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Indiavolato, la recensione del film con Brendan Fraser

Un timido impiegato con l'aiuto del Diavolo, apparsogli in sexy spoglie femminili, cerca di conquistare la donna dei suoi sogni.

recensione Indiavolato, la recensione del film con Brendan Fraser
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Elliot Richards non ha certo quella che si può definire una vita felice: bistrattato dai colleghi per il suo comportamento da eterno geek, è innamorato perso della bella Alison ma la timidezza gli impedisce di porsi in modo costruttivo nei confronti della donna. In seguito a un suo pronunciamento, secondo il quale sarebbe stato disposto a tutto pur di conquistarla, giunge in suo soccorso il Diavolo sotto sexy spoglie femminili. In Indiavolato il satanasso propone così all'uomo di vendere la propria anima in cambio della realizzazione di sette desideri con i quali coronare potenzialmente il suo sogno d'amore. Elliot accetta, prima di capire come l'accordo sia in realtà ad alto rischio e che ogni brama da egli espressa finisca per catapultarlo in situazioni via via sempre più paradossali.

Sexy devil

Remake de Il mio amico il Diavolo (1967), già a sua volta adattamento in chiave leggera della leggenda del Faust, Indiavolato (disponibile su Netflix) gioca la carta del demenziale per raccontare una vicenda dal sapore fantastico in un'operazione che convince solo a metà. Il compianto Harold Ramis utilizza infatti una sfumata struttura narrativa per dare il via a una sequela di gag sempre più incontenibili, sfruttando il mezzo dei sette desideri per immergere il protagonista in ruoli e ambientazioni variegate, dalle piantagioni di cocaina ai campi dell'NBA, dall'omicidio del Presidente Lincoln ai dilemmi sessuali di un famoso scrittore. Personaggi che danno modo al protagonista Brendan Fraser di scatenare un'irrefrenabile verve comica che esplode potente in più occasioni, regalando grasse, seppur facili, risate.
E proprio il rapporto tra il Nostro e il Diavolo, una Elizabeth Hurley sexy come non mai in succinti e satanici panni, è il punto più riuscito di un'operazione che a tratti sembra farla "fuori dal vaso", aggiungendo battute e sketch in serie per mantenere sempre alto il livello di ludico intrattenimento, centrando però il bersaglio solo a fasi alterne.
Il film ha infatti troppo l'aria di un collage privo di reale organicità e la prevedibile vittoria dei buoni sentimenti nel rocambolesco finale (con tanto di tappa all'Inferno stesso) non fa che confermare l'impressione di un titolo pensato a uso e consumo per una serata di innocuo divertimento sì senza troppi pensieri ma anche senza ambizioni artistiche di sorta.

Indiavolato Un gioco di trasformismo quello operato dal regista Harold Ramis sui corpi dei protagonisti Brendan Fraser ed Elizabeth Hurley, rispettivamente un timido impiegato e il Diavolo sotto sensuali spoglie femminili. Tramite ottimi effetti speciali e una discreta varietà di gag e situazioni, Indiavolato intrattiene e diverte per novanta minuti compiacendosi però troppo, perdendo omogeneità narrativa in una costruzione ludica ma gratuita del tipico contratto di faustiana memoria in cui, sempre e comunque, il forzato lieto fine è ovviamente dietro l'angolo.

6

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