Inside Man, l'heist movie di Spike Lee in DVD

Oltre Ocean's Eleven, tutta la classe di Spike Lee in un heist movie che riuscirà a intrattenervi anche a casa, in DVD.

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Spike Lee gioca alle tre carte

"Vi dico già da ora che Inside Man non è quello che sembra" pare urlare Spike Lee allo spettatore, sin dai primi secondi di pellicola. E lo fa con il volto di un Clive Owen più in forma che mai.
Manhattan Trust Bank, prime ore del mattino. Due discrete file di persone sin troppo comuni attendono il loro turno per effettuare le operazioni allo sportello. Le inquadrature sono larghe, le riprese lente e cadenzate. Un furgone di una ditta di imbianchini parcheggia a pochi metri dall'entrata. Quattro manovali completamente vestiti di bianco scaricano strumenti dal furgone. Si fanno aiutare da un ragazzo di passaggio. Nella banca una guardia richiama al decoro una procace ragazza intenta a dialogare al cellulare. Un rabbino parla con un consulente. Uno dei quattro imbianchini punta due torce verso le telecamere. Una guardia si insospettisce: "Scusate Signori.." "Calma." intima una voce profonda mentre una 347 preme sul fianco della guardia.
Ora che ogni pezzo è al suo posto, si può cominciare.

Il chi e il quando

Inside Man gioca con lo spettatore come chi gioca alle tre carte si diverte a nascondere l'asso dopo avercelo sbattuto sotto il naso. Con un uso sapiente del flashforward ci lascia intravedere ciò che succederà dopo la rapina, permettendoci di intuire come si evolverà la trama, quasi a volerci far prendere coscienza che non è nell'esito della rapina il significato ultimo del film, e, non di meno, il significato ultimo del gesto di chi la compie. Ma se non si conoscono i veri scopi, le vere ambizioni di coloro che ci vengono mostrati come buoni e cattivi, come si può definirli davvero tali? E in un tale contesto ambiguo viene inserita anche una tagliente Jodie Foster, nel ruolo di chi deve proteggere interessi scomodi di un personaggio (Cristopher Plummer) il cui passato risulta in qualche modo oscuro, come oscuro è il suo volto al momento di apprendere la notizia che una delle sue filiali, ed in particolare QUELLA filiale, è sotto un tentativo di rapina.
Casomai un cast del genere non dovesse reggersi da solo, ci pensa il solito Denzel Washington, con il supporto discreto (ma non molto di più) di Willem Defoe, l'uno nel ruolo del detective sotto inchiesta per una faccenda di appropriazione indebita, l'altro nella parte del capitano di polizia che offre il suo contributo dopo l'iniziale clichè/citazione su chi debba prendere in mano il caso. "Clichè/citazione" che è soltanto una delle tante disseminate lungo tutto l'arco della vicenda, infarcita di rimandi al cinema poliziesco anni ‘70, a tratti rendendogli onore, a tratti prendendolo in giro ("Un aereo? Quando mai i rapinatori hanno ottenuto l'aereo..").

E' nel come, che c'è l'intoppo

Le idee ci sono, attori capaci di trasportarle anche, eppure il film tende a scivolare senza che veramente ci si venga mai a chiedere "Perchè".
C'è la divisione tra bene e male, che ovviamente non si riduce ad una semplice contrapposizione tra i "cattivi" dentro la banca e i "buoni" che attendono l'occasione per coglierli in fallo, ma che anzi con il progredire della storia si fa sempre più labile, fino a farci capire con chiarezza come in entrambi gli schieramenti si annidino pesanti zone d'ombra. C'è la critica alla stereotipazione della figura dell'afroamericano gangsta, per la quale significative sono le parole di Dalton -Che senso ha?- commentando le immagini di un videogioco fortemente ispirato al quinto capitolo della saga GTA. Eppure il risultato non convince appieno.
Nonostante la grande mole di spunti, di messaggi, Inside Man appare a tratti poco convinto, come se lo stesso regista fosse rimasto incastrato nella spirale ipnotizzante da lui creata, senza riuscire a venirne a capo.

L'edizione in DVD

Passiamo ora ad analizzare l'edizione in dvd. Cominciamo subito con il dire che il comparto audio visivo è risultato essere molto apprezzabile, mentre gli extra decisamente deludenti. Ma procediamo con ordine.

Il video è molto buono. Il livello di dettaglio, grazie anche al master originale decisamente recente, è di ottima qualità, esattamente come la resa cromatica, il più delle volte naturale, tranne in alcune scene dove si può notare una certa dominante blu. Buono anche il livello di saturazione. In alcuni passaggi, benchè raramente e molto superficialmente, un occhio vigile può notare un po' di grana, soprattutto nei secondi piani. Non si apprezzano artefatti video dovuti alla compressione mpeg2. Il formato di visione è l'ormai comune 2.35:1.

Sulla stessa lunghezza d'onda la traccia audio. Sul disco è possibile rinvenire ben quattro lingue diverse, che spaziano dall'inglese, allo spagnolo, passando per la lingua tedesca, concludendo ovviamente con la lingua italiana. Il livello generale della traccia italiana, codificata in dolby digital 5.1 con bitrate da 384Kbps, è molto buono, anche se inferiore alla controparte in lingua originale. I dialoghi si lasciano apprezzare, soprattutto per la pulizia che li contraddistingue, anche nelle scene più caotiche, dove il posizionamento della voce nello schermo è risultato sempre molto preciso. Buona anche la ricostruzione sonora dei vari ambienti, i quali risultano essere quasi sempre estremamente coinvolgenti. Un po' sottotono rispetto a tutto il resto la dinamica della traccia: ma va detto che è proprio il film, salvo qualche esplosione spettacolare, a non prediligere tale resa.

Finiamo con la parte - forse l'unica - deludente di tutto il dvd: gli extra. Praticamente come inserti speciali non è presente alcunchè, se non i due trailers di Jarhead e United 93. La delusione poi aumenta se si pensa alla controparte pubblicata negli USA, nella quale sono presenti ben 25 minuti di scene tagliate.

Inside Man Un buon film, un thriller atipico che racconta tutto e lo smentisce nello stesso atto di raccontarlo, nel tentativo non di insegnare il concetto, ma il metodo con cui arrivarci. Tuttavia Lee è rimasto in qualche modo disorientato dalla sua stessa trama, non riuscendo bene né in una direzione, né nell’altra. Inside Man si apre comunque allo spettatore come un interessante visione di ciò che è la realtà dietro la realtà, e, chissà, magari lo metterà nelle condizioni di concludere quanto iniziato dal regista.

7

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