Il primo Natale, la recensione del nuovo film di Ficarra e Picone

Un budget importante per una commedia d'azione e avventura. Un viaggio nel tempo che ha il fascino di un piccolo kolossal.

recensione Il primo Natale, la recensione del nuovo film di Ficarra e Picone
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Medusa ha scelto Ficarra e Picone per il suo film natalizio del 2019. In uscita il 12 dicembre in più di 600 copie, Il primo Natale è costato quanto l'incasso de L'ora legale, miglior successo al botteghino della coppia di comici con undici milioni di euro - segno che la produzione si aspetta un successo ancora maggiore. Questa volta i due palermitani disinnescano la critica dissacrante, che in quell'occasione era alimentata dal contributo dell'ottimo Nicola Guaglianone, e tornano a scrivere insieme allo sceneggiatore di Lo chiamavano Geeg Robot una commedia più leggera, volta a conquistare un pubblico maggiore. Torna la consueta formula proposta nelle pellicole precedenti, che vuole Salvo Ficarra furbo, tendenzialmente disonesto e truffaldino ai danni di un Valentino Picone troppo buono per non farsi fregare, educato e un po' tonto, che qui sembra suggellare la consueta presenza del personaggio del prete, costante in quasi tutta la loro filmografia, interpretandone finalmente uno.

Nel cast sono presenti anche il grande Massimo Popolizio, sontuoso e diabolico nei panni di Erode, Roberta Mattei (Non essere cattivo, Veloce come il vento e Il grande salto) e Giacomo Mattia, che il prossimo autunno sarà nelle sale con Supereroi, il nuovo lavoro di Paolo Genovese.
Siamo di fronte a un progetto ambizioso: coinvolti nell'allestimento di un presepe vivente, il parroco Valentino e il ladro Salvo finiscono in un varco spazio-temporale che li catapulta nella Palestina dell'anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Faranno amicizia con un manipolo di uomini, donne e bambini stanchi di subire ingiustizie, e dovranno vedersela coi soldati romani e le guardie di Erode in un carosello di gag comiche, inseguimenti e perfino battaglie.

La risposta italiana a Babbo Natale

I film di Natale per ragazzi, buoni per passare un pomeriggio al cinema o sul divano con tutta la famiglia, sono diventati un genere proprio come il noir o la fantascienza. Che siano animati o in live action, i primi ad aver intuito le potenzialità di questo tipo di prodotto sono stati gli studios americani (mancava all'appello sono Netflix, che quest'anno ha colmato la lacuna con Klaus dopo l'esperimento Natale a 5 Stelle...). I segnali di risveglio del cinema italiano degli ultimi anni si registrano per la volontà dichiarata di contrastare l'egemonia hollywoodiana anche sul territorio natalizio, e non ci riferiamo alla formula moribonda del cinepanettone, quanto piuttosto a un tipo di storie basate sulla leggenda popolare, sulla tradizione e sul potere magico della fantasia. La Befana vien di notte con Paola Cortellesi, ad esempio, scritto proprio da Nicola Guaglianone, si collocava in questa direzione registrando peraltro un buon riscontro di pubblico.
E allora non stupisce che Il primo Natale segua le regole del genere come lo intendono gli americani, scegliendo però, se così possiamo definirla, una via italiana o, meglio, a cavallo tra cristianità e laicità.

Al centro della storia troviamo un ladro che non solo non crede in Dio, ma neanche nei sentimenti e nei rapporti umani; la sua controparte è un parroco troppo devoto, che di fronte all'azione necessaria per fare del bene sceglie ottusamente la preghiera, convinto che la soluzione ai problemi arrivi sempre e solo come una manna dal cielo.

Il cuore del film, ai limiti del cinema parrocchiale ma in fin dei conti ben ancorato a un concetto di umanità e solidarietà dalla parte degli ultimi che trascende la fede, consiste nel proporre i canonici buoni sentimenti tipici del cinema natalizio attraverso l'arco narrativo dei due personaggi, che finiranno per migliorarsi concludendo l'avventura, appunto, più consapevoli e umani di prima.

Azione, avventura ed effetti speciali

Se è vero che Ficarra e Picone preferiscono alle renne e alle slitte il primo presepe vivente della Storia, dando un volto a Giuseppe e Maria, a Isacco ed Erode, è altrettanto vero che i costi di produzione, altissimi per il cinema italiano, servono a contrastare la concorrenza americana sul suo stesso campo di battaglia, considerando che anche Il primo Natale finirà probabilmente su Netflix, come quasi tutti gli altri film i Ficarra e Picone.
Stavolta i due comici costruiscono un cinema spettacolare con buoni risultati, che omaggia la Cinecittà degli anni Cinquanta (gli antichi romani "coi sandaloni" e persino una tigre feroce nell'arena, resa possibile anche dal digitale) con un gusto per l'artigianato che non vedevamo da tempo, se si esclude l'esperimento fortunato de Il primo re di Matteo Rovere.

Le scene di lotta con le spade (una in particolare, in esterno notte, sembra quasi uscita del film di Rovere) non solo sono perfettamente credibili ma a reggere è tutto l'impianto favolistico, che propone la messa in scena di luoghi lontani nel tempo e nello spazio.

Betlemme è ricostruita con grande cura, pur nella sua stereotipata semplicità, e il lavoro di Cristina Francioni ai costumi e Francesco Frigeri alle scenografie convince su più livelli, sia per le numerose comparse e le sequenze corali, sia per le location in Marocco, ricostruite ma naturali.
I due registi poi, grazie a qualche scena di corsa a cavallo, chiaroscuri e controluce al crepuscolo, praterie aride e sconfinate, seppur brevemente, si cimentano addirittura col western.
Omaggiando la commedia comica italiana che viaggia nel tempo - Superfantozzi, Non ci resta che piangere, Totò e Cleopatra, solo per citarne alcuni - il film di Natale di Ficarra e Picone fa le cose in grande, costruendo un cinema per famiglie che ha l'ambizione di rivolgersi a un pubblico più vasto di quello abitualmente affezionato al duo siciliano.

Il Primo Natale Medusa ha scelto Ficarra e Picone per il suo film di Natale 2019. Un budget importante, tra i più alti del cinema italiano, perché Il primo Natale non è solo la nuova commedia comica della coppia di autori siciliani, è anche un rocambolesco e convincente film d’azione e avventura, condito da effetti speciali credibili. Un prete troppo devoto e un ladro insensibile finiscono nella Palestina di 2000 anni fa, qualche giorno prima della nascita di Gesù: troveranno l’amicizia di una famiglia stanca di subire ingiustizie e l’opposizione di soldati e nemici. La consueta formula che vede Salvo Ficarra furbo e smaliziato e Valentino Picone gentile e ingenuo si arricchisce degli elementi del classico cinema natalizio americano fatto di fantasia, tradizione e buoni sentimenti, seguendo anche la via del contesto italiano in perfetto equilibrio tra i riferimenti alla cristianità e una laicità basata sulla solidarietà nei confronti degli ultimi.

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