Io sono nessuno, la recensione dell'action thriller con Bob Odenkirk

Dal creatore di John Wick, Derek Kolstad, arriva un nuovo, atipico e violento revenge movie in grado di tenere testa alla saga con Keanu Reeves.

Io sono nessuno, la recensione dell'action thriller con Bob Odenkirk
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Hutch Mansell (Bob Odenkirk) è un perfetto signor nessuno e conduce una vita monotona e ripetitiva: sveglia all'alba, allenamento, doccia, caffè, lavoro, casa e famiglia. Ha infatti una moglie e due figli e lavora come contabile in una piccola azienda della sua città, ma la cosa che traspare perfettamente dal suo volto è l'insopportabile noia causata da una routine che sembra destinata a durare per sempre. Le cose cambiano radicalmente quando una notte dei ladri entrano in casa di Hutch, che pur dimostrando di avere delle capacità tattico-fisiche nascoste per bloccare gli intrusi e aggressori, decide di non difendersi e lasciarli andare per non mettere in pericolo la sua famiglia.

Il figlio maggiore non sembra comprendere l'azione del padre, ma è quando la bambina più piccola dice che i ladri le hanno rubato "un braccialetto con i gattini" che Hutch, stressato dalla quotidianità, si imbarca in una missione di recupero dell'oggetto che spalancherà nuovamente le porte di un passato che aveva deciso di lasciarsi alle spalle, fatto di segreti, sangue e violenza.

Una piccola odissea urbana

Derek Kolstad è uno sceneggiatore che sa come divertirsi. Più di altri, soprattutto nel genere dell'azione, è tra quegli scrittori che sanno come valorizzare al meglio il concetto e l'uso del McGuffin all'interno di una storia semplice che mira ad altro, a intrattenere. E in sostanza se la saga ormai celebrata di John Wick con Keanu Reeves è cominciata per la morte di un cane, questa di Io sono nessuno diretto da Il'ja Najsuller (Hardcore!) sfrutta come pretesto d'innesco un bracciale con dei gatti (per cambiare animale) per liberare il suo protagonista da un'esistenza routinaria in cui aveva deciso di rinchiudersi per amore, lasciandosi alle spalle una vita decisamente più frenetica, adrenalinica e pericolosa.
Dopo John Wick, dunque, l'amore spiazzante di Derek Kolstad per queste maschere pacifiche e borghesi indossate da sicari o "regolatori di conti" della CIA dà vita a un altro personaggio badass e fuori canone che picchia e spara per ritrovare la propria killer dimension. Hutch Mansell non è però in alcun modo la versione attempata di Wick, dato che caratterialmente i due personaggi sono agli antipodi: l'assassino di Reeves non era in alcun modo annoiato dalla sua vita semplice e tranquilla e il suo ritorno all'azione è stata quasi una costrizione, una vendetta necessaria che però John non aveva minimamente ricercato.

Io sono nessuno non è per altro un film costruito solo ed esclusivamente intorno a un'azione martellante e continua, perché ha un senso della narrazione molto più elaborato attorno al suo fantastico protagonista interpretato da un inedito e straordinario Bob Odenkirk, credibile e a suo modo sofisticato in un ruolo che gli calza a pennello, molto più fisico e viscerale rispetto alla maggior parte dei suoi precedenti lavori. La muscolarità e il know-how dell'attore in combattimento sono incredibili, e grazie al suo talento attoriale riesce a donare a ogni colpo inferto o ricevuto una profondità unica e differente, così come a trasmettere il dolore in ogni sua sfaccettatura.

Il merito va comunque anche all'attenta regia di Najsuller, che sa certamente come esaltare uno scontro corpo a corpo (la sequenza del bus è fomento purissimo) o una sparatoria con la giusta dose d'epinefrina cinematografica, certo non raggiungendo i picchi stilistici e formali di Chad Stahelski ma confezionando un prodotto di genere tra i più validi, sfrenati e appaganti dell'ultimo anno.

Oltre a una bella colonna sonora d'accompagnamento, a omicidi esagerati, un pizzico di Home Alone (capirete verso la fine) e una ricercatezza nella visione che non vuole tendenzialmente rendere questo Mr. Nessuno un personaggio Over-Powered, a migliorare il tutto c'è la presenza del mitico Christopher Lloyd nei panni del padre di Hutch, che alla veneranda età di 83 anni torna a regalare alcuni momenti davvero spassosi ed esaltanti su schermo.

In conclusione, Io sono nessuno è quel tipo di cinema di genere compiaciuto, consapevole e privo di ambizioni che è impossibile non guardare senza divertirsi o appassionarsi. È un titolo che slega i freni inibitori dell'appagamento tramite una ricercata violenza nei combattimenti o nelle sparatorie e raggiunge alla perfezione il suo obiettivo, che è quello di intrattenere e divertire dando forse inizio a una nuova saga filmica in grado di regalare grande e avvincente spettacolo con uno sforzo produttivo tutto sommato non impressionante, che è poi quello che sorprende di questi titoli e della capacità di Kolstad di creare piccole icone cinematografiche partendo da pretesti narrativi talmente semplici da fare il giro e divenire geniali. Arrivasse prima o poi un crossover con John Wick, ci sarebbe di che essere felici.

Io sono nessuno Io sono Nessuno è l'ennesima dimostrazione dell'amore di Derek Kolstad per maschere borghesi che una volta rimosse lasciano spazio a un sottobosco criminale o segreto che trasforma il protagonista in una micidiale macchina assassina. Se in John Wick il McGuffin era il cane, nel film diretto da Il'ja Najsuller è un braccialetto con dei gattini a innescare la rabbia di Hutch Mansell, che ben felice di abbandonare la sua vita routinaria si imbarca col sorriso in una missione fatta di adrenalinici combattimenti corpo a corpo e sparatorie al cardiopalma. Il film diverte e appassiona e le interpretazioni di Bob Odenkirk e Christopher Lloyd valgono da sole il prezzo del biglietto (visto che il film sarà al cinema dal 1 luglio 2021), ma c'è anche tanto costrutto dell'azione, una regia stilosa e attenta a valorizzare la narrazione all'interno degli scontri e una colonna sonora appagante. Non si poteva chiedere di meglio.

8

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