Intimate Strangers, recensione del remake coreano di Perfetti Sconosciuti

Al Florence Korea Film Fest la versione coreana del film di Paolo Genovese, un adattamento ben messo in scena ma privo di originalità.

recensione Intimate Strangers, recensione del remake coreano di Perfetti Sconosciuti
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Quando Perfetti sconosciuti (2016) uscì nelle sale nel febbraio di ormai quattro anni fa, il regista Paolo Genovese non avrebbe certo potuto immaginare che il suo lavoro sarebbe entrato nel Guinness dei Primati. Perché oltre a conquistare il pubblico italiano, con una notevole affluenza al botteghino, l'operazione ha fatto gola anche a vari produttori internazionali, che ne hanno realizzato svariati remake in ogni angolo del globo. Diciotto nuove versioni, a oggi, che decretano il succitato record di film più rifatto nella storia del cinema. Dalla Grecia alla Turchia, dalla Francia alla Spagna - recuperatevi a tal proposito il rifacimento firmato da Álex de la Iglesia, tra i più riusciti - fino alla Cina e alla Russia, la vicenda di questi amici prossimi a trascorrere una serata "indimenticabile" ha rivissuto nei più svariati palcoscenici, incluso quello coreano.
Intimate Strangers, presentato in questi giorni al Florence Korea Film Fest, ricicla la formula originaria con fedeltà ma senza troppa personalità.

Una storia già vista

La trama è pressoché identica a quella del prototipo, con sette personaggi - tre coppie e un loro amico - che si ritrovano per passare insieme una serata di festa, in concomitanza con l'avvento di un'eclissi lunare.
Gli anfitrioni Seok-ho e Ye-jin invitano i loro conoscenti più stretti a casa per cena, ma ognuno degli ospiti ha un segreto da nascondere. Tutto procede per il meglio fino a quando una degli astanti propone un gioco per scoprire potenziali segreti nell'armadio nelle rispettive esistenze: i commensali dovranno lasciare il loro cellulare sul tavolo e far leggere dal vicino di posto ogni sms ricevuto o, nel caso di chiamate, rispondere e conversare in vivavoce.
Quello che sembra come un innocente intrattenimento diventa ben presto una situazione scomoda per pressoché tutti i partecipanti, messi sempre più in imbarazzo da chi li sta contattando.

L'arte dell'imitare

Dopo il breve prologo ambientato nel passato durante l'infanzia dei protagonisti - praticamente l'unico passaggio singolare di questo remake - l'azione si concentra esclusivamente sul presente filmico introducendo i vari personaggi che prenderanno parte alla cena della discordia.
Lo schema segue per filo e per segno quello alla base della pellicola nostrana, con risvolti e colpi di scena traslati di peso.
Se non era certo richiesto snaturare i motivi del successo originario, a Intimate Strangers manca in ogni caso quel pizzico di coraggio per offrire spunti inediti, che si sarebbero tranquillamente potuti inserire all'interno di una vicenda base capace di offrire diverse vie narrative atte a far deflagrare la bollente situazione.
Il risultato è una sorta di operazione copia-incolla, superflua nell'ottica generale, almeno per il pubblico italiano che conosce bene l'opera di partenza: una decorosa imitazione apprezzabile soprattutto da chi non abbia mai visto la pellicola di Genovese, questo per merito di una gradevole messa in scena e delle solide interpretazioni del cast.

Nelle due ore di visione ci si diverte e ci si appassiona al destino dei vari personaggi, figure imperfette e traditrici alle prese con un inesorabile gioco al massacro causato dai loro stessi errori, in un crescendo di tensione emotiva dal discreto appeal che si smorza parzialmente nell'ambiguo epilogo.
Niente di nuovo per chi sia venuto già a contatto con la storia, in diverse occasioni lo stesso stile registico di Lee Jae-kyoo pare figlio di una concezione shot-to-shot che manifesta anche a livello estetico la volontà di non distaccarsi dalle rodate basi.

Intimate Strangers Il film di Paolo Genovese Perfetti sconosciuti (2016) è diventato un caso a livello mondiale, tanto da aver conquistato il Guinness per essere stato oggetto del maggior numero di remake nella storia del cinema. Un record invidiabile che ha visto i produttori di ogni angolo del globo cimentarsi nell'operazione di rifacimento: nel 2018 è stato il turno della Corea del Sud, con le sale della penisola asiatica che si sono affollate per l'uscita della versione autoctona Intimate Strangers. Un lavoro ligio, ben realizzato e interpretato dall'affiatato cast, che però a conti fatti non riserva sorprese e si limita a un impersonale copia-incolla dove gag e dialoghi vengono spesso traslati di peso dal prototipo, senza alcun risvolto realmente originale o che connoti la vicenda nelle tipiche atmosfere orientali. La cena, che si trasforma in un territorio di liti e incomprensioni tra i sette protagonisti, risulta così gradevole ma poco gustosa e chi avesse già apprezzato l'originale o un'altra delle varie riproposizioni estere difficilmente avrà voglia di approcciarsi di nuovo a qualcosa di già visto.

6

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