Isle of the Dead Recensione

Un'isola abbandonata, un'invasione di morti viventi e una squadra di forze speciali sono al centro di Isle of the Dead, ingenuo ma godibile zombie-movie.

recensione Isle of the Dead
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Chi l'avrebbe mai detto che chi ha prestato la voce ad Albert Wesker, storico personaggio della saga videoludica di Resident Evil, avrebbe contribuito alla realizzazione di uno zombie movie co-finanziato dalla Asylum? E' stato infatti proprio D.C. Douglas, attore secondario in numerosissime produzioni nonché per l'appunto doppiatore della suddetta incarnazione digitale, a convincere i produttori Jacob Cooney e Brandon Trenz a realizzare Isle of the Dead, ennesimo titolo sui morti viventi trasmesso Oltreoceano sul noto canale televisivo SyFy. Una storia abbastanza canonica che inizia su un'isola in un centro di ricerca finanziato dall'esercito, vittima ben presto di un'epidemia virale i cui contagiati si trasformano in famelici zombie. A capo degli studi, atti a trovare una cura per l'ebola, vi era il Colonnello Aiden Wexler, la cui figlia Mikaela (membro della CIA) si aggrega dieci anni dopo ad una missione di recupero, inviata sul posto per recuperare i membri di una squadra Swat data per dispersa. Inutile dire che l'intera zona è popolata da infetti sempre più temibili e pericolosi.

Resident Zombie

Un'isola deserta, un gruppo di sopravvissuti, famelici zombie affamati di carne umana e un mistero che si cela dietro la struttura militare: la base narrativa non è certo il punto di forza di Isle of the Dead, operazione che si appoggia ad un canovaccio palesemente abusato. La vicenda, che contiene diverse citazioni proprio all'universo di Resident Evil (e con lo stesso D.C. Douglas nel ruolo del geniale / folle scienziato di stanza alla base), ha comunque un suo discreto fascino quando recupera tematiche che prendono spunto da una colonna portante del genere quale Il giorno degli zombi (1985) di George A. Romero, arrivando a ipotizzare come gli infetti possano essere "addomesticati" e condotti ad una possibile coesistenza con gli umani. Elemento che purtroppo viene disperso nella convulsa parte finale, nella quale ribaltamenti e situazioni poco verosimili snaturano parzialmente la discreta atmosfera del racconto, messo in scena dal regista Nick Lyon, già al lavoro in passato su diverse produzioni omologhe nonché su un episodio della serie Z Nation, con un efficace gestione del ritmo e un certo dinamismo action capace di garantire la corretta dose tensiva e sfruttare con ingegno i limitati spazi ambientali (una sorta di piccola giunga e il centro militare). Ottimo anche il make-up usato per realizzare questi rabbiosi morti viventi e il cast, pur non eccellendo, si rivela più convincente del previsto, a cominciare dalla bionda protagonista Maryse Mizanin, star del wrestling femminile.

Isle of the Dead Operazione a basso budget realizzata con una certa intelligenza, Isle of the Dead è un canonico ma piacevole zombie-movie che omaggia in più occasioni il franchise di Resident Evil, potendo contare per uno dei ruoli principali sulla partecipazione dell'attore / doppiatore videoludico D.C. Douglas. Una narrazione "classica" ma non priva di buoni spunti, purtroppo non sempre supportati dal proseguo degli eventi, e una messa in scena realizzata con tutti i crismi del filone nonostante fondi limitati (co-produce la Asylum) rendono i novanta minuti di visione un gradevole passatempo per gli appassionati, trasudando sana e ingenua passione.

5.5

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