Recensione Ironclad

Tra epica e azione un racconto storico avvincente

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Inghilterra, 1215. Il re Giovanni Senzaterra (Paul Giamatti) decide di infrangere l'editto dalla Magna Carta, firmato poco tempo prima coi baroni inglesi, coi quali inizia così una vera e propria guerra. Assolda un esercito di guerrieri danesi, capeggiati dal rude Tiberius (Vladimir Kulich) e inizia a prendere possesso di tutte le fortezze nel sud dell'Inghilterra. Ma per i baroni vi è ancora un'ultima possibilità: difendere sino allo stremo la fortezza di Rochester, considerata inespugnabile e punto di passaggio obbligato per Giovanni. Tal compito viene affidato al prode cavaliere templare Thomas Marshal (James Purefoy) e al barone Guglielmo d'Albini (Brian Cox) che, al comando di un esiguo manipolo di uomini, sono pronti a difendere la costruzione sino alla morte. Arriverà anche nelle sale italiane Ironclad, i cui diritti sono stati comprati da One Movie per un'uscita ancora da annunciare. Pellicola action / storica del 2010, è il terzo lungometraggio di Jonathan English (già autore degli infelici Nailing Vienna e Minotauro) e il primo con un budget di un certo livello, stimato in circa 25 milioni di dollari, nonché con un cast di tutto rispetto.

Assedio di sangue

Nonostante le aspettative, viste le prove a dir poco altisonanti del regista in passato, Ironclad si rivela un solido film di genere in grado di infiammare i cuori degli appassionati di quel cinema fatto di indomiti cavalieri, ragazze da salvare, epica spiccia e combattimenti all'arma bianca. Nonostante alcune falle in fase di sceneggiatura, inclusa una sin troppo marcata caratterizzazione dei protagonisti, l'operazione convince e avvince, proponendo in un'ambientazione storica degli elementi in grado di catturare un pubblico solitamente non avvezzo al filone. I combattimenti infatti, lontani anni luce dalle ultime produzioni stile 300 o Immortals, si segnalano per la loro rocciosa rozzezza, non lesinando una sana dose di violenza che pur non raggiungendo apici splatter appare quantomai realistica e brutale. La componente guerresca è infatti quasi completamente giocata sulla parte dell'assedio, che occupa 3/4 della narrazione senza però scadere nella monotonia e riuscendo a mantenere quella costante tensione di attesa in grado di mantenere alta l'attenzione. Il sapore artigianale, memore di un cinema che sta scomparendo, traspare da ogni fotogramma, lasciando ad altri i vizi degli effetti digitali, in favore di un maggiore realismo e di un'attenzione particolare ai luoghi e agli ambienti, dal fascino davvero arcano. Vi è naturalmente spazio anche per un'improbabile, ma alla fine perdonabile, love story tra il personaggio di Thomas e la giovane moglie (una bella e brava Kate Mara, sorella maggiore di Rooney, prossima Lisbeth Salander nella versione USA di Uomini che odiano le donne) del ricco barone di Rochester. Ma è in generale tutto il cast a offrire ottime interpretazioni. Da Charles Dance (Tywin Lannister in Game of Thrones) nei panni dell'Arcivescovo Stephen Langton, al granitico Vladimir Kulich (stoico Buliwyf in Il 13° Guerriero), sino ad arrivare agli interpreti principali, con una nota di merito per l'atipico Re Giovanni di un poliedrico Paul Giamatti e il Thomas di James Purefoy (già visto in Solomon Kane e nella serie tv Camelot), attore ad oggi sin troppo sottovalutato.

Ironclad Tra epica e realismo, tra violenza e amore, Ironclad si rivela una piccola gemma in grado di regalare diverse emozioni agli appassionati del genere. Con un budget limitato rispetto a produzioni di più alto profilo, Jonathan English punta su un'azione rocciosa e avvincente, supportato da un cast che, sia tra i comprimari che tra i protagonisti, si rivela davvero impeccabile.

7

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