It came from the desert, la recensione del film ispirato all'omonimo videogioco

Due amici, insieme a un party nel deserto, si trovano ad affrontare una colonia di formiche giganti frutto di esperimenti segreti.

recensione It came from the desert, la recensione del film ispirato all'omonimo videogioco
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Brian e Lukas, amici per la pelle, non potrebbero essere più diversi l'uno dall'altro: il primo, timido e studioso, è innamorato della bella Lisa ma ha paura di dichiararsi, il secondo è invece ossessionato dalle moto da cross e dalla birra. Durante un party nel deserto a cui partecipano diversi coetanei appassionati di due ruote, i due ragazzi scoprono l'esistenza di un laboratorio segreto del governo nel quale sono stati condotti esperimenti sugli insetti. Intrufolatisi nella struttura, notano che il personale della base è svanito nel nulla e ben presto ne capiscono il motivo: formiche giganti e voracissime hanno sterminato gli scienziati e ora minacciano anche il gruppo di ragazzi intenti a festeggiare. In It came from the desert Brian e Lukas dovranno agire di coraggio e astuzia per affrontare l'infinita orda di imenotteri.

Deserto rosso sangue

Ispirato all'omonimo videogioco cult degli anni '80, la cui intro viene anche mostrata sullo scorrere dei titoli di coda, It came from the desert (distribuito in home video da Minerva Pictures) guarda all'universo dei b-movie sci-fi della Hollywood degli anni '50, adattando il tutto alla velocità e al ritmo del cinema moderno. Come nel simpatico Arac Attack - Mostri a otto zampe (2002), ci troviamo dinanzi a un'operazione strampalata improntata sul puro divertimento di genere, con personaggi volutamente monodimensionali, così come le relative dinamiche aventi luogo tra di loro, rivolte ad affrontare un inaspettato pericolo nel bel mezzo del deserto. Girato nelle aride lande dell'Almeria, il film del regista finlandese Marko Mäkilaakso non si prende troppo sul serio e proprio grazie alla spiccata verve autoironica e citazionista riesce a intrattenere con genuina semplicità: da uno dei due protagonisti che si stappa una birra ogni cinque minuti, anche nei momenti più impensabili, ai filmati d'animazione in stile anni '50 di falloutiana memoria, i novanta minuti di visione pescano a piene mani da un immaginario nerd che strizza l'occhio all'odierna generazione di trentenni, sicuramente quelli che apprezzeranno di più l'intera messa in scena. E gli effetti speciali, considerato anche il basso budget di appena un milione di dollari, sono realizzati più che discretamente, posti al centro di sequenze in cui suspense e una sana violenza filo splatter fanno piacevolmente capolino.

It came from the desert Moto da cross, birra a fiumi e una colonia di formiche giganti: cosa chiedere di più a un b-movie che, in bilico tra horror e sci-fi, guarda ai classici del genere degli anni '50 riletti in chiave ottantiana e nerd? It came from the desert, libero adattamento dell'omonimo videogioco cult, offre novanta minuti di puro divertimento senza rinunciare a un paio di sequenze più sanguinolente, trovando nella stupida caratterizzazione dei protagonisti (decisamente voluta e ricercata) un carico di inaspettata simpatia e mettendo in campo effetti speciali più che passabili.

6.5

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