In a Valley of Violence, Ethan Hawke vendicatore solitario Recensione

Un disertore in fuga verso il Messico "affronta" la corrotta cittadina di Denton in In a Valley of Violence, solido revenge-western diretto da Ti West.

recensione In a Valley of Violence, Ethan Hawke vendicatore solitario
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Secondo western in pochi mesi nella carriera di Ethan Hawke dopo aver interpretato uno dei pistoleri nel remake de I magnifici 7 (2016), anche se girato dall'attore un anno prima di partecipare al progetto di Antoine Fuqua. Voluto fortemente dal produttore Jason Blum e dal regista Ti West, che dopo tanti e fortunati horror aspiravano a cimentarsi in questo genere cardine dell'epica americana, In a Valley of Violence oppone per la prima volta su grande schermo Hawke e John Travolta, mettendoli rispettivamente nei panni di un disertore solitario e di un losco sceriffo. La storia ha inizio quando il solitario Paul, in fuga verso il Messico dopo aver abbandonato l'esercito, si trova costretto a fermarsi nella cittadina di Denton per fare scorta di provviste. Qui l'uomo ha un diverbio con il figlio dello sceriffo, nonché suo vice, Gilly: nella colluttazione che a breve avrà luogo è il secondo ad avere la peggio, riportando la frattura del naso. Spinto dal tutore della legge ad abbandonare il luogo e non farsi mai più vedere, Paul riprende il suo viaggio ma una notte viene aggredito dal rancoroso Gilly e dai i suoi uomini, che dopo aver ucciso il suo inseparabile cane Abbey, lo gettano in un dirupo dandolo per morto. Una valutazione per loro sfortuna errata...

Io sono vendetta

Un titolo importante nell'evoluzione del western moderno, capace di ancorarsi agli stilemi dei classici delineando nella sua narrazione una pregnante personalità di genere: In a Valley of Violence racconta sì una storia già vista nel suo plot base, speziandola però con alcune dinamiche originali (emergono echi del recente post-apocalittico The Rover (2014) nella genesi di questa implacabile vendetta) capaci di conquistare il pubblico di appassionati. Popolato da personaggi secondari gustosissimi, dallo strampalato predicatore (che apre e chiude non a caso la visione) alla giovane tenutaria dell'albergo e la di lei sorella, il racconto segue ben presto le vie del più classico revenge movie con uno stile sanguigno e privo di qualsiasi buonismo di sorta nella personalissima missione in cui il protagonista, uomo tormentato dal suo recente passato e che ora non ha più niente da perdere, si getta con incoscienza e coraggio. Ti West recupera tutti gli elementi cardine del filone gestendoli con un progressivo e costante crescendo di tensione, emotiva e non, che esplode infine nella roboante ultima mezzora, perfetto sunto di un'estetica action sobria e ragionata, con tanto di situazione di stallo a vedere coinvolti i tre principali personaggi della vicenda. Con qualche concessione a una sanguinaria e necessaria violenza e una potenziale love-story in sottofondo, i cento minuti di visione scorrono amabilmente tra saloon e spogli deserti in cui un angelo vendicatore è pronto a farsi giustizia da solo per ripulire una città corrotta e impaurita da anni di soprusi, riportando alla mitica iconografia dell'uomo solo contro tutti. Ethan Hawke dà vita ad una figura complessa nelle sue elementari e credibili sfaccettature, in un ottimo cast (oltre a un adeguato Travolta è da sottolineare la performance della giovane Taissa Farmiga) tratteggiato con piccoli ma incisivi tratti caratteriali.

In a Valley of Violence Ethan Hawke veste di nuovo i panni di pistolero in un revenge-western dal sapore classicheggiante, popolato da situazioni e ambientazioni cardine del genere messe in scena con grintosa solidità dal regista Ti West, autore di alcuni degli horror più interessanti degli ultimi anni. Ma In a Valley of Violence la violenza, seppur non assente, è limitata in favore di una costruzione tradizionale degli eventi che, trascinandoci nel personale percorso di vendetta di un disertore dell'esercito, è capace di avvincere sia per il suo inaspettato lato umano che per la gestione di quell'azione tipica del filone, con sparatorie e situazioni di stallo a caratterizzare l'ultima avvincente mezzora, dando il giusto tempo narrativo per far crescere la storia e i personaggi fino alla definitiva resa dei conti.

7.5

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