Il riscatto, la recensione del film con Ray Liotta

Un thriller semplice nelle dinamiche base ma accattivante nella gestione dei personaggi e nell'effettiva risoluzione degli eventi.

recensione Il riscatto, la recensione del film con Ray Liotta
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Il giovane Paul Dynan, reduce da un passato travagliato, non riesce a trovare un impiego che posa garantirgli le entrate necessarie a pagare le cure della madre, in crisi depressiva. Dopo l'ennesimo rifiuto, il ragazzo decide di mettere in atto un piano criminale i cui dettagli erano già stati organizzati da tempo insieme alla sua ragazza Jenna e al solitario Dean. L'esecuzione prevede il rapimento di tre coetanei, ricchi rampolli figli di uomini d'affari, e la conseguente richiesta di un ingente riscatto ai rispettivi genitori.
Il sequestro ha successo, con le vittime che vengono rinchiuse nei sotterranei di una non meglio specificata casa immersa nella foresta. Foresta dove si trova anche la dimora di uno dei ricchi papà, che proprio in quel giorno ha organizzato un incontro con i suoi partner.

Infrangere le regole

Pur senza far gridare al capolavoro, un film come Il riscatto si rivela una piacevole sorpresa nell'affollato panorama dei thriller direct-to-video, caratterizzato per la maggior parte da produzioni di qualità mediocre.
Invece questo titolo del 2011 diretto dal regista canadese Aaron Woodley riesce a trasformare uno spunto non originalissimo in un solido esercizio di tensione e colpi di scena, capace di intrattenere il pubblico per tutto il corso dell'ora e mezza di visione.
Un saggio sull'arte della manipolazione, dove nessuna delle figure coinvolte è realmente positiva ma ha qualcosa da nascondere e lo stesso protagonista-villain è mosso da intenti di necessità: pur essendone la causa, gli eventi vanno fuori controllo per colpe esterne o ingenuità, permettendo un parziale senso di immedesimazione da parte dello spettatore.

Un'efficace messa in scena

Con una manciata di passaggi ansiogeni che strizzano l'occhio al cinema di genere, Il riscatto beneficia inoltre di un montaggio serrato che alterna in maniera omogenea le due principali ambientazioni narrative. Una dal punto di vista dei rapitori e l'altra da quello dei padri, pronti a pagare la cospicua somma pur di rivedere i loro figli sani e salvi. La sceneggiatura è affilata al punto giusto e, pur al netto di qualche minima forzatura, il risultato è appassionante fino al giungere dei titoli di coda.
Gran merito di un'operazione giocata nelle sue dinamiche base sull'interazione tra i diversi personaggi coinvolti è senza dubbio dell'affiatato e ben assortito cast, che vanta giovani interpreti levigati per i rispettivi ruoli e vecchie glorie dagli opposti lati della barricata.
Tra i primi emergono il subdolo carisma - anche attoriale - di Kevin Zegers e la luminosa bellezza di Laura Vandervoort, mentre tra i secondi è una partita delle grandi occasioni tra Ray Liotta, Francis Veber e Victor Garber, vittime che nascondono a loro volta insospettabili segreti.

Il riscatto Un thriller inizialmente semplice per ciò che concerne la gestione di ambientazioni e personaggi che, con lo scorrere dei minuti, si ammanta di accattivanti sfumature e di una tensione in costante crescendo, offrendo anche un discreto numero di colpi di scena nella seconda metà. Il riscatto vede affrontarsi psicologicamente tre rispettivi nuclei - i sequestratori, i rapiti e i padri di questi - e grazie alle solide performance del cast (su tutti Kevin Zegers e Ray Liotta) intrattiene con brio fino al giungere dei titoli di coda. Il regista Aaron Woodley realizza un gradevole passatempo per gli amanti del filone, un film che non resterà negli annali ma merita un'occasione più di molte altre strombazzate operazioni affini. Il film andrà in onda lunedì 20 luglio alle 21.20 su CIELO TV in prima visione tv.

6.5

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