Il tabaccaio di Vienna, la recensione del film con Bruno Ganz

Nikolaus Leytner adatta l'omonimo romanzo in un film dolce-amaro, un credibile coming-of-age ambientato ai tempi dell'ascesa nazista.

recensione Il tabaccaio di Vienna, la recensione del film con Bruno Ganz
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Il giovane Franz, cresciuto in campagna, viene mandato dall'amata madre a Vienna, dove sarà ospitato da un vecchio amico della donna, Otto Trsnjek. Questi possiede e gestisce una delle cosiddette Trafik, ossia le rivendite di tabacchi e giornali, nella quale Franz vestirà il ruolo di suo assistente.
Siamo nel 1937 e il Paese austriaco sta per essere forzatamente annesso al Terzo Reich, con la connivenza di molti cittadini che iniziano a vedere gli ebrei come nemici della patria. Prima che la situazione prenda una piega sempre più tetra e inquietante, il protagonista ha modo di stringere amicizia con uno dei clienti, l'anziano professor Sigmund Freud.
Sarà proprio il filosofo a spingere il ragazzo alla scoperta dell'amore e l'incontro con la bella coetanea Anezka avviene poco dopo, trascinando Franz in un impeto di passione e gelosia.

Il buio si avvicina

Alla base vi è l'omonimo romanzo di Robert Seethaler, pubblicato nel 2012, ambientato durante una delle pagine più nere che l'Europa e il mondo intero abbiano mai vissuto, ovvero l'ascesa del nazismo. Nella trasposizione si respira una gradevole scorrevolezza, quasi che l'opera alla base aspettasse soltanto di essere traslata in ambito cinematografico.
Il tabaccaio di Vienna è infatti un film amabile, che sfrutta il relativo setting in maniera intelligente, trovando un solido equilibrio tra toni e atmosfere. La prima parte è sospesa su una dimensione più leggera, con l'arrivo del giovane protagonista a Vienna che si tinge di note dolce-amare, mentre la seconda si ammanta di una maggiore cupezza data dalla presenza sempre più opprimente dei seguaci del Fuhrer, tangibile spauracchio che sconvolge le esistenze dei personaggi coinvolti.
La narrazione segue una sorta di arcaico coming-of-age, un percorso di formazione sentimentale ed esistenziale che metterà il giovane Franz di fronte a scelte difficili, dalle quali potrebbe dipendere il suo intero futuro.

Tra sogno e realtà

Il regista Nikolaus Leytner, la cui pur folta produzione è pressoché inedita in Italia, riempie il racconto di squarci visionari, con i ripetuti sogni del protagonista: uno sguardo surreale illuminato dalla bellezza di immagini metaforiche, che mettono in mostra anche effetti speciali di buon livello.
La ricostruzione scenografica e la cura per i costumi e le usanze del tempo, tra boccali di birra e spettacoli di cabaret che modificano i propri numeri in base a "come gira il vento", permettono un'apprezzabile immersione nel relativo contesto e la presenza di una figura iconica come Freud offre ulteriore slancio alla vicenda.

Parzialmente ironico è il fatto che nei panni del geniale filosofo e psicoanalista vi sia il compianto Bruno Ganz, che nel decennio precedente aveva offerto la sua magistrale interpretazione del Fuhrer nel possente La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler (2004) e qui si trova braccato proprio dagli stessi nazisti.
Casi del destino a parte, assolutamente verosimili nella carriera di un attore di talento, la sua performance è mirabilmente gigiona e il resto del cast non è da meno, riuscendo a far immedesimare il pubblico calibrando al punto giusto il versante emozionale.

Il tabaccaio di Vienna Un emozionante coming-of-age ambientato nella capitale austriaca alla fine degli anni ‘30, quando la morsa nazista aveva ormai fatto breccia all'interno di molti strati sociali. Adattamento dell'omonimo romanzo di Robert Seethaler, Il tabaccaio di Vienna è un film che arriva con immediatezza, senza tralasciare le sfumature più cupe e tragiche all'interno di un racconto dolce-amaro, che noi osserviamo con lo sguardo disincantato del giovane Franz, ragazzo di campagna alla scoperta del primo amore in un periodo storico non certo semplice. Il fondamentale supporto di un anziano Sigmund Freud e dell'affiatato gruppo di personaggi secondari rende la vicenda ancor più umana e credibile, con gli ispirati sprazzi visionari affidati alla componente onirica. Le due ore di visione ci accompagnano così in un contesto tragico e ben conosciuto, qui però filtrato dall'ottica di un protagonista pieno di sogni e speranze, che si trova a fare i conti con un incubo dannatamente reale. Il film andrà in onda sabato 16 gennaio alle 21.45 su RAI3 in prima visione TV.

7

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