Incoming, la recensione dell'action sci-fi con Scott Adkins

Sulla ISS cinque terroristi reclusi da anni riescono a evadere e un agente della CIA rimane l'ultima speranza per evitare un nuovo conflitto mondiale.

recensione Incoming, la recensione dell'action sci-fi con Scott Adkins
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Un gruppo di terroristi conosciuto col nome di Wolf Pack sta compiendo attentati ai luoghi simbolo di diversi Paesi e, nonostante la maggior parte dei membri siano stati arrestati, ancora non vi è traccia del leader. Cinque anni dopo i componenti della banda finiti nelle mani della legge sono reclusi sulla Stazione Spaziale Internazionale, ora usata come e vera e propria prigione, dove, non esistendo la convenzione di Ginevra al di fuori dei confini terrestri, vengono torturati al fine di estirpar loro l'identità del capo. In Incoming l'arrivo in loco di una squadra comprendente un medico (la dottoressa Stone), del pilota di shuttle Bridges e dell'agente della CIA Reiser complica inevitabilmente le cose: la donna infatti, nell'ingenuo tentativo di sincerarsi delle condizioni dei detenuti, finisce inavvertitamente per liberarli dalle loro celle. Reiser rimane così l'ultima speranza al fine di evitare catastrofiche conseguenze sulla Terra e addirittura una possibile terza guerra mondiale.

Azione spaziale

Action sci-fi di produzione serba che mette in mostra tutti i suoi limiti di budget già dallo sporadico uso di una CG appena sopra la soglia della decenza, Incoming non soffre purtroppo solo della povertà della messa in scena ma anche di una narrazione incoerente accompagnante i novanta minuti di visione. La claustrofobica ambientazione, con quattro/cinque stanze e corridoi dotati di avveniristici computer non offre mai la sensazione di trovarsi all'interno di una stazione spaziale, e castra di non poco la varietà della vicenda che si deve adattare a un incolore alternarsi di accesi botta e risposta e combattimenti uno contro uno nei quali il protagonista Scott Adkins si impegna quanto può seppur al netto di coreografie poco ispirate. Il popolare attore marziale è assolutamente sprecato in un personaggio monodimensionale e privo di carisma, ma ai più sconosciuti colleghi non è certo andata meglio con la figura della dottoressa Stone, la cui forzata stupidità genera i turbolenti eventi a venire, e il pilota Bridges, totalmente anonimo. La suspense di una possibile terza guerra mondiale e relativa al destino dei personaggi è pressoché inesistente e il colpo di scena finale non fa che confermare le poche idee di un film che osa anche omaggi alti, con tanto di duello che cita apertamente quelli con le spade laser di Star Wars, fallendo maldestramente nei propri intenti.

Incoming Se a dispetto del basso budget, che castra notevolmente la messa in scena, vi fosse stata una parvenza di trama logica sarebbe stato più facile perdonarne le mancanze spettacolari, ma Incoming purtroppo fallisce anche nella costruzione di una storia sci-fi degna di tal nome. Quest'action ambientato a bordo di una fittizia Stazione Spaziale Internazionale prodotto in Serbia usa come ariete promozionale la presenza della star di genere Scott Adkins, qui purtroppo alle prese con un personaggio anonimo e vittima di coreografie poco ispirate che fanno il pari con i restanti limiti tecnici e attoriali.

4

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