Il passato bussa alla porta, la recensione del film di John Murlowski

Una vedova e la figlia si trasferiscono in una casa da adibire a b&b, ignorando come la vecchia proprietaria, malata di mente, sia tra i nuovi clienti.

recensione Il passato bussa alla porta, la recensione del film di John Murlowski
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Iris Janaway viveva in una vecchia casa in stile vittoriano con il marito e la figlia Sophia. Le liti tra i coniugi erano soventi, anche per via del carattere antisociale della donna, priva di reali amicizie e pronta a scaricare tutte le colpe sul compagno; proprio durante una delle numerose sfuriate la piccola viene colpita involontariamente dalla madre, cadendo dalle scale e morendo sul colpo.

In Il passato bussa alla porta, cinque anni più tardi la dimora viene acquistata dalla bella vedova Robyn Flynn, che vi si trasferisce con la figlia Ava. La nuova proprietaria ha l'intenzione di trasformare la struttura in un bed & breakfast ma, per una sfortunata coincidenza, proprio nei giorni dell'apertura Iris viene rilasciata dall'istituto di sanità mentale nel quale era ricoverata per i tragici fatti sopracitati.
Tornata libera, la donna ha intenzione di far ritorno nelle "sue" quattro mura e decide così di affittare una stanza, con Robyn assolutamente all'oscuro della sua reale identità. Iris ha progettato un diabolico piano nei minimi dettagli: dopo aver sabotato l'attività, facendo scappare la maggior parte dei clienti, ha l'obiettivo di uccidere Robyn e ottenere l'affidamento di Ava, per essere finalmente quella buona madre che non è mai stata.

Un soggiorno da incubo

Possiede diverse similitudini con un'altra produzione marchiata Lifetime (canale televisivo specializzato in thriller a basso costo pensati per il piccolo schermo), ossia il precedente Non toccate la mia casa (2016), questo film del 2018 nel quale la villain, ancora una volta, tenta di riappropriarsi della dimora di sua proprietà nella maniera più crudele e subdola possibile. Una storia già vista che ripercorre l'abusato filone degli home invasion (non a caso uno dei tanti titoli originali è proprio Home Invaders, che si aggiunge ai più banali Deadly B & B e Deadly Inn) senza sussulti di sorta, inframezzando qua e là con inquietanti sortite psicologiche e sussulti pseudo-horror nel concitato finale.

Il regista John Murlowsky, già autore del discreto Cattive gemelle (2016), fa quel che può con lo scarso materiale a disposizione e in un paio di sequenze cerca anche di distinguersi dalle banalità del filone, ma nel complesso Il passato bussa alla porta non offre sorprese degne di nota, rivelandosi come una stanca riproposizione di vicende prive d'originalità, con colpi di scena telefonati e un'atmosfera boriosa che in alcune occasioni rischia di scadere involontariamente nel ridicolo involontario, complice le performance di basso livello del cast di contorno.
Le due protagoniste femminili, vittima e villain, possono contare sulle performance più che sufficienti delle belle Angie Patterson e Aria Pullman, quest'ultima in particolar modo capace di tratteggiare con dovizia un personaggio dalla psiche disturbata sempre più schiava della pura follia. Gli ottanta minuti di visione si adagiano invece su un percorso prestabilito che, pur potendo appassionare il preciso target di riferimento, dal punto di vista critico diventa difficile prendere sul serio.

Il passato bussa alla porta Mai titolo italiano fu più efficace per spiegare il leit-motiv narrativo degli ottanta minuti di visione, incentrati proprio su un personaggio che fa ritorno sotto mentite spoglie nella casa in cui anni prima ebbe luogo una tragedia, ora diventata un b&b gestito dalla nuova proprietaria. Il passato bussa alla porta è il tipico thriller a marchio Lifetime pensato per il mercato televisivo, con tutti i difetti che dal punto di vista dell'originalità e della messa in scena questo comporta. Il regista John Murlowsky tenta di variare parzialmente le coordinate base con una spruzzata di horror psicologico, ma è costretto a mettere a tacere troppi spunti personali per non scontentare il pubblico a cui è rivolto, che richiede storie e personaggi lineari che non escano troppo dal seminato di una tensione all'acqua di rose. Il film andrà in onda venerdì 19 luglio alle 21.20 su RAI2 in prima visione tv.

4.5

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