Recensione Invictus - L'invincibile

Il Nelson Mandela di Morgan Freeman in alta definizione

recensione Invictus - L'invincibile
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Per molte persone, la finale della Coppa del Mondo di rugby del 1995 è stata solo un'emozionante partita di rugby; per il Sud Africa, invece, ha rappresentato un momento cruciale della storia del Paese, un'esperienza condivisa che ha aiutato a sanare le ferite del passato e a infondere speranza per il futuro.
Un evento epocale il cui artefice fu il presidente Nelson Mandela e i protagonisti i giocatori della squadra africana di rugby, gli Spingboks, guidati dal capitano Francois Pienaar.
Un evento epocale che, partendo dall'11 Febbraio del 1990, il più volte vincitore del premio Oscar Clint Eastwood ha provveduto a trasferire sullo schermo raccontando la vera storia di come Pienaar, con le fattezze di Matt "la saga di Jason Bourne" Damon, abbia unito le forze con il neo eletto presidente Mandela, consapevole che la sua nazione era divisa dall'apartheid, per la pacificazione del loro Paese, interpretato dal Morgan Freeman che si aggiudicò nel 2005 l'ambita statuetta proprio sotto la regia dell'ex "texano dagli occhi di ghiaccio", grazie all'ottimo Million dollar baby.
Tra l'altro, è lui a figurare anche in qualità di produttore esecutivo del lungometraggio, in fin dei conti sintesi su celluloide di come una squadra e un popolo possano essere spronati a diventare grandi.

Il blu-ray

Nei nostri cinema è stato lanciato il 26 Febbraio del 2010 distribuito da Warner Bros, che ha in seguito provveduto anche a stamparlo in blu-ray, offrendo l'occasione di goderselo nella splendida qualità dell'alta definizione a coloro che non erano riusciti a vederlo in sala.
Con un Damon meglio del solito, una vicenda che, attribuendo scherzosamente al calcio la definizione di gioco da gentiluomini giocato da selvaggi e al rugby quella di gioco da selvaggi giocato da gentiluomini, mostra, come già accennato, in che modo una popolazione possa essere riunita grazie al linguaggio universale dello sport.
Perché, nel corso delle oltre due ore e dieci di visione costruite su un lento ma efficace ritmo di narrazione, non è certo l'ironia a mancare; mentre il protagonista di A spasso con Daisy ci regala la sua ennesima, notevole performance nei panni dell'uomo che, trascorsi ventisette anni in prigione a causa della sua lotta alla segregazione razziale, sembra amare particolarmente la frase: "Sono il padrone del mio destino, il capitano della mia anima".
Ed è proprio la sua prova il maggiore punto di forza della pellicola, che regala buona parte delle emozioni soprattutto durante la sequenza finale in cui viene ricostruita la partita tra Sud Africa e Nuova Zelanda.
Infatti, pur trovandoci dinanzi a un prodotto al di sopra della media e che verrà sicuramente apprezzato da tutti gli amanti dello sport fuori e dentro lo schermo, siamo dalle parti di una pellicola che si limita a ricostruire nel più classico dei modi fatti realmente accaduti. Senza riuscire, comunque, ad avvicinare le elevate vette raggiunte dall'ottimo Clint con precedenti lavori quali Changeling, Mystic river e Gran Torino, ma la cui visione casalinga viene ulteriormente impreziosita dai contenuti speciali presenti nel disco, al di là del trailer.
Si va da Mandela incontra Morgan, ovvero un documentario di ventotto minuti relativo alla lavorazione del film, a The Eastwood factor, riguardante la carriera di colui che venne portato al successo da Sergio Leone. Senza contare Matt Damon gioca a rugby e l'approfondimento picture-in-picture, ovvero la possibilità di visionare, contemporaneamente al lungometraggio, i retroscena della sua creazione.

Invictus “Il suo popolo voleva un leader. Lui gli diede un campione” recita la locandina del lungometraggio con cui Clint Eastwood torna ad occuparsi di sport, dai tempi di Million dollar baby (2004). Ma, se lì avevamo il pugilato, qui abbiamo il rugby, con Morgan Freeman nei panni di Nelson Mandela e Matt Damon in quelli del capitano della squadra africana Francois Pienaar. E sono proprio le loro memorabili prove a rappresentare il principale motivo per cui consigliare la visione della pellicola firmata dall’autore di capolavori del calibro di Mystic river (2003) e Gran Torino (2008), che confeziona un prodotto sì dignitoso, ma non particolarmente memorabile. Da riscoprire in blu-ray anche tramite i contenuti offerti dalla non disprezzabile sezione extra.

7

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