Recensione Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Il capolavoro di Elio Petri torna al cinema in veste restaurata

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Sublime e di una bellezza straordinaria, uno dei film più belli che siano mai stati girati, è tornato nelle sale del circuito TheSpace Cinema nei giorni dell'8 - 9 - 10 aprile 2013, restaurato e in forma smagliante, il capolavoro di Elio Petri ed uno dei capolavori del cinema italiano, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Non è nemmeno troppo difficile capire il perché: Gian Maria Volontè, che -con un trasformismo difficile da immaginare addosso a chiunque altro- ha interpretato il protagonista del film, avrebbe compiuto 80 anni il 9 aprile. Sembra anche emblematico e comunque vagamente malizioso il ritorno in sala di “Indagine” (come si è soliti chiamarlo) in un periodo italiano così delicato - politicamente ed economicamente, ma soprattutto per gli scandali giudiziari, i giochi di potere all’orlo dei recipienti. Insomma, una vera occasione da non perdere: poter rivedere sul grande schermo una monumento del cinema italiano e, di più, una delle pietre angolari della cultura e della storia contemporanea tricolore. Sono 36 le sale TheSpace che lo proiettano in tutta Italia: non lasciatevelo sfuggire. Ma, doveste perderlo, ricordate che dal 7 maggio, inoltre, la versione restaurata del film sarà disponibile per la prima volta in Blu-Ray grazie a Lucky Red, distribuito da CG Home Video per Mustang Entertainment, in un’edizione speciale ricca di contenuti extra, tra cui le interviste inedite a Ennio Morricone, Paola Petri e Marina Cicogna.

EGLI è UN SERVO DELLA LEGGE

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto esce nel gennaio 1970: un momento scottante e delicatissimo, per tutto il mondo e ancor di più per l’Italia; si è recentemente consumata la strage di Piazza Fontana (12 dicembre ’69), sono gli anni del clima politico teso, del terrorismo, delle contestazioni giovanili, gli anni dei cineforum nei circoli arci e nelle parrocchie, la cupa entrata nei cosiddetti “anni di piombo”. Il film che Elio Petri, oltre ad aver diretto, ha scritto con Ugo Pirro, è scomodo in un momento scomodo.
Il film segue le azioni di un Gian Maria Volontè in forma superba: l'autoritario capo della sezione Omicidi, il giorno della promozione alla testa dell’ufficio politico della questura uccide la sua amante segreta, Augusta Terzi (la bellissima Florinda Bolkan). E’ subito caccia all’assassino per quello che è definito dai giornali e dai titoli di Patanè (uno dei giornalisti manipolati dal dirigente di polizia) il “delitto Terzi” o “delitto di via del Tempio”. Con aplomb e ferma professionalità, il dirigente-assassino non si preoccupa più di tanto di mascherare le prove della sua colpevolezza, ed anzi segue le indagini nel tentativo di accertare l’effettiva “incolpevolezza” di cui gode la sua figura d’autorità indiscussa.

IL PROCESSO

Ad emergere è un conflittuale film sul potere, radiografia non solo di un momento storico ma di più fossilizzate costanti umane e politiche. Il film allestisce un affresco di sublime bellezza e cupa realtà imperitura nel tracciare un intricato labirinto del clima storico, politico e sociale, mescolandosi in equilibrio con ampi riferimenti a Kafka (non solo l’esplicita citazione finale, ma non sfuggirà un immediato collegamento al suo noto romanzo Il Processo del ’25, non a caso riadattato pochi anni prima per il cinema in un omonimo film di Orson Welles nel ’62 - basti poi pensare agli scambi continui di quest’ultimo col cinema italiano, come la sua partecipazione nel segmento pasoliniano La Ricotta in RoGoPaG del ’63, e il cerchio si chiude), ma anche a Brecht e Marx. Ci sarebbe fin troppo da discutere del raffinato mosaico incastrato dalla supercoppia Petri-Pirro, ma bisogna porre l’attenzione anche su altri aspetti fondamentali: le immagini dalla bellezza mozzafiato, i movimenti di macchina decisamente ispirati, una recitazione ad altissimi livelli e, ovviamente, le musiche di Ennio Morricone, pietra miliare della tradizione italiana e internazionale. Bastano poche note per risvegliare sentimenti ed emozioni, ma soprattutto per essere immediatamente riconosciuta anche dalle generazioni più giovani.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto Oscar a miglior film straniero nel ’71 (la miglior sceneggiatura originale gliel’ha soffiata Patton, generale d’acciaio), Grand Prix della Giuria a Cannes, oltre ad aver fatto incetta di David di Donatello e Nastri d’Argento, il film è parte di un’ideale trilogia di Petri, insieme a La classe operaia va in paradiso del ’71 e La proprietà non è più un furto del ’73. Un film che decisamente dovrebbe essere una visione obbligata e programmata nel percorso di istruzione superiore in Italia.

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