Recensione Il signore degli anelli - La Trilogia

Un Anello per trovarli, Un Anello per domarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli

recensione Il signore degli anelli - La Trilogia
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Un lampione elettrico può essere ignorato, per la semplice ragione che è insignificante e transitorio. Le fiabe, invece, si occupano di argomenti più permanenti e fondamentali, come il fulmine.
J.R. R. Tolkien, Saggio sulle fiabe, in Albero e Foglia, Bompiani

Concedeteci per una volta una piccola digressione autobiografica. Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere le opere di Tolkien da giovanissimo quando, per il giorno di Santa Lucia (che nella Lombardia orientale, per tradizione, coincide con l'arrivo dei regali per i bambini), ricevette una copia de Il Signore degli Anelli, acquistata da una madre che, probabilmente, non si aspettava neppure di aver spinto il proprio bambino a muovere i primi passi verso un mondo più grande. Elfi, Hobbit, Nani, gesta eroiche, un mondo così affascinante e al tempo stesso così intimo, dove ai prati in fiore della Contea facevano seguito le terre devastate dei Campi del Pélannor, in cui, fra zoccoli di Cavallo e Olifanti, Eowìn affrontava il Re Stregone di Angmar, tutto nell'Opera di Tolkien sembra volerci accompagnare in un grande Altrove, non migliore o idealizzato, ma completamente diverso, lontano dalla mediocrità delle nostre vite. Dire che tredici anni fa quel bambino rimase folgorato è riduttivo. Dopo anni passati a leggere mediocre narrativa "per ragazzi", finalmente, la grandezza del più grande poeta epico del secolo scorso aveva aperto una breccia intellettuale nella sua mente, dandogli definitivamente la conferma che ragione e fantasia non sono due eserciti pronti a scontrarsi, ma, anzi, tanto più la creatività è libera di esprimersi, più ancora la ragione è solida. Oggi quel bambino ha 23 anni, a quanto pare si occupa di critica (forse bene, forse male, chissà..) e, proprio grazie all'imprinting Tolkieniano non ha vissuto gli anni del Liceo come una dura costrizione allo studio dei Classici e della Matematica ma, anzi, s'è divertito a notare come, in fondo, anche Dante Alighieri altro non era che un grandissimo narratore e, probabilmente, anche lui come Tolkien, creava personaggi per popolare i mondi che aveva nella mente.

La Trilogia

Ma cosa c'entra tutto questo con la Trilogia cinematografica di Peter Jackson? Domanda legittima e interessante. I tre film del grande regista neozelandese hanno avuto sul bambino, nel frattempo diventato un adolescente irrequieto e arrogante, lo stesso effetto che ebbe il libro qualche anno prima. La Compagnia dell'Anello, vista il giorno stesso dell'uscita nelle sale italiane, il 18 Gennaio 2002 (ci credereste che sono già passati otto anni?), ha fatto capire all'adolescente in crisi ormonale di cui sopra che, in un modo o nell'altro, il suo futuro avrebbe avuto a che fare con il Cinema, inteso non come semplice intrattenimento ma come una macchina straordinaria, unica fra i grandi media moderni, in cui la potenza evocativa delle storie può fondersi con la tecnologia e l'arte visiva. Dopo aver assistito impotenti al tracollo del grande cinema "d'avventura" degli anni '80 - '90 (quello del primo Spielberg per intenderci, o una certa saga ambientata in una Galassia lontana lontana), Jackson ha fatto il miracolo, recuperando le suggestioni dei padri nobili della Settima Arte, il piacere per il gigantismo e, perché no, una piccola dose di follia creativa, la stessa che aveva animato i kolossal biblici e gli esperimenti di Griffith, Welles o  Kubrick. Il Signore degli Anelli ha ri - insegnato ad almeno un paio di generazioni a sognare, in un mondo dove tutto è marketing prima che contenuto, Jackson non è voluto scendere a compromessi. C'era chi gli diceva "tre film sono troppi, facciamone uno solo", "quattro Hobbit confondono la gente, meglio ridurli a due", altri consideravano girare tre film in una volta sola un suicidio produttivo, altri ancora pensavano che gli effetti speciali non sarebbero mai stati in grado di portare sullo schermo la visione Tolkieniana, oggi, a quasi dieci anni dall'uscita della prima parte della Trilogia, possiamo dire che tutte queste previsioni erano sbagliate. Jackson e il suo team hanno compiuto un'impresa che rimarrà negli annali del cinema, fondendo le tecnologie più moderne con quel gusto quasi artigianale per i modellini e i mock - up. Minas Tirith o il Fosso di Elm (ma anche Isengard o Hobbiville) ci appaiono tremendamente realistiche proprio per questo motivo. Limitando al minimo l'uso di computer grafica invasiva, Jackson ha dato a tutta la Trilogia un feeling lontanissimo dai classici blockbuster moderni, dove la techné vince sull'epos, Il Signore degli Anelli è un'esperienza che si vive, non si guarda. Frodo siamo tutti noi, Frodo vive come scrivevano i contestatori negli anni '70, e continuerà a farlo finché la fantasia vivrà nei grandi artisti, ma anche nelle persone comuni che ogni giorno devono combattere con il loro personalissimo Anello del Potere. Tolkien ci ha insegnato che il male non conquista con la violenza, seduce con il fascino della sopraffazione, mentre la tecnica sfrenata può trasformare il mondo in una foresta distrutta, violentata come la piana di Fangorn. Jackson non solo ha avuto il merito di tradurre in immagini l'immensa visione del Signore degli Anelli ma, in un certo senso, l'ha applicata al cinema moderno, mischiandolo all'ingenuità tipica di un cineasta "non allineato", esterno alle logiche di potere di Hollywood. Questo, al di là delle considerazioni critiche sul valore intrinseco dei tre film, è il grande lascito della trilogia, e il messaggio umano di un regista che ha saputo continuare a sognare anche quando la macchina dello show  - business ha cercato di avvolgerlo con le sue spire.

Detto questo, andiamo a incominciare.

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all'incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.
Bilbo Baggins, Il Canto della Strada, La Compagnia dell'Anello - Libro  I

Cominciamo questa impegnativa recensione con una nota di metodo, la nostra analisi non si concentrerà in questa sede sull'importanza cinematografica dei tre film (che abbiamo, anche se solo marginalmente, già discusso nell'introduzione) in quanto non avrebbe senso riaprire in questa sede il dibattito critico sull'importanza del Signore degli Anelli nel cinema contemporaneo. Cercheremo perciò di concentrarci solo sugli aspetti più prettamente tecnici di questa prima edizione in Hi Res della trilogia; per questo motivo il voto finale che trovate riportato qui accanto rappresenta, in linea di massima una media delle qualità e dei difetti dei tre film, intesi come un unicum narrativo e tecnologico. Distaccandoci dalle consuetudini editoriali di Everyeye, comunque, abbiamo dato ad ogni film un giudizio singolo, in modo tale che il lettore possa capire effettivamente, quali sono i pregi (o le debolezze) di ogni singolo film.

Appena strappato il cellophane si capisce immediatamente una cosa fondamentale: questa non è un'edizione per collezionisti. I Blu Ray sono contenuti in un amaray oversize, simile a quelli usati per alcune serie televisive, con tutti e sei i dischi (tre Blu Ray per i film e tre DVD per gli extra) nella stessa scatola, senza alcuna suddivisione, l'unico pregio è una sovracoperta in cartone nero riflettente. Decisamente troppo poco per chi si aspettava qualche supergadget. Lo stesso discorso vale per gli extra, esattamente gli stessi della prima versione home video, con solo l'aggiunta di qualche trailer in HD, decisamente troppo poco per un Blu Ray atteso da anni.

La Compagnia dell'Anello

I amar prestar aen. Il mondo è cambiato. Han mathon ne nen. Lo sento nell'acqua. Han mathon ne chae. Lo sento nella terra. A han noston ned 'wilith. Lo avverto nell'aria. Molto di ciò che era si è perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda.
Galadriel, incipit de La Compagnia dell'Anello

Il primo film della trilogia è, sostanzialmente, un road movie fantasy; abbiamo dei protagonisti in viaggio, una serie di avventure, grandi paesaggi e, soprattutto, la necessità di prendere confidenza con l'ambientazione dell'avventura. Dalla festa di Bilbo alle panoramiche su Isengard, fino allo scontro finale ai piedi degli Argonath, La Compagnia ha come obiettivo principale introdurre lo spettatore al gigantesco universo tolkieniano senza sopraffarlo. Jackson ha scelto molto accuratamente le sue fonti d'ispirazione, oltre ai più grandi illustratori viventi, per tutto il film si nota l'inconfondibile stile dei primi pittori romantici e dei preraffaelliti con le rarefatte architetture elfiche, che si fondono senza soluzione di continuità con la natura, fino al grezzo stile degli Orchi, tutto spuntoni e travi arruginite, che sembra divorare l'ambiente anziché renderlo più ospitale. Purtroppo però questo Blu Ray, nonostante la codifica in VC - 1 a 1080p, non rende giustizia alla ricerca estetica degli autori; laddove il doppio DVD dell'edizione estesa della Compagnia garantiva un transfer rate assolutamente d'eccellenza, il film qui sembra compresso piuttosto male, alternando scene di assoluta bellezza, come l'arrivo a Lothlorien, con altri momenti in cui neri poco saturi e qualche sfocatura di troppo compromettono la visione. Tuttavia siamo ben lontani dall'eccellenza cui ci hanno abituato alcune produzioni recenti (soprattutto di casa Universal), i colori sono quasi sempre blandi e la sgranatura, per quanto non troppo fastidiosa, è sempre presente, mentre nelle scene più concitate si assiste troppe volte a una generale perdita di dettaglio. Il vituperatissimo DNR (Digital Noise Reduction) sembra decisamente essere il colpevole più ovvio, probabilmente i tecnici della Weta, lavorando sul film più "vecchio" hanno dovuto fare di necessità virtù, scendendo ad alcuni compromessi che, di certo, non piaceranno ai puristi dell'alta definizione. La discrepanza fra La Compagnia e gli altri due film, evidentissima nel comparto video, si riduce decisamente per quanto riguarda l'audio, masterizzato in un fenomenale DTS HD Master 6.1, con bassi pieni e un'ottima resa degli effetti sonori, mentre la (splendida) soundtrack di Howard Shore può essere ascoltata in tutta la sua cristallina bellezza.
In conclusione il primo Blu Ray di questo cofanetto strappa un voto globale relativamente basso, anche se siamo comunque ben sopra la soglia della sufficienza. Meno incertezze nella codifica del video non avrebbero guastato, calcolando soprattutto la perfezione tecnica della pellicola originale che avrebbe senza dubbio meritato, un lavoro di encodig più certosino, magari che limitasse al minimo l'uso del DNR.

Voto: 7

Le Due Torri

Fredda è la mano, le ossa e il cuore. Freddo è il corpo del viaggiatore. Non vede quel che il futuro gli porta quando il sole è calato e la luna è morta.
Gollum, Le due Torri

Il film centrale della Trilogia è stato il più difficile da realizzare (e da far digerire al pubblico), privo di un inizio e senza finale, Le due Torri non ha neppure uno straccio di prologo che ricordi allo spettatore gli eventi principali dell'avventura. Jackson ha preteso una fede assoluta dai fan di tutto il mondo ed è stato premiato; la Compagnia s'è frantumata e, mentre Frodo e Sam continuano il loro viaggio suicida verso Mordor, Aragorn, Gimli e Legolas partono all'inseguimento degli Huruk - ai che hanno rapito Merry e Pipino. Nel frattempo Gandalf è caduto combattendo il Balrog e i due Portatori dell'Anello sono seguiti da Gollum, deciso a recuperare il suo Tesssoro. Lo scontro finale fra le deboli forze del bene e un male sempre più arrogante sta per avvicinarsi e il primo campo di battaglia sarà Rohan, in cui gli ultimi Uomini dei Cavalli si scontreranno con le Armate di Saruman, pronte a scendere dalla piana di Isengard per cingere d'assedio Minas Tirith.
Rispetto alla Compagnia il problema del NRS rimane ma è molto meno visibile, in generale i colori sono più vivi, le scene (soprattutto i primi piani) decisamente più dettagliate, mentre scompaiono definitivamente le sfocature. Tuttavia, laddove aumenta la complessità degli effetti speciali, cominciano a emergere problemi di altra natura. Lo stacco fra personaggi reali e CG è fin troppo evidente, Gollum in molte scene sembra incollato sulla scena, anziché interagire per davvero con gli attori. Lo stesso vale per Barbalbero e gli altri Ent, addirittura, in un paio di scene a Fangorn (soprattutto l'incontro fra Merry, Pipino e l'anziano pastore di alberi) si intravedono per qualche secondo i marcatori del motion capture. Stiamo parlando di attimi brevissimi, che abbiamo dovuto controllare a fondo ma il problema resta, ed è stato notato anche su praticamente tutti i forum dedicati all'alta risoluzione dell'universo conosciuto. Qui s'impone una riflessione, un livello di dettaglio così alto segna un transfer rate decisamente solido ma, al tempo stesso rende i film meno "magici", facendo apparire anche gli effetti speciali più complessi come dei trucchi di quarta categoria. A questo punto ci chiediamo: ha per davvero senso questa corsa all'Alta Risoluzione estrema? Vogliamo pagare per vedere i fili dietro alle marionette o preferiamo goderci lo spettacolo? Il problema è meno irrilevante di quanto si pensi. Se un film come Le Due Torri ha queste difficoltà cosa ne sarà di produzioni di profilo più basso?
Passando al sonoro, anche qui siamo su livelli eccellenti, il DTS 6.1 conferma le sue straordinarie potenzialità. Per non tediarvi con inutili disquisizioni tecniche ci limitiamo a dirvi che, mentre ci godevamo la battaglia del Fosso di Helm al massimo volume l'inquilina del piano di sotto ci ha suonato il campanello chiedendo se stessimo dando una festa con un centinaio di partecipanti. Frecce che sibilano, urla in Elfico e linguaggio nero, la cavalcata all'Alba di Gandalf, tutto è perfetto e appagante.

Voto: 8

Il Ritorno del Re

Figli di Gondor! Figli di Rohan!... Fratelli miei, vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore!... Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza... ma non è questo il giorno! Ci sarà l'ora dei lupi... E degli scudi frantumati quando l'era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra! V'invito a resistere... Uomini dell'Ovest!
Aragorn davanti al Nero Cancello, Il Ritorno del Re

Il trionfo. Con Il Ritorno del Re la saga giunge alla sua degna conclusione epico, lunghissimo, quasi sfiancante nella sua grandezza, l'ultimo capitolo de Il Signore degli Anelli, anche in questa edizione si conferma come il film più riuscito dei tre. Mentre Frodo e Sam continuano il loro viaggio, sempre più vicini al Monte Fato, Aragorn e Gandalf raccolgono a Minas Tirith le ultime forze umane in grado di opporsi all'avanzata di Sauron. E' un'impresa disperata, se Frodo non riuscirà a distruggere l'Anello, o ne sarà sopraffatto, tutto diverrà vano; l'unica speranza per gli uomini è di riuscire a distrarre l'Occhio di Sauron abbastanza a lungo da permettere al Portatore di compiere la sua missione e se questo significherà sacrificare la vita, bene, è un prezzo che tutti sono disposti a pagare. Inizia così la battaglia dei Campi del Pelennor, con Aragorn e Theoden finalmente uniti alla guida degli esseri umani.
Il Ritorno del Re, con i suoi quarantacinque minuti di battaglia è il vero banco di prova per questa trasposizione in Blu Ray della Trilogia. Lunghissimo e pieno di effetti speciali, il film rappresenta una vera e propria sfida tecnologica anche per un media capiente come il disco blu di Sony. Potete tirare un sospiro di sollievo, almeno a nostro parere i tecnici di Weta Digital hanno vinto la loro personalissima battaglia del Pelennor. La terza parte della trilogia è quella che più di tutti esalta le qualità del Blu Ray, con scene iperdettagliate, contorni quasi perfetti e una presenza pressoché impercettibile di DNR. Gimli e soci non sono mai stati così belli da vedere e da ascoltare, grazie alla sempre ottima traccia audio che, soprattutto nel finale raggiunge vertici d'eccellenza davvero commoventi. Almeno l'atto finale ha avuto il trattamento che meritava e finalmente il VC - 1 mostra tutta la sua potenza, garantendoci una delle migliori codifiche in assoluto anche nelle scene più difficili come quelle nella tana di Shelob, totalmente priva di artefatti o incertezze di qualsiasi tipo. Anche l'interpolazione reale/digitale sembra non soffrire dei problemi di cui parlavamo nel paragrafo dedicato a Le due Torri, probabilmente grazie ai tool più evoluti usati nella post - produzione de Il ritorno del Re, non dimentichiamo infatti che fra i lavori sul primo film e la chiusura del master finale sono passati quasi quattro anni!

Voto: 8.5

Extra

Non c'è molto da dire riguardo gli extra, la produzione è andata al risparmio riciclando i vecchi DVD delle edizioni cinematografiche classiche, senza alcuna aggiunta, riproposizione in HD o quant'altro. A parte un paio di documentari, ormai vecchi quanto i film stessi, tutto il resto rasenta la pura e semplice pubblicità e non sarà di alcun interesse per la maggior parte degli spettatori. Ci si poteva decisamente impegnare di più, calcolando soprattutto l'elevatissima qualità dei contenuti extra delle varie extended edition.

Voto: 5






(Alla pagina successiva trovate il riassunto di tutti i dati tecnici e i contenuti extra analitici)

Extra analitici

La Compagnia dell'Anello - Blu Ray

  • Trailers (HD)

Le Due Torri - Blu Ray

  • Trailers (HD)
Il Ritorno del Re - Blu Ray

  • Trailers (HD)
La Compagnia dell'Anello - DVD Extra

  • Welcome to Middle-Earth: Houghton Mifflin In-Store Special (SD, 16 min)
  • Quest for the Ring: Fox TV Special (SD, 22 min)
  • A Passage to Middle-Earth: Sci-Fi Channel Special (SD, 40 min)
  • Lordoftherings.net Featurettes (SD)
  • Music Video (SD, 3 min)
  • Special Extended DVD Edition Preview (SD, 3 min)
  • Behind the Scenes Preview of 'The Two Towers' (SD, 10 min)
Le Due Torri - DVD Extra

  • On the Set- 'The Two Towers' - Starz Encore Special (SD, 14 min)
  • Return to Middle-Earth: WB Special (SD, 42 min)
  • 'The Long and Short of it' (SD, 8 min)
  • The Making of 'The Long and Short of it' (SD, 7 min)
  • Lordoftherings.net Featurettes (SD)
  • TV Spots (SD, 8 min)
  • Music Video (SD, 3 min)
  • Special Extended DVD Edition Preview (SD, 5 min)
  • Behind the Scenes Preview of 'The Return of the King' (SD, 12 min)
Il Ritorno del Re - DVD Extra

  • The Quest Fulfilled: A Director's Vision (SD, 23 min)
  • A Filmmaker's Journey: Making 'The Return of the King' (SD, 28 min)
  • National Geographic Special - 'The Lord of the Rings: The Return of the King' (SD, 46 min)
  • Lordoftherings.net Featurettes (SD, min)
  • TV Spots (SD, min)
  • Special Extended DVD Edition Preview (SD, 7 min)

Il signore degli anelli - La Trilogia Cinematografica E' difficile sconsigliare l'acquisto di questo cofanetto, così come è difficile consigliarlo. I fan della Trilogia, quelli che hanno tutte le gift edition difficilmente resisteranno alla tentazione di vedere per la prima volta il loro film preferito in Alta Definizione (calcolando soprattutto che non c'è ancora nessuna informazione concreta sull'arrivo in Blu Ray delle edizioni estese), mentre i non addetti ai lavori non s'accorgeranno neppure delle magagne che abbiamo elencato in fase di recensione. Razionalmente vi diremmo di aspettare le Extended, ma, uscendo per un attimo dalla professione critica, alla fine siamo tutti un po' Gollum, odiamo e amiamo il nostro Anello del Potere. Per cui compreremo comunque ogni nuova edizione, anche se dovesse essere in VHS con audio in mono.

7.5

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