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Il quaderno di Sara, la recensione del film originale Netflix

Laura si reca in Congo per mettersi sulle tracce della sorella, scomparsa in un territorio luogo di crudeli violenze dei signori della guerra.

recensione Il quaderno di Sara, la recensione del film originale Netflix
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Laura Alonso, avvocatessa spagnola, arriva nella Repubblica Democratica del Congo per avere notizie sulla sorella minore Sara, scomparsa da oltre due anni mentre si trovava in missione umanitaria. Durante le ricerche la donna scopre che la consanguinea è stata avvistata l'ultima volta nella regione del Goma, una delle zone più pericolose del Paese in cui i signori della guerra hanno dato il via a un vero e proprio massacro e al reclutamento forzato dei civili per il possesso del coltan, uno dei minerali più costosi esistenti al mondo. In Il quaderno di Sara Laura contatta in primis Sergio Rojas, un faccendiere occidentale che dietro un lauto pagamento si propone di aiutarla, salvo poi imbattersi in Sven, ex-fidanzato della sorella, con il quale decide di recarsi in prima persona nel pieno della giungla per ritrovarla. Determinante sarà però l'ausilio di Jamir, un ragazzino indigeno che è riuscito a scappare da quel mondo di crudeltà e ora si trova ad affrontare i demoni del proprio passato in cambio di una somma di denaro che potrebbe cambiargli la vita.

Io ti troverò

Dopo Beasts of No Nation (2015) Netflix torna a occuparsi del dramma dei bambini soldato che ha luogo nelle zone più povere dell'Africa con un'altra (co)produzione originale, ambientata questa volta in quel del Congo dove si sviluppa il disperato viaggio della protagonista alla ricerca della sorella scomparsa. Di provenienza spagnola, Il quaderno di Sara è un film che ha studiato a memoria la lezione hollywoodiana sul tema, coniugando l'impegno civile a una messa in scena di marca thriller che non risparmia scene crude e violente durante il percorso a ostacoli all'interno della giungla, con donne e bambini massacrati dalle milizie di ribelli locali senza pietà.
In questa sorta di spettacolo etico l'insieme funziona e, pur cedendo ad alcune facili soluzioni emotive, le due ore di visione hanno tutte le carte in regola per intrattenere il grande pubblico: una tensione a tratti esasperata, il complesso rapporto tra Laura e la giovane guida locale, traumatizzata da tragici eventi nella sua infanzia, e la feroce bellezza dei paesaggi incontaminati fanno da sfondo a una vicenda dai toni piuttosto amari che, anche senza essere ispirata a una storia reale, pone l'accento su una tragedia umana troppo spesso dimenticata dal resto del mondo. Il notevole numero di comparse, la presenza di dignitose figure secondarie, uno sguardo meno stereotipato del previsto trovano adeguato supporto nelle intense performance del cast, con la star iberica Belén Rueda a infondere struggenti sfumature a un personaggio fragile e determinato al contempo.

Il quaderno di Sara Il dramma dei bambini soldato e delle lotte intestine tra gruppi di ribelli, esistenti in diverse parti del Continente Nero, sono al centro di questo thriller drammatico di produzione spagnola che non ha nulla da invidiare a omologhe produzioni hollywoodiane. Il quaderno di Sara è abile nel coniugare istinti emotivi e di denuncia su una situazione troppo spesso dimenticata e un sano spettacolo a tema, catalizzando correttamente la suspense tensiva in scene madri violente ma mai gratuite che saldano ulteriormente il legame empatico con la protagonista, interpretata mirabilmente da Belén Rueda.

7

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