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Il padre dell'anno, la recensione del film originale Netflix

Due amici neolaureati discutono su chi dei rispettivi padri potrebbe vincere in una sfida, ignari che i genitori prenderanno la cosa sul serio.

recensione Il padre dell'anno, la recensione del film originale Netflix
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Quando due amici fanno una scommessa su chi vincerebbe in un'ipotetica sfida tra i due rispettivi padri, le cose finiscono ben presto per degenerare. In Il padre dell'anno, il genitore di Larry è uno scienziato dal carattere timido e riservato, succube della moglie e del figlio più piccolo, mentre quello di Ben è uno scansafatiche alcolizzato, disoccupato da tempo. Quando la singolar tenzone viene proposta al secondo, gli equilibrati rapporti padri/figli, nonché quelli tra gli stessi ragazzi, rischiano di venire meno, con l'aggiuntiva incognita di un futuro alle porte sempre più incerto.
Larry infatti sogna di ottenere un prestigioso incarico in una ditta specializzata nella gestione di programmi per la realtà virtuale, ma l'ingombrante e problematica figura paterna, nonché la rinnovata passione con una sua vecchia fiamma, mettono il giovane davanti a un bivio.

Padri e figli

Non è un'altra stupida commedia americana era l'esplicativo titolo italiano di un film, del 2001, che tentava di rassicurare il grande pubblico sulla qualità della suddetta produzione, mentendo abilmente fin dalle premesse.
Sono passati quasi vent'anni da allora, per la gran parte delle produzioni a tema provenienti dagli States la speranza di partenza rimane ancora oggi la stessa, salvo poi crollare puntualmente il più delle volte.
Il padre dell'anno non fa eccezione, rivelandosi l'ennesimo pasticciaccio a uso e consumo di una platea senza troppe pretese, pronta a ridere alla prima gag sporca o a farsi coinvolgere emotivamente dai più canonici risvolti romantici.
Questa pellicola originale Netflix non si fa mancare nulla nei suoi novanta minuti di visione, tentando di abbracciare diverse generazioni di spettatori per via dell'alternanza di minutaggio concesso a figli e genitori, laddove a risvolti alla American Pie si mescola una comicità più senile e demenziale nel rapporto contrastato tra i due genitori agli antipodi, capaci dopo i primi dissapori di scoprirsi più simili del previsto.
Figure complementari, con lo scienziato dedito alla famiglia (e succube) e l'alcolizzato combinaguai, che trovano almeno un minimo di personalità grazie alle performance di Nat Faxon e David Spade, tra i pochi spunti positivi di un'operazione senza arte né parte in cui, tra sbronze violente, involontarie assunzioni di droga, vecchie assatanate e amori adolescenziali, la narrazione si prepara al più scontato dei lieto fine senza mai regalare un guizzo d'originalità.

Il padre dell'anno Una commedia veloce che, attraverso l'esasperazione del ritmo, cerca di nascondere le falle di una sceneggiatura che ricicla topoi in serie, prendendo quali fonti d'ispirazione le produzioni adolescenziali alla American Pie e i buddy movie demenziali anni '80 e '90. Il padre dell'anno è un film privo di personalità, solo grazie alle divertite performance di David Spade e Nat Faxon qualche risata è garantita, ma i novanta minuti di visione si risolvono in un nulla di fatto narrativo che si tende a dimenticare già ben prima dell'arrivo dei titoli di coda.

4.5

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