Inconceivable, la recensione del film con Nicolas Cage

Angela e Brian, genitori della piccola Cara, accolgono in casa loro la misteriosa Katie, madre anch'essa di una bambina piccola.

recensione Inconceivable, la recensione del film con Nicolas Cage
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Angela e Brian sono una coppia felicemente sposata che dopo vari tentativi è riuscita a coronare il sogno di avere un bambino. La piccola nata, Cara, ha ora quattro anni e niente potrebbe andare meglio per l'allegra famigliola. Ma un giorno Angela fa la conoscenza della bella e giovane Katie, madre di Maddie (coetanea di Cara), con cui stringe un rapporto di profonda amicizia, tanto che la ragazza viene accolta in casa come un vero e proprio membro. In Inconceivable Katie finisce per attaccarsi sempre più morbosamente a Cara, e diventa ancor più indispensabile quando viene assunta come bambinaia.
La donna però nasconde nel passato un oscuro segreto e quando i coniugi decidono di utilizzarla come madre surrogata per partorire un nuovo erede le cose si complicano ancora di più.

Tutto già visto

Un thriller che per atmosfere sembra uscito direttamente dagli anni '90, con l'alone del sospetto che si insinua lentamente in una narrazione di stampo classico diventante ben presto prevedibile nei suoi istinti di genere, incapaci di costruire una storia originale che non si svilisca nei soliti cliché fatti con lo stampino. Sin dal prologo in cui assistiamo a un omicidio familiare, che si rivelerà col procedere degli eventi portatore di ben altre verità, Inconceivable parte col freno tirato senza premunirsi di una minima dose di suspense e la stessa gestione dei colpi di scena è calibrata in maniera che uno spettatore navigato comprenda subito i giochi identitari riguardanti la figura di Katie, bambinaia/madre single nascondente segreti di facile lettura.
La paranoia, la ricerca degli indizi, la crescente gelosia aggiungono poco a una sceneggiatura nata già vecchia in cui tutto va come deve andare e la falsa pista scelta per la resa dei conti definitiva è anch'essa alquanto scontata. Jonathan Baker, dopo una deludente e scarna carriera da attore/comparsa, esordisce dietro la macchina da presa con una regia anonima e priva di guizzi in cui cerca di sfruttare il carisma del cast tutto al femminile: se Gina Gershon (che torna a collaborare col protagonista maschile Nicolas Cage a vent'anni dal cult Face/Off - Due facce di un assassino del 1997) fa quel che può in un personaggio schiavo dell'anonima caratterizzazione, fa male vedere un'interprete del calibro di Faye Dunaway in un ruolo secondario così approssimativo.

Inconceivable Thriller di cassetta impostato su un gioco di sospetti tra due figure femminili, Inconceivable spara cartucce a salve in una stanca reiterazione di leitmotiv tipici del filone, mai in grado di suscitare la corretta suspense, sia emotiva che di genere. Nicolas Cage si trova suo malgrado incolpevolmente spaesato in mezzo a questa catfight di segreti e prevedibili colpi di scena cui l'esordiente regista si dimentica di infondere almeno un minimo di personalità.

4.5

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