Io ti troverò, la recensione del thriller con Aaron Paul Recensione

Ben si mette alla ricerca della fidanzata scomparsa finendo per trovarsi in un gioco pericoloso in Io ti troverò, thriller d'esordio di Zack Whedon.

recensione Io ti troverò, la recensione del thriller con Aaron Paul
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Buon sangue solitamente non mente, e non è un caso che nella famiglia Whedon il cinema e la musica siano di casa, tra sceneggiatori, cantautori e registi di cui il più famoso è naturalmente il buon Joss. Ora anche il più giovane Zack Whedon ha deciso di seguire le orme del fratello maggiore, debuttando nel 2016 dietro la macchina da presa con Io ti troverò (in originale Come and find me), un thriller basato su una dei dieci script non ancora realizzati inseriti nella black list del 2012. La trama vede per protagonista Ben, un graphic designer felicemente fidanzato da anni con la bella Claire. Un giorno la ragazza scompare improvvisamente senza lasciare traccia e un anno dopo l'uomo si è ormai rassegnato all'abbandono dell'amata; quando però un vecchio amico della ragazza mette a soqquadro la sua casa alla ricerca di un non specificato oggetto, finendo poi per aggredirlo, Ben comprende come Claire nascondesse in realtà dei segreti sul proprio passato e decide di mettersi alla sua ricerca, scoprendo ben presto inquietanti collegamenti...

Segreti e bugie

Sin dall'inizio Zack Whedon mette in mostra una precisa identità stilistica, con il finto pedinamento tra i due innamorati che, seppur su toni leggeri, nasconde già un certo pathos tensivo e un indizio narrativo su quanto andremo ad assistere nei successivi minuti di visione. Io ti troverò me è un thriller solido che gioca bene sul lato emozionale della vicenda, riuscendo a far crescere progressivamente una sincera curiosità nello spettatore, pronto insieme al protagonista a scoprire sempre nuovi indizi e dettagli che lo aiutino nella personale indagine. Il background romantico emerge nei numerosi, ma non invadenti, flashback che ci traghettano nella nascita e nell'evoluzione della love-story e ben si ibrida al lato più poliziesco che regala sorprese in serie nella missione di "un uomo qualunque" pronto a tutto pur di scoprire il destino dell'amata. Giova in questo alle atmosfere la sentita performance di Aaron Paul, capace di calarsi con il giusto mix di grinta e tormento in un personaggio lontano dallo stereotipo di machismo ma bensì dannatamente umano nelle sue motivazioni: fughe, inseguimenti ed escamotage, per quanto a tratti parzialmente poco verosimili, donano al racconto la corretta dose di adrenalina e il finale di stampo più marcatamente action non rovina in alcun modo quanto costruito in precedenza, proponendo anzi un epilogo meno scontato del previsto.

Io ti troverò Un thriller avvincente che conquista sia dal lato emozionale che da quello puramente di genere, messo in scena dall'esordiente "fratello d'arte" Zack Whedon con una mano già notevolmente sicura capace di spaziare su più contesti con solida efficacia. Le indagini del protagonista Ben, uomo qualunque alla ricerca della fidanzata scomparsa (e nascondente ben più di un segreto), mantengono sempre alto l'interesse fino al non banale epilogo, costruendo una palpabile tensione nei 110 minuti di visione, tra colpi di scena e rocamboleschi inseguimenti. Io ti troverò può inoltre contare sulla genuina alchimia tra un ottimo Aaron Paul e la bella Annabelle Wallis, esplodente a più riprese nei numerosi flashback narranti il background della love-story tra i loro rispettivi personaggi.

7

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