Recensione Il mio angolo di paradiso

Brutta rom-com con l'improbabile coppia Hudson-García Bernal

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Deludentemente tediosa la seconda fatica registica di Nicole Kassell. E pensare che la regista aveva esordito nel 2004 con il notevolissimo The Woodsman - Il segreto (2004), dramma complesso e spietato sul tema della pedofilia con uno straordinario Kevin Bacon protagonista di una storia originale e del tutto priva di banalità e cliché. Insomma, quel che si dice l’opera prima di una cineasta più che promettente. Promesse che, con grandissimo dispiacere, vengono ahinoi infrante con questa scialba e deprimente rom-com in cui la Kassell decide di affrontare una storia d’amore - solo apparentemente - sui generis animata dall’improbabile coppia Kate Hudson-Gael García Bernal, lei pubblicitaria di successo con molti amici al seguito ma non ancora intenzionata a instaurare legami sentimentali duraturi, lui medico timido e riservato dal quale si fa visitare e che le diagnostica un cancro al colon in stadio avanzato. Come nella più classica delle tradizioni, da un semplice rapporto medico-paziente nasce una relazione che ben presto oltrepassa i confini dell’amicizia sbocciando in un vero e proprio legame amoroso, sfortunatamente destinato a durare ben poco a causa della malattia terminale della donna.

QUITE A BIT OF HELL

Fino a qualche periodo fa era solo una supposizione, ma oggi ne abbiamo la definitiva conferma: gli amici di letto sono una delle mode più influenti del XXI secolo, al pari di rivoluzionarie innovazioni tecnologiche come l’i-phone, l’i-pad e chi più ne ha più ne metta. Perché parliamo di “amici di letto”? Semplicemente perché, oltre ai temi messi in evidenza poc’anzi, il film della Kassell pone al centro della narrazione - seppur in maniera molto meno approfondita rispetto a titoli ben più emblematici come Amore & altri rimedi, Amici, amanti e.. e il recentissimo Amici di letto - anche il rapporto tra uomo e donna confinato alle sole lenzuola. Ma, si sa, la vita è imprevedibile e l’amore ancor di più, perché ti prende all’improvviso senza che tu ci possa fare nulla, catapultandoti in un turbinio di emozioni dalle quali non riesci più a liberarti. Cosa che succedeva, difatti, ai protagonisti dei film sopraccitati e che accomuna anche la Marley Corbett interpretata qui da Kate Hudson, la quale, scopertasi malata di cancro al colon con pochissime possibilità di guarigione, inizia a frequentare Julian Goldstein (Gael García Bernal), il medico che le ha comunicato la tragica notizia e con il quale i suoi sentimenti saranno finalmente messi a (dura) prova.
In base a quanto detto, verrebbe spontaneo accostare Il mio angolo di Paradiso al già citato film di Edward Zwick, Amore & altri rimedi, dal momento che, tra le due storie, vi sono non poche affinità, sia per quanto riguarda i rapporti senza amore che per la malattia che affligge uno dei protagonisti. Nel caso del film di Zwick si trattava del morbo di Parkinson, mentre qui, come detto, del cancro.
Ciò che però differenzia l’opera della Kassell dai titoli di simile fattura che l’hanno preceduta è la troppa - e assai fastidiosa - voglia di premere a tutti costi il pedale delle emozioni, facendo ampio uso di situazioni drammatiche ed esigendo dallo spettatore anche solo una minuscola lacrimuccia. Che comunque non verrà versata, perché, più che drammatico, il film risulta soltanto fastidioso, pedante e francamente insostenibile nei suoi 106 minuti, interminabili se messi a confronto con una tale mancanza di originalità e di idee significative.
Ben poco efficaci anche le prestazioni degli interpreti, con una Kate Hudson che tenta invano di scrollarsi di dosso lo stereotipo di "comedy queen" all'interno del quale è relegata ormai da diverso tempo risultando null’altro che una patetica imitazione della già opaca Meg Ryan di Il bacio che aspettavo (2007) - entrambi i personaggi sono malati di cancro - e un Gael García Bernal alle prese con un ruolo tutto sommato incline alla sua personalità attoriale, che già conosciamo grazie a titoli come I diari della motocicletta (2004), La mala educación (2004) e Babel (2006), ma messo a disposizione di un prodotto a lui totalmente inadeguato. Sorge dunque spontaneo pensare già a una candidatura ai Razzie Awards come peggior coppia.
E forse, le uniche note positive della pellicola sono rappresentate dalle vere star presenti nel cast, ovvero Kathy Bates, che veste i panni della madre della protagonista, e una Whoopi Goldberg che sembra fare il verso al Morgan Freeman del dittico Una settimana da Dio/Un’impresa da Dio prestando le proprie sembianze niente meno che all’Onnipotente. Peccato che i siparietti che la vedono faccia a faccia con Kate Hudson siano spesso ai limiti del puerile.

Il mio angolo di paradiso Bocciata in toto la commedia romantica fintamente sui generis diretta con poca verve da Nicole Kassell, regista del valido The Woodsman - Il segreto (2004), e interpretata dagli stucchevoli Kate Hudson e Gael García Bernal. Si salvano Kathy Bates e Whoopi Goldberg in due simpatici ruoli secondari, ma sono solo flebili guizzi di brio in una pellicola che conviene guardare solo per puro masochismo o per un interesse sfrenato verso le storie ultra melense e intrise di zucchero in ogni dove.

4

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