Recensione Il segreto dei suoi occhi

Tra dramma e poliziesco, arriva in Italia il Premio Oscar come miglior film straniero

Recensione Il segreto dei suoi occhi
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Arriva anche in Italia il recente Premio Oscar per il miglior film straniero, Il segreto dei suoi occhi. Diretto da Juan José Campanella, regista per lo più televisivo (tra gli altri diversi episodi di Law & Order e Dr. House), questa coproduzione argentino-iberica ha ottenuto diversi riconoscimenti anche per le interpretazioni dei protagonisti, Ricardo Darin (XXY, Nove regine) e Soledad Villamil, misconosciuti nel Belpaese ma attori di grande richiamo in patria. Scampando, almeno temporalmente, al destino toccato al suo predecessore Departures, uscito oltre un anno dopo la consacrazione agli Academy Awards, Il segreto dei suoi occhi viene distribuito i primi di giugno da Lucky Red, sempre attenta a produzioni estere di un certo valore cinefilo. Premettiamo fin da subito che il successo è stato più che meritato, e ora vi spiegheremo il perchè.

Lo sguardo del passato

Buenos Aires. Benjamin Esposito (Ricardo Darin) è un assistente Pubblico Ministero in pensione da qualche tempo, che ha deciso di scrivere un libro su uno dei casi irrisolti nella sua lunga carriera nella polizia, di ben venticinque anni prima. Per cercare di rimettere a posto le idee, chiede consiglio anche alla sua collega di un tempo, la segretaria del P.M. Irene (Soledad Villamil), con la quale vi era un rapporto di intima amicizia, ormai sposata da diversi anni. La storia che Esposito sceglie di raccontare l'ha tormentato per tutto il resto della sua vita, e riguarda lo stupro e l'omicidio di una giovane ragazza. Durante le indagini Esposito si era attirato non poche antipatie da parte degli alti capi della polizia (alcuni corrotti), per i suoi metodi poco ortodossi di procurarsi le prove. Così, quando il principale sospettato venne catturato, reo di aver anche aggredito Irene durante l'interrogatorio, fu ben presto liberato affinchè cercasse la vendetta proprio nei confronti di Esposito e dei suoi collaboratori, tra cui il fido amico Pablo Sandoval (Guillermo Francella). Ma sulle tracce dell'assassino vi è anche il compagno della vittima, Ricardo Morales (Pablo Rago), che non riesce a darsi pace e non accetta che l'assassino la passi liscia. Tra passato e presente, tutti i tasselli di questo efferato puzzle verranno lentamente alla luce.

Segreti e verità

Un poliziesco drammatico di rara intensità. In poco più di due ore Il segreto dei suoi occhi riesce ad appassionare e a coinvolgere al destino dei suoi protagonisti con innato magnetismo e senza alcun calo di ritmo. Si è visto molte volte il collegamento tra passato e presente per risolvere un caso nella sua interezza, basti solo pensare a serial tv come Cold Case che trattano l'argomento dei casi irrisolti. Certo è che quello qui narrato rimane come un groppo in gola, permane nella sua tragicità e nelle domande che un delitto così efferato pone nelle coscienze. A tal proposito, il finale farà molto discutere, viste le continue discussioni sulla giustizia della pena e sul ergersi a giudici al posto dello stato. Sobriamente avvincente nelle dinamiche d'azione, realizzate rigorosamente come nel caso dell'inseguimento allo stadio durante una partita, con la camera a mano che segue i protagonisti nella bolgia di persone intente a tifare. Ma Il segreto dei suoi occhi è prima di tutto un dramma morale, un vortice di scelte che vanno a toccare sia il profilo strettamente giudiziario ed etico, che quello personale, vista la grande attenzione data al rapporto tra Esposito e Irene, e ancora tra lo stesso ispettore e il suo grande amico Pablo, senza dimenticare i tormenti assillanti del marito della vittima. Grande merito va data alle caratterizzazione dei personaggi, che grazie alle performance degli attori trasmettono un vortice di emozioni difficilmente eguagliabile. Campanella è riuscito nel non facile compito di amalgamare al meglio le due componenti, equilibrando attentamente il film tra platonica love story e poliziesco lucido e ragionato, tanto che la sceneggiatura lascia fino all'ultimo il dubbio nello spettatore, salvo poi rivelare tutte le verità in un rivelatorio, e in certo senso liberatorio, epilogo che chiude tutte le porte fin lì aperte, non senza ripercussioni, sia in positivo che in negativo. Il punto di connessione rimane sempre Esposito, vero e proprio punto di riferimento per le rerlzioni che instaura con gli altri personaggi, e la sua ricerca si trasforma in una vera e propria ossessione, non solo lavorativa ma strettamente privata, poichè quegli eventi del passato hanno condizionato fino ad oggi la sua intera esistenza. Giocato sui dialoghi, su scene lunghe e un montaggio calibrato che non cede mai ai convulsi stereotipi di matrice hollywoodiana, lontano dalla furba anima dello spettacolo d'intrattenimento, abbandonata in favore di una costruzione tempistica e visiva perfetta, Il segreto dei suoi occhi è un'Opera che rinnova il genere, nel quale può inserirsi tranquillamente tra gli episodi più riusciti dell'ultimo decennio. Sarebbe veramente un peccato lasciarselo sfuggire.

Il segreto dei suoi occhi Il segreto dei suoi occhi è una pellicola aperta a diversi punti di riflessione e discussione, incapace di lasciare indifferenti grazie alla sua intensa e magnetica carica drammatica, ibridata al meglio a una trama poliziesca apparentemente classica, ma i cui risvolti appassionano e coinvolgono incessantemente per le oltre due ore che, senza accorgersene, volano veramente in un lampo. Missione possibile solo per il grande Cinema, cui il film di Campanella fa meritatamente parte proponendosi come una delle migliori pellicole di genere, e non solo, degli ultimi tempi. Imperdibile.

8.5

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