatar e le personalità, questa volta con due new entry d'eccezione come Danny DeVito e Danny Glover, vecchi nel corpo di giovani, incapaci di utilizzarlo. Ma ci sono anche nuove combinazioni e momenti esilaranti, specie verso l'atto conclusivo, con dinamiche nuovamente più chiare. È un percorso non sempre riuscito, a causa di una regia molto classica e priva di guizzi e situazioni curiosamente poco originali (data la natura del franchise), eppure questo ritorno a Jumanji si dimostra intrattenimento per famiglie senza impegno, puro divertissement cinematografico.

6.5

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