Il giorno degli zombi, recensione del nuovo capitolo della saga ideata da Romero

Approda in TV il terzo capitolo della saga dei non-morti creata da George A. Romero: recensione de Il giorno degli zombi.

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Questo film andrà in onda, in chiaro, questa notte, alle 3:40, su RAIMOVIE

Terzo film della saga dei morti viventi ideata e diretta da George A. Romero, Il giorno degli zombi (in onda in piena notte, tra sabato e domenica, alle 3.40 su RAIMOVIE) esce nel 1985 e, per volontà dello stesso regista, nella sua forma più pura e incondizionata. Infatti l'autore, pur di non subire pressioni dalla produzione, decise di ridurre della metà il budget di partenza piuttosto che rendere il film più commerciale sottostando agli obblighi dei piani alti. Non a caso la pellicola, più violenta visivamente rispetto ai precedenti episodi, fu vietata ai minori; il successo comunque giunse con gli ottimi guadagni home video worldwide e grazie all'amore incondizionato dei fan, per i quali (e non solo) il titolo rimane un vero e proprio cult del filone, tanto da generare un sequel/prequel (Day of the Dead 2: Contagium) nel 2005, un "libero" remake omonimo (Day of the dead) nel 2008 e un annunciato rifacimento di prossima uscita.

Mentre i morti viventi camminano sulla Terra, uno sparuto gruppo di superstiti vive asserragliato nei sotterranei di una ex-base militare, i confini della quale sono assediati da un ingente numero di zombi. All'interno della struttura, nella quale ha il comando l'integerrimo e violento Capitano Rhodes, il dottor Logan conduce degli strani e inquetanti esperimenti su alcuni esemplari di non-morti, arrivando a comprendere come questi possano in realtà provare ancora sentimenti e serbare ricordi della vita passata. Ma nella base non scorre buon sangue tra i militari e il resto dei sopravvissuti, capeggiati dalla tenace dottoressa Sarah: astio e discordie che finiranno inevitabilmente per condurre al peggio...

The Dead Walk

Il giorno degli zombi è un film importante nella filologia della saga, poiché ci permette di acquisire e conoscere nuove verità sulla natura dei morti viventi. Attraverso gli insani studi del dr. Logan "Frankenstein" infatti la figura di questi 'cannibali moderni' assume un maggiore spessore ed una nuova personalità, conducendo lo spettatore verso un senso di macabra pietà mai risaltata nel passato. Ma il film segna anche un netto distacco logistico / globale rispetto ai predecessori: se nel primo le proporzioni di numero erano tutte a favore nostro e nel secondo la situazione non era ancora del tutto spacciata, qui veniamo a conoscenza della reale espansione dell'epidemia, che ora vede la razza umana in netta minoranza. Questo costringe gioco-forza la sceneggiatura ad optare per un'ambientazione claustrofobica che ovviamente mantiene costantemente alto il senso di tensione, permettendo anche di dar vita ad una cruciale lotta interna tra i superstiti e mostrando tutte le nefandezze di cui l'essere umano si può render capace in situazioni così estreme. Così come nello Stephen King (citato più volte nella narrazione, dal libro Le streghe di Salem allo zombie pagliaccio omaggio ad It) di The Mist, il microcosmo razionale cede alla rabbia e alla violenza, in un'ennesima critica politica, neanche troppo velata, all'allora contemporanea amministrazione Reagan. Ma Il giorno degli zombi colpisce duro non solo dal punto di vista psicologico ma anche, e soprattutto, nella furiosa verve gore che, seppur presente in un minutaggio più dosato che in precedenza, esplode crudele e beffarda nelle orribili e strazianti morti delle vittime, con gli effetti speciali e il make up curati dal solito Tom Savini che toccano alti livelli di impressionabilità (soprattutto per l'epoca). Il cast, pur non annoverando volti memorabili, svolge il compitino in maniera più che decorosa, ingabbiato in personaggi di scarsa personalità (esclusa qualche rara eccezione): ma in fondo poco importa, perché ancora una volta sono naturalmente gli zombi le vere e proprie star.

Il giorno degli zombi Quindici miglia di sotterranei, destinati a trasformarsi in una sanguinosa pietra tombale, costruiscono la base narrativa de Il giorno degli zombi. Parte tutto da qui, da un'ambientazione limitata e claustrofobica quale ultima ancora di salvezza per i protagonisti l'incipit narrativo di questa terza carneficina zombi firmata da Romero. Una struttura chiusa che conduce gli uomini a trasformarsi in mostri forse peggiori degli stessi non-morti e che, critica social-politica inclusa, mostra la morte della ragione nelle sue peggiori diramazioni. Gli ottimi e sanguinolenti effetti speciali fanno il resto, per un terzo capitolo entrato giustamente anch'esso nella storia del Cinema di genere.

8

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