Recensione Ip Man

Le gesta eroiche di Ip Man, maestro di Bruce Lee, arrivano anche in Italia

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1935. Fo Shang, Cina. Il maestro di arti marziali Ip Man (Donnie Yen) è il vanto della città, grazie soprattutto alla diffusione dello stile wing chun da lui stesso inventato. Quotidianamente sfidato da avversari sempre più agguerriti, convinti di essere più abili di lui, trascorre la sua vita in una comunque tranquilla serenità insieme alla moglie e al figlio piccolo. Ma la pace viene presto turbata quando i giapponesi invadono la nazione nel 1937, e lo stesso Ip Man, come molti dei suoi concittadini, è costretto a vivere in uno stato di semi-povertà. Quando infine i soprusi dell'esercito nipponico rasentano la soglia di tollerabilità, Ip Man decide di ribellarsi divenendo così una sorta di simbolo per il suo popolo.

L'inizio della Leggenda

Arriva in Italia grazie alla neonata società di distribuzione home video Far East Films, branchia dell'omonimo e ormai famoso festival di Cinema orientale, il primo capitolo di Ip Man (già annunciato per il prossimo mese il secondo), mai uscito nei cinema italiani e che ha visto una recente trasmissione su RAI4 per il ciclo Missione estremo Oriente. Diretto nel 2008 da Wilson Yip, questa pellicola che fonde dramma storico e arti marziali, è stata sin da subito considerata come uno dei migliori esponenti del genere di tutti i tempi. Vediamo di scoprirne il perché.

Lotta per la libertà

Ip Man ha il respiro di una saga epica. La lotta di un uomo, che ben presto assume al ruolo di icona per milioni di abitanti oppressi dalla tirannia, il cui nome ben presto diverrà leggenda. La storia è ispirata alla vita di Ip Man, storico maestro di arti marziali realmente esistito, che si calcola abbia avuto migliaia e migliaia di allievi, il cui più famoso rimane senza dubbio Bruce Lee. La prima parte di questo dittico si concentra però sulla nascita del Mito e sulla sua importanza durante il secondo conflitto sino-giapponese, introducendo nel migliore dei modi tutte le sfaccettature di un personaggio ricco di coraggio e umanità. Nei panni dello stoico protagonista troviamo Donnie Yen, vera e propria istituzione del cinema d'Oriente, abilissimo atleticamente (ai livelli di Jet Li e Jackie Chan, e forse addirittura oltre) ma anche in grado di cavarsela egregiamente a livello recitativo. Ecco così che la figura di Ip Man emerge sontuosa e potente come quella di una persona pacifica, dedita allo studio e la filosofia delle arti marziali, coinvolta suo malgrado in un dramma più grande di lui, e a cui risponde eroicamente, incapace di assistere impotente al dileggio delle proprie tradizioni e alle torture sulla sua gente. Il regista Wilson Yip (tra i più rinomati della scena hongkonghese) riesce a fondere abilmente il dramma bellico con la componente d'azione, inserendo il personaggio del generale giapponese Miura (Hiroyuki Ikeuchi), strenuo sostenitore del karate, per giustificare in buona parte i combattimenti tra questi due stili in apparenza simili ma in realtà assai diversi. La scena in cui Yen se la deve vedere con dieci soldati giapponesi in un improbo combattimento a mani nude è già entrata nella storia del cinema di genere, e non solo. A rendere l'atmosfera ancora più coinvolgente ci pensa una splendida colonna sonora, in grado di accompagnare nel migliore dei modi le sequenze più esaltanti aumentando a dismisura il carico emozionale della pellicola. L'unica nota "stonata", se così si può chiamare, è la troppa libertà presa in fase di sceneggiatura: gli eventi infatti sono stati sin troppo romanzati, fattore che si accentuerà ancora più nel sequel. Ma è l'unico neo in un'Opera pressoché perfetta, in grado di entusiasmare gli appassionati ma ponendosi anche come valida visione per tutti gli altri.

Il Blu-Ray

In questa versione italiana in Blu-Ray, ad un video cristallino e che rende giustizia alle particolari tonalità della fotografia di O-Sing Pui, si abbina un performante audio in DTS-HD. In più, il disco vanta preziosi contenuti speciali.
Si comincia con due trailer dei recenti e apprezzati Detective Dee e Il buono il matto il cattivo, per proseguire con altri 21 minuti di trailer della linea Far East: A hero never dies, Ip Man, Ip Man 2, Beast Stalker, Fire of conscience, One nite in Mongkok, Bullets over summer, The sniper, e per finire, Connected.
Abbiamo, poi, tutta una serie di interessanti featurette dalla considerevole durata:
Intervento di Emanuele Sacchi (16 minuti circa)
Making of del film (18 minuti e mezzo circa)
Gala premiere (Due minuti circa)
Teaser trailer (1 minuto circa)
TV Spot (Trenta secondi)
Dietro le quinte di tre scene fondamentali (6 minuti e mezzo)
Shooting Diaries (5 minuti e mezzo)
Scene tagliate (Cinque minuti circa)
Interviste al regista, al protagonista e al coreografo (circa 53 minuti e mezzo in totale)

Ip Man Ip Man fonde alla perfezione i film di arti marziali con il dramma a sfondo bellico. In una Cina sotto il giogo dello storico nemico giapponese, una figura iconica emerge con coraggio per ridare speranza a un popolo sottomesso. Scene action esaltanti, coreografate magnificamente, e una rocciosa e genuina interpretazione di un ottimo Donnie Yen, abilmente diretto dallo specialista Wilson Yip, fanno di Ip Man un nuovo, importante, classico del genere, presentato inoltre in una veste finalmente adeguata. Troppo spesso abbiamo visto i capolavori d'Oriente distribuiti poco e male, in edizioni home video spesso raffazzonate: Far East Film, invece, sembra promettere davvero bene sia in qualità del catalogo che in termini di qualità tecnica.

8.5

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