Jack Ryan - L'iniziazione Recensione

Chris Pine è Jack Ryan, analista della CIA in missione a Mosca in Jack Ryan - L'iniziazione, reboot diretto da Kenneth Branagh.

recensione Jack Ryan - L'iniziazione
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Come riportare in vita su grande schermo un personaggio che fatto la storia della novellistica thriller e, nel corso degli anni, ha goduto di quattro lungometraggi dedicati con tanto di tre attori della fama di Harrison Ford, Alec Baldwin e Ben Affleck a vestirne i panni? Il noto produttore Lorenzo di Bonaventura, a cui dobbiamo tra gli altri la saga di Transformers, ha pensato bene di organizzarne un vero e proprio reboot il cui discreto successo al botteghino (130 milioni di dollari) non è comunque bastato a garantire il proseguo di una nuova saga, ad oggi escluso dagli stessi interpreti; oggetto della discussione è naturalmente Jack Ryan - L'iniziazione, quinta installazione su pellicola di questo agente sotto copertura della CIA, qui interpretato da Chris Pine e alle prese con un'avventura che, pur riprendendone il background, è del tutto nuovo di zecca in quanto non è tratta da alcun romanzo scritto dal suo autore Tom Clancy, scomparso proprio pochi mesi prima dell'uscita nelle sale americane (da noi la distribuzione, inizialmente pensata per il cinema, è stata poi dirottata direttamente per il mercato homevideo). Il film inizia con Jack che da studente a Londra nel 2001 viene scosso dall'attentato alle Torri Gemelle, decidendo così di arruolarsi nell'esercito; due anni dopo, salito al rango di sottotenente e partito volontario per l'Afghanistan, è vittima di un grave incidente che rischia di causargli danni irreparabili alla spina dorsale. Proprio nel centro di riabilitazione conosce la futura moglie, la dottoressa Cathy Muller, e viene contattato da Thomas Harper, a capo di una divisione della CIA, colpito dalle sue grandi doti nel campo delle analisi finanziarie. Doti che lo porteranno dieci anni dopo a partire in missione in Russia per indagare su dei movimenti sospetti di denaro che potrebbero potenzialmente cambiare per sempre gli equilibri economici mondiali, costringendolo a diventare a tutti gli effetti un agente operativo e ad indagare nei conti del magnate russo Viktor Cherevin.

C'è posto anche per Jack?

Jason Bourne, Ethan Hunt e loro più o meno illustri colleghi hanno ormai inflazionato il cinema d'azione degli ultimi anni, rendendo la vita difficile a tutti i loro potenziali sfidanti. Non era certo un compito facile quello di Kenneth Branagh, inizialmente assunto solo per interpretare il villain e poi piazzato anche dietro la macchina da presa dopo l'abbandono del regista Jack Bender, e, a conti fatti, il suo è un lavoro apprezzabile quanto basta che si adagia placidamente sui leit-motiv del genere mantenendo però sempre alto l'interesse nei cento minuti di visione. Jack Ryan - L'iniziazione è un thriller d'azione senza infamia e senza lode che ci trasporta da Londra agli Stati Uniti per poi concentrare la maggior parte dell'ambientazione in quel di Mosca, luogo che ben si adatta col suo fascino ai passaggi più intensi della vicenda. Vicenda che non si discosta molto dai svariati epigoni, con il Nostro pronto a trasformarsi per l'occasione da semplice analista a vero e proprio agente speciale dell'ultim'ora: una trasformazione se vogliamo poco credibile nella sua eccessiva rapidità, ma d'altronde il filone d'appartenenza non è mai stato troppo ligio alla verosimiglianza. Inseguimenti automobilistici, rocambolesche fughe, scontri a mani nude, sparatorie e corse contro il tempo per evitare una catastrofe di immane proporzioni seguono tutte le linee guida tipiche di questo range di produzioni, innescando una certa dose di tensione purtroppo non sempre supportata dalla messa in scena: la regia di Branagh, elegante come sempre nelle sequenze più tranquille, non possiede purtroppo qui il dinamismo di colleghi come Paul Greengrass e i momenti che dovrebbero essere maggiormente avvincenti e frenetici non possiedono la giusta forza spettacolare, sminuendo in parte il coinvolgimento emotivo e la potenziale suspense degli eventi. Nulla da dire invece per ciò che concerne le interpretazioni del cast: tra due pezzi da novanta quali lo stesso Branagh e Kevin Costner in due ruoli fondamentali e la bellezza di Keira Knightley, il protagonista Chris Pine pur non eccellendo ha la faccia e la fisicità giuste per dar vita a Ryan, non sfigurando dinanzi a chi lo ha preceduto.

Jack Ryan - L'iniziazione Il nuovo inizio di Jack Ryan, apparentemente prima e ultima incarnazione del reboot dopo incassi al di sotto delle aspettative, si rivela un film fedele ai canoni dell'action thriller moderno, forse anche troppo. Per quanto i cento minuti di Jack Ryan - L'iniziazione siano infatti piacevoli è comunque evidente un implacabile senso di dejavu, con situazioni e risvolti che peccano di originalità e si incanalano su soluzioni spesso prevedibili, trovando inoltre nelle sequenze sulla carta più potenzialmente spettacolari un vero e proprio punto debole. L'unica pecca di una regia per il resto impeccabile, con Kenneth Branagh (anche interprete del villain sovietico) che sforna passaggi di grande eleganza stilistica al servizio di un racconto accattivante ma a tratti confuso e improbabile che solo le convincenti interpretazioni del cast di star riescono parzialmente a risollevare.

6

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