Inganno perfetto, la recensione del thriller con Mira Sorvino e Cary Elwes

La psicologa Veronica, moglie di un noto uomo politico, tradisce il marito con un giovane scultore che comincia a stalkerarla morbosamente.

recensione Inganno perfetto, la recensione del thriller con Mira Sorvino e Cary Elwes
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Veronica, psicologa dell'infanzia, è la moglie di un noto uomo politico prossimo a tentare la scalata al senato americano. Durante un party fa la conoscenza del giovane Victor, un artista che realizza particolari e moderne sculture.
Nei giorni successivi, in concomitanza dell'assenza del marito e della figlia adolescente, la donna decide di contattare Victor e, dopo aver trascorso insieme una serata tra vari locali, consuma con questi una notte di passione.
Per Veronica, subito pentitasi del suo gesto, è stata solo l'avventura di una notte; il suo focoso amante però non la pensa allo stesso modo, iniziando a stalkerarla in maniera sempre più morbosa e dichiarandole il proprio amore.
In Inganno perfetto, la fedifraga dovrà fare i conti con il proprio sbaglio, che ha messo la sua stessa famiglia sotto scacco della follia fuori controllo del "terzo incomodo".

Seduzione e tradimento

Le vie dell'ossessione caratterizzano questo thriller di destinazione televisiva (la solita Lifetime) che si avvale di un cast delle grandi occasioni, con il Premio Oscar Mira Sorvino e Cary Elwes nei panni della coppia di coniugi al centro di un vorticoso menage a trois.
Inganno perfetto alterna, al normale presente filmico, una finta intervista televisiva durante la quale la protagonista femminile si mette a nudo, escamotage che offre, come ben sottolineato anche dalla "resa dei conti" finale, una sottile ambiguità di fondo nelle dinamiche tra il nucleo di personaggi.
I cento minuti di visione seguono una via prestabilita, con un paio di colpi di scena a variare la storia di tradimento coniugale e il successivo fenomeno di stalking da parte dell'amante rifiutato. Un discreto senso di paranoia però è percepibile sia nelle soluzioni registiche, con inquadrature atte a sostenere abilmente la partitura tensiva, che nell'interpretazione di una Sorvino che si cala con la giusta, sofferta intensità in un ruolo a forte rischio stereotipo.
E così tra mostre d'arte, feste in maschera e battute di caccia, la pellicola di John Stewart Muller si muove con una discreta verve fino all'elettrizzante finale, salvo scadere in alcuni evitabili tranelli narrativi che riportano il tutto con i piedi per terra.

Inganno perfetto La politica, lo stalking e il sesso sono al centro di questo thriller televisivo, che vanta la presenza in due dei tre ruoli principali di attori del calibro di Cary Elwes e Mira Sorvino, quest'ultima calatasi con sofferta ambiguità in un ruolo più complesso e sfaccettato del previsto. Inganno perfetto trova dei discreti spunti nella gestione tensiva del racconto, con il crescente senso di paranoia della fedifraga protagonista; nonostante un finale meno prevedibile del solito però, cade in alcuni stereotipi narrativi che ne smorzano l'originalità. Il film andrà in onda oggi, martedì 10 luglio, alle 15.40 su RAI2 in prima visione TV.

5.5

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