Recensione Iron Man 3

Shane Black ci restituisce un Tony Stark pieno di problemi ma anche di risolutezza nel nuovo film Marvel Studios

recensione Iron Man 3
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

E venne il giorno di Iron Man 3. Sembra ieri, eppure è già passato un anno da quando gli Avengers hanno salvato il mondo dall'invasione dei Chitauri (infrangendo diversi record d'incassi, nel frattempo). Sembra ieri anche per Tony Stark, che dopo quell'esperienza al limite -che lo ha portato anche all'interno di un portale dimensionale, ricordiamolo- non riesce più a mettere al posto giusto i pezzi della sua vita. La sua indole sbruffona è sempre viva, ma più che arroganza, ora, è autoconvincimento: ha visto tante di quelle cose che neppure lui, così ricco e intelligente, può spiegare e controllare. Comincia a sentirsi, per la prima volta, “piccolo” e, in un certo senso, “nudo”, tanto da aver bisogno assoluto di due 'bozzoli' nei quali rinchiudersi: la sua armatura, che continua spasmodicamente a migliorare, e l'affetto di Pepper Potts, che tuttavia non riesce a gestire proprio a causa della sua ossessione per le migliorie tecniche ad Iron Man. Siamo alla vigilia di Natale e Tony, nonostante i buoni propositi, finisce per battibeccare con Pepper, soprattutto per aver avuto la sconsideratezza di sfidare il terrorista numero uno al mondo, il Mandarino, che ha intenzione di rovesciare il governo degli Stati Uniti d'America. Tony pagherà cara la sua sconsideratezza: la sua villa di Malibu verrà rasa al suolo da uno stormo di elicotteri da guerriglia e lui si ritroverà, da solo, a 800 miglia di distanza, con unicamente un'armatura sperimentale guasta. Sarà l'occasione giusta per rinascere (nuovamente) e scoprire il proprio posto nel mondo...

Lezione numero uno: gli eroi non esistono

Da personaggio poco amato sulle pagine degli albi a fumetti a supereroe preferito di molti.
È la magia del cinema, baby. Non è la prima volta, ma quello di Tony Stark / Iron Man è forse il caso più eclatante. Perché diciamocelo: nei fumetti non è proprio un gran simpaticone. E difatti, dopo il successo dei film, in Marvel hanno corretto il tiro e ora Tony è molto più simile all'istrionica rappresentazione che Robert Downey Jr. ha portato sugli schermi, per ben cinque volte (in tre film 'solisti', un cameo ne L'incredibile Hulk e naturalmente The Avengers, in cui era una delle colonne portanti).
Un interprete che ha fatto la fortuna del personaggio e attualmente vale tanto oro quanto pesa: ma anche un personaggio che ha segnato l'inizio del Marvel Cinematic Universe, nel 2008, portando per la prima volta in una vera continuity di stampo fumettistico pellicole assai diverse tra loro. Purtroppo, la deriva verso un'ironia sempre più marcata ha in parte intaccato l'epicità di molti prodotti (Iron Man 2 e The Avengers su tutti) che, seppur ottimi per un pubblico family oriented, ha a volte lasciato l'amaro in bocca a chi cercava tematiche dal respiro più ampio e meno cartoonesco, visto anche il fatto che i fumetti, al cinema, hanno dimostrato di poter parlare a un pubblico più variegato e adulto.
Shane Black è stata la risposta dei Marvel Studios a tutto questo: un regista capace di realizzare una buona commedia d'azione di stampo fumettistico che non si piglia troppo sul serio ma al contempo non è sciocca. Sue le sceneggiature di alcuni film anni '90 entrati nei cuori di molti appassionati: i primi due Arma Letale, Scuola di Mostri, L'ultimo Boy Scout. Suo anche Kiss Kiss Bang Bang, riuscito esperimento alla regia del 2005, che vedeva l'inedita accoppiata Val Kilmer e Robert Downey Jr. in un bizzarro poliziesco dai risvolti inaspettati.

Una bella vendetta all'antica

Il risultato, anticipato da teaser e trailer decisamente invitanti, mantiene le promesse, restituendo un film spettacolare, divertente, ricco di verve e ottimamente interpretato. E, soprattutto, pieno di sorprese. I più attenti conoscitori dei fumetti scopriranno la presenza di elementi e personaggi anche inaspettati (tra cui Ellen Brandt, Coldblood e Firepower) o la cui importanza viene mantenuta o addirittura ingigantita rispetto ai comics originali (prima fra tutte la saga Extremis, che è sempre stata un punto di riferimento nella realizzazione della trilogia). Tra questi le figure di Maya Hansen e Aldrich Killian: ma attenzione, perché se alcune cose andranno esattamente come previsto in quanto derivate dalle avventure cartacee, altre saranno decisamente sorprendenti, nel bene e nel male. Ci riferiamo, in particolare, alla figura del Mandarino, nemesi storica di Iron Man che, tuttavia, negli anni 2000 è stata sfruttata in maniera decisamente eterogenea da Marvel, che nel tentativo di svecchiarne la mistica figura figlia degli anni '60 le ha tentate tutte, tra le serie regolari, le bizzarrie Ultimate e i cartoni animati. Ultima ma non ultima arriva la subdola versione interpretata dal sempre grandissimo Sir Ben Kingsley, che tratteggia un villain di gran classe che nasconde molti segreti...

Il mondo intero resterà a guardare

Il film procede spedito e divertente, con alcuni tocchi di classe e scelte coraggiose. Difatti, certi passaggi di sceneggiatura non vengono spiegati per filo e per segno, ma solo accennati e lasciati alla giusta intuizione dello spettatore, cosa rara nei blockbuster, solitamente a prova di “americano medio”. E, inoltre, Tony si ritroverà spesso in preda ad attacchi di panico, e a combattere senza l'ausilio della sua armatura, o con l'armatura mezza rotta, o con mezzi di fortuna, inscenando nuove dinamiche (tra il cui rapporto di Tony con bambini e adolescenti). E ancora, molto sottile è la parodia di fondo della politica americana, dell'ostentazione patriottica, del terrorismo feroce che si serve del fervore mediatico, cose che non ci aspettavamo certo di vedere. Tuttavia, come preannunciato da Kevin Feige, boss dei Marvel Studios, la saga non perde il suo humour caratteristico e, anzi, in un paio di punti (proprio nei momenti più inaspettati) trascende nelle solite gag a cui siamo abituati, che potrete -a seconda dei gusti- trovare sagaci e divertenti o completamente fuori luogo. Di più non possiamo dirvi, ma se avete amato i precedenti film e non siete lettori dei comics originali non avete motivo di preoccuparvi.

Gli immancabili cammei

Come sempre, prestate attenzione ai cammei presenti all'interno del film: tra gli altri, come da tradizione, non mancherà Stan Lee, così come non mancherà una scena finale, dopo i titoli di coda, che vi consigliamo assolutamente di non perdervi.
Per il resto, siamo molto, molto curiosi da sapere cosa conterranno le scene aggiuntive realizzate per il mercato cinese, ma avremo modo di scoprirlo più avanti.

Iron Man 3 Iron Man 3 non delude le aspettative e, anzi, rilancia: spettacolare e divertente, pieno di personaggi ben interpretati e ben caratterizzati, ha diversi assi nella manica e non si perde in chiacchiere e battutine come il secondo episodio della saga. L'ironia è più dosata, anche se un paio di volte (soprattutto nel plot twist principale) lascerà inevitabilmente spiazzati. Un film che farà discutere per alcune sue trovate, ma che sicuramente incontrerà i gusti di gran parte del pubblico, anche a fronte di un'ottima realizzazione tecnica e di una trama ben articolata.

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