Il terrore del silenzio Recensione

Maddie è una scrittrice sordomuta che viene presa di mira da uno psicopatico in Il terrore del silenzio, l'originale home-invasion di Mike Flanagan.

recensione Il terrore del silenzio
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Madison "Maggie" Young, popolare scrittrice di romanzi gialli, è sordomuta dall'età di tredici anni in seguito a delle complicazioni dovute ad una grave forma di meningite. Ciò nonostante la donna è riuscita a costruirsi un'esistenza quasi normale senza per forza dipendere da parenti e amici, trasferendosi in un isolato cottage di campagna adibito con ogni tecnologia utile alla sua disabilità. Una sera, poco dopo aver ricevuto la chiamata del suo ex-fidanzato, Maggie viene presa di mira da uno psicopatico mascherato che, non prima di aver brutalmente ucciso la sua vicina Sarah, inizia con lei un gioco del gatto e del topo minacciandola dall'esterno in attesa di far irruzione nell'abitazione al momento giusto. Accortasi del pericolo la romanziera dovrà trovare un modo per chiamare aiuto mentre le minacce dello sconosciuto diventano sempre più tangibili e pericolose.

Uno sguardo nella notte

Il cinema di genere ci ha messo nel corso degli anni di fronte a donne in pericolo vittime, oltre che del maniaco di turno, di diverse disabilità fisiche e sensoriali. Da Gli occhi della notte (1967) con Audrey Hepburn, sino ai titoli più recenti degli anni '80 e '90, solitamente le protagoniste soffrivano di cecità, dando ai risvolti sonori un ruolo di fondamentale importanza; ne Il terrore del silenzio invece si è scelto di osare su una strada nuova e originale rendendo la malcapitata sì vedente ma priva dell'udito e della parola al contempo. Nelle intenzioni del regista Mike Flanagan, autore della sceneggiatura insieme alla moglie Kate Siegel (anche intensissima interprete di Maggie), il film avrebbe essere dovuto totalmente privo di suoni, ma per ovvie ragioni di marketing si è deciso di mediare questa soluzione tramite o i pensieri in voice-over o l'arrivo di certi rumori esterni. Il risultato, seppur forse così meno incisivo del previsto, può dirsi ad ogni modo più che riuscito consegnandoci un home-invasion diverso dai canoni e in grado di instillare una suspense costante e opprimenti nei brevi ma giusti ottanta minuti di visione, tutti giocati su soluzioni capaci di rivoluzionare parzialmente i classici escamotage del filone e non privi di una sana e mai gratuita dose di violenza. Non tutto è perfetto e qualche forzatura in fase di sceneggiatura permane (in particolare per ciò che concerne il campo visivo del villain, a tratti davvero troppo limitato per essere credibile), ma l'evoluzione degli eventi è sempre avvincente trovando nella parte finale un accattivante e coinvolgente semi-ribaltamento dei ruoli che ci porta a partecipare con grande impatto empatico alle sorti della scrittrice.

Il terrore del silenzio Acquistato da Netflix (e disponibile anche nel catalogo italiano) Il terrore del silenzio è un home invasion furbo e intelligente che prova a variare le coordinate tipiche del filone scegliendo una protagonista sordomuta che, vivendo in completa solitudine, una notte si trova costretta a difendersi da un maniaco mascherato. Giocato su interessanti soluzioni visive e sonore (che costringono però in certi passaggi ad alcune forzature non del tutto plausibili) il film di Mike Flanagan è permeato da altissime dosi di tensione e da una secca e brutale dose di violenza slasher che permettono agli ottanta minuti in cui ha svolgimento questo gioco del gatto col topo di mantenere sempre acceso l'interesse per consegnarci poi un epilogo aperto a diverse possibili interpretazioni.

7

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