Recensione Indovina Chi Viene a Natale?

Il cinepanettone garbato di Fausto Brizzi

Recensione Indovina Chi Viene a Natale?
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Prima ancora che per i recenti Pazze di me (2013) e per il poco riuscito esperimento tricolore in 3D Com'è bello far l'amore (2012), la maggior parte del pubblico lo conosce, senza alcun dubbio, per aver realizzato il nostalgico Notte prima degli esami (2006) e il suo sequel Notte prima degli esami - Oggi (2007).
Ma, come gli spettatori più attenti avranno di sicuro notato, il romano classe 1968 Fausto Brizzi, responsabile dietro la macchina da presa anche dell'ottimo Ex (2009) e del curioso esperimento costituito da Maschi contro femmine (2010) e Femmine contro maschi (2011), ha avuto modo di firmare nel corso della sua carriera non poche sceneggiature dei famigerati cinepanettoni Filmauro diretti da Neri Parenti, tra i quali Merry Christmas (2001), Natale a Miami (2005) e Natale in crociera (2007).
Non stupisce, quindi, che, proprio nel momento in cui in casa De Laurentiis si è deciso di passare a commedie di fine Dicembre che non avessero più come sfondo le festività natalizie, abbia colto la palla al balzo per poter mettere in piedi il suo primo pseudo-Vacanze di Natale da regista, prodotto da Wildside e Colorado Film Production in collaborazione con Medusa Film e sceneggiato dallo stesso Brizzi insieme al fido Marco Martani e al Fabio Bonifacci autore, tra l'altro, degli script di Amore, bugie e calcetto (2008) di Luca Lucini e di Bianca come il latte, rossa come il sangue (2013) di Giacomo Campiotti.

Natale senza... Parenti

Pseudo-Vacanze di Natale che, caratterizzato da un titolo che ammicca in maniera chiara al super classico Indovina chi viene a cena? (1967) di Stanley Kramer, si impronta semplicemente sul consueto raduno di parenti per il gran cenone accanto all'albero addobbato.
Raduno che avviene, in questo caso, nell'abitazione innevata di Diego Abatantuono e sua moglie Angela Finocchiaro, proprietari di una fabbrica di dolci e panettoni, i quali si trovano oltretutto a dover fare conoscenza con il nuovo fidanzato della figlia Cristiana Capotondi: un Raoul Bova provvisto di protesi artificiali al posto delle braccia, perdute in un tragico incidente.
Ma, accompagnato dalla moglie Rosalia Porcaro e dai tre figli piccoli (Melchiorre, Gaspare e... Gennaro!), abbiamo anche Carlo Buccirosso, fratellastro del padrone di casa, la vedova inconsolabile Isa Barzizza e Claudia Gerini insieme a Claudio Bisio, suo compagno e insegnante di scuola elementare che, però, non sembra essere accettato dai due pestiferi bambini di lei, con le fattezze del Niccolò Calvagna di Anni felici (2013) e di Rosa Alessandra Enginoli.

Merry Brizzmas

Pestiferi bambini pronti a sostituire lo spumante con l'aceto e che, ricordando non poco Io, lei e i suoi bambini (2005) di Brian Levant, mettono in atto una sequela di dispetti al povero malcapitato, che, subito dopo i titoli di testa cantati da un gruppo di ragazzini, vediamo immediatamente impegnato a incarnare Capitan Uncino in una recita scolastica.
Perché è subito chiaro che l'intento di Brizzi - impegnato anche in una apparizione nei panni di poliziotto al fianco di Massimo Ghini - sia quello di distaccarsi dalla comicità di grana grossa (e spesso volgare) che ha caratterizzato, appunto, diversi cinepanettoni nel tentativo di concepire, invece, un oggetto di celluloide che fosse più vicino ai toni garbati del primo, mitico Vacanze di Natale (1983) diretto da Carlo Vanzina.
Ma, tra un lungo monologo del mai disprezzabile Gigi Proietti - che si cimenta anche nella grottesca canzone Aspetterò - e l'handicap di Bova destinato a generare gaffes da parte dei familiari della sua ragazza, non si fatica ad avvertire che a risultare del tutto assente sia proprio quella musicalità d'insieme che provvide a rendere non poco prezioso il capolavoro della commedia nostrana firmato dal figlio di Steno.
Del resto, sebbene si rida a sufficienza (citiamo soltanto la telefonata di Abatantuono) e i diversi componenti del cast - con una Porcaro decisamente inutile - svolgano a dovere il proprio compito, l'impressione da un lato è quella di trovarci più dalle parti de Il peggior Natale della mia vita (2012) di Alessandro Genovesi, prodotto dalla stessa Colorado con parte dei medesimi attori e De Luigi in un ruolo analogo a quello di Bisio, dall'altro di assistere a un'operazione il cui spessore, in fin dei conti, non si rivela tanto distante da quello di una qualsiasi puntata di serie televisive alla I Cesaroni.
Si può vedere, ma non rientra di certo tra i più riusciti lavori brizziani.

Indovina Chi Viene a Natale? Bambini pestiferi, neo-fidanzati, personaggi diversamente abili, fratelli ricchi e fratelli poveri radunati in oltre novanta minuti di visione per farli incarnare da volti noti della commedia nostrana e concepire l’ennesimo incontro-scontro sociale sotto l’albero di Natale. Il risultato è un’operazione garbata, gradevole e tutt’altro che volgare che, tra gag meccaniche e qualche riuscita battuta, riesce sì a regalare risate a sufficienza, ma con ritmi e costruzione generale che la rendono più vicina ad una prima serata televisiva del 24 Dicembre che a un cinepanettone da grande schermo.

6

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