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Il sabba, la recensione del film Netflix firmato Pablo Agüero

Il regista Pablo Agüero dirige un intenso dramma a sfondo stregonesco, in cui cinque ragazze devono affrontare le accuse di un crudele inquisitore.

Il sabba, la recensione del film Netflix firmato Pablo Agüero
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Paesi Baschi, 1609. In una terra ricca di leggende pagane e antiche tradizioni, l'inquisitore Rostegui viene scelto da re Filippo III in persona per individuare ed eliminare qualsiasi donna che abbia potenziali collegamenti con le arti stregonesche.
La missione di "purificazione" lo conduce in un piccolo villaggio costiero, luogo di arrivo e partenza di navi di marinai, e inizia subito la sua caccia alle streghe. Cinque ragazze locali - Ana, Olaia, María, Maider e la giovanissima Katalin - vengono arrestate con accuse pretenziose, sospettate di organizzare dei sabba nel vicino bosco.
Sottoposte a torture fisiche e psicologiche, le amiche inizialmente rigettano qualsiasi insinuazione su di loro ma quando comprendono che in qualsiasi caso il rogo le attende, decidono di giocare un'ultima carta e fingere di essere realmente delle subdole fattucchiere, sfruttando la loro immaginazione e inventando storie inerenti le pratiche sataniche.
Rostegui rimane sedotto e affascinato da Ana, leader del gruppo, e pur contro il parere di alcuni suoi collaboratori decide di mettere le giovani alla prova, dando loro modo di organizzare un sabba in piena regola.

Il fuoco del diavolo

Il cinema, così come altre arti, ci ha spesso raccontato i grigi tempi dell'Inquisizione, durante i quali migliaia di vite innocenti andarono perdute anche solo per semplici calunnie e dicerie. In particolare il discorso riguardante le streghe, di recente sulla cresta dell'onda per i flashback in costume di WandaVision, ha caratterizzato decine e decine di film.
Da grandi classici come Le vergini di Salem (1957) - tra i migliori esponenti del genere - a operazioni più recenti come il mefistofelico The Witch (2015) di Robert Eggers o lo scandinavo La sposa del diavolo (2016), il mito delle fattucchiere continua fortunatamente a infestare il grande schermo.
Con Il sabba, freschissimo arrivo original nel catalogo di Netflix, ci troviamo in Spagna, per la precisione nei Paesi Baschi, per assistere all'ennesima storia di ingiustizia perpetrata nei confronti di giovani donne la cui unica colpa era quella di appartenere al sesso sbagliato. "Non vi è niente di più pericoloso di una donna che balla", battuta pronunciata dall'ambiguo inquisitore, racchiude al meglio il senso di quell'ipocrisia che per diversi secoli ha caratterizzato le ali più oltranziste della Chiesa Cattolica.

Finzione o realtà

Il regista Pablo Agüero, alla sua quinta esperienza dietro la macchina da presa e anche co-autore della sceneggiatura, propende per una base narrativa semplice e intuitiva, che mette fin da subito in ballo i vari passaggi chiave che le sfortunate protagoniste si troveranno ad affrontare.
Rinchiuse in una cella e sottoposte a violenze di ogni tipo, opteranno per la sola scelta possibile, assumendosi un rischio che potrebbe salvar loro la vita. Il tutto giocando anche con l'ambiguità di chi dovrebbe giudicarle e finisce per cedere potenzialmente al lato oscuro.
Il sabba paga effettivamente una certa monotonia per gran parte del minutaggio, che serve da attesa per la mezz'ora conclusiva, dove la tensione assume contorni febbrili e visionari nell'esposizione, fasulla o meno, di quei riti esoterici alla base delle accuse.

Un racconto in cui succede poco o nulla e anche la stessa risoluzione dell'epilogo risulta ampiamente intuibile, ma che trova una primigenia forza nelle frementi performance delle sue attrici.
La cantilena d'invocazione in una scala cromatica ipoteticamente interminabile, la disturbante spider-walk e quell'aura sofferente impressa sui volti di inermi vittime riesce a rendere i relativi personaggi degni di interesse, irradiando un sano effluvio empatico che porta il pubblico a indignarsi per le angherie commesse da chi proclamava di agire in nome di Dio.

Il sabba A dispetto dell'ambientazione e delle tematiche, Il sabba ha poco a che fare con l'horror, rivelandosi bensì un intenso dramma che scava nelle tormentate e afflitte psicologie delle sue giovani protagoniste e del loro crudele aguzzino. Cinque ragazze accusate di stregoneria vengono messe al torchio da un integerrimo inquisitore, pronto a tutto pur di farle confessare e di essere testimone di quel presunto rito luciferino che dà il titolo al film. La parziale monotonia della narrazione è ampiamente ripagata da una tensione costante e dalle intense performance delle protagoniste, fino alla "resa dei conti" finale durante la quale si scatena metaforicamente l'inferno sulla Terra. Pablo Agüero dirige con mano sicura e una manciata di sequenze generano una sincera e tetra inquietudine, ancor più esasperata se si pensa come siffatto destino abbia realmente riguardato migliaia di donne, e anche uomini, nei secoli passati.

6.5

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