Torino 2015

Recensione Il mondo dei robot

Yul Brynner è un vendicativo cowboy androide ne Il mondo dei robot, film cult diretto e sceneggiato nel 1973 dal noto scrittore Michael Crichton, qui al suo esordio dietro la macchina da presa.

Recensione Il mondo dei robot
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Chi da bambino non ha mai sognato di essere un cowboy? O un prode cavaliere? O ancora un nobile dell'antica Roma? Il parco divertimenti partorito dalla mente di Michael Crichton, qui al suo esordio nella regia, potrebbe fare al caso vostro, almeno inizialmente, se trasposto nel mondo reale. Per ora però bisogna accontentarsi soltanto di osservare come le cose potrebbero realmente funzionare nel film cult del noto scrittore, tra gli altri, di Jurassic Park. Titolo fondamentale del filone (distribuito in Italia come Il mondo dei robot) che, oltre ad un sequel e ad una serie tv di tre episodi cancellata per bassi indici d'ascolto, torna oggi all'onore delle cronache cinefile sia per la riproposizione al Torino Film Festival sia per via dell'imminente omonima serie tv Westworld realizzata da HBO e attesa per i primi mesi del prossimo anno.

Revolution

Nel 2000 viene inaugurato il parco divertimenti Delos nel quale gli androidi giocano un ruolo importante nelle diverse ambientazioni proposte dall'attrazione. Il visitatore infatti, dietro una lauta spesa, potrà visitare tre diverse sezioni tematiche: dal Far West all'antica Roma passando per il Medioevo. In ognuna di queste sezioni i robot sono parte integrante del contesto e praticamente indistinguibili dagli esseri umani. Chi sogna di fare il pistolero o un prode cavaliere potrà uccidere gli avversari a colpi di pistola o a fil di spada senza timore di ferirsi a sua volta, visto che i robot non possono colpire volontariamente organismi che emettono calore. Gli ultimi giorni sono però segnati da alcune disfunzioni in alcuni esemplari, che cominciano ad aumentare significativamente dando il via ad una vera e propria "rivoluzione" che metterà a rischio la vita dei clienti.

I magnifici cyborg

Nonostante un budget limitato e diverse difficoltà produttive, Crichton alla sua opera prima dietro la macchina da presa riesce a dare vita ad un titolo di genere intelligente e avvincente, gestendo al meglio le tempistiche e potendo contare sugli ottimi effetti speciali che vedono impiegata per la prima volta nella storia la grafica computerizzata. Un plot, curato dallo stesso scrittore, che anticipa per molti versi il suo romanzo più famoso con protagonisti i dinosauri: anche in questo caso infatti i proprietari perdono il controllo di un parco divertimenti mettendo in pericolo l'incolumità degli ospiti paganti. I toni da commedia che inizialmente omaggiano a piene mani i classici del cinema western virano ben presto su un versante più cupo, incarnato alla perfezione dalla principale nemesi interpretata da un'icona del genere quale Yul Brynner, qui "in campo" con gli stessi abiti indossati ne I magnifici sette. Il carisma del calvo attore domina sul resto del cast e sui due protagonisti "buoni" dal volto goliardico di James Brolin e Richard Benjamin. Il titolo originale si concentra non a caso sul west ed è proprio l'ambientazione di frontiera, con i saloon e gli sfondi desertici, a sostenere la maggior parte della narrazione, mentre il "mondo" dell'antica Roma in particolare si rivela quanto mai inutile ai fini della visione. Il mondo dei robot è un'opera fantastica e allegorica che introduce buona parte della mitologia androide che sarà ben presto ripresa e sfruttata da altri seminali cult del genere.

Il mondo dei robot I robot impazziscono per la prima volta nella storia di genere in quest'opera cult diretta e sceneggiata nel 1973 dallo scrittore Michael Crichton, al suo esordio su celluloide. Un cowboy androide interpretato da un glaciale e magnetico Yul Brynner diventa il peggior incubo di due "clienti" del parco divertimenti, dando il via ad una rivoluzione androide che introduce il concetto di virus su grande schermo. Il mondo dei robot, che presto vedrà uscire un remake / reboot televisivo prodotto da HBO, è un film ancor oggi godibilissimo che, omaggiando in particolar modo il cinema western, ci racconta una favola avventurosa dal taglio sci-fi che avrebbe ispirato molte opere a venire.

7.5

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