Il libro di Henry, la recensione del film con Naomi Watts

Un ragazzino di 11 anni cerca di salvare una coetanea vittima delle violenze del patrigno in The Book of Henry, originale crime-drama di Colin Trevorrow.

recensione Il libro di Henry, la recensione del film con Naomi Watts
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Henry Carter ha solo 11 anni ed ha tutta la vita davanti: trascorre un'esistenza serena con la madre Susan (scrittrice di libri per bambini e cameriera part-time) e il fratellino più piccolo Peter, è un piccolo genio capace di eccellere non solo in tutte le materie ma anche in compiti che normalmente non spettano ad un ragazzino della sua età. Henry scopre un giorno che la compagna di classe Christina, sua vicina di casa, viene abusata sessualmente dal patrigno e prova in tutti i modi a denunciare l'accaduto alle autorità competenti, ma le accuse cadono sempre nel vuoto anche perché l'uomo ha dei rapporti stretti con la polizia locale. Le cose si aggravano ulteriormente quando Henry si scopre affetto da un tumore incurabile e decide di affidare ad un libro/diario scritto di proprio pugno la soluzione per porre fine al crimine...

L'apatia è peggio della violenza

Le critiche negative che hanno accolto l'uscita Oltreoceano di Il libro di Henry sono tra le cause, seppur non le uniche, che hanno portato al noto cambio di regia per il prossimo Episodio IX di Star Wars. Ma queste, anche feroci, invettive contro l'ultimo film di Colin Trevorrow sono davvero giustificate? Difficile dirlo, visto che ci troviamo sicuramente di fronte ad un'opera atipica e a tratti straniante ma al contempo pregna di una personalità che manca in molto cinema contemporaneo. Il miglior pregio/peggior difetto di questo dramma a sfondo thriller risiede in una gestione narrativa che mixa generi e atmosfere senza una precisa omogeneità complessiva, fattore che contribuisce comunque ad un'interessante varietà di toni e tematiche che dal punto di vista emozionale lasciano il segno. Si parla della malattia, del dolore della perdita, dell'alcoolismo e dell'abuso sui minori in questa vicenda dagli istinti dolci-amari, tra eccessi di dolorosa tenerezza parzialmente ricattatori e risvolti più vispi e d'indagine che riportano alla mente trucchetti del recente cult "televisivo" Tredici, con un'efficace resa dei conti finale in cui vige ancora una volta questa anima dualistica tramite una suggestiva alternanza di ambientazioni. Una visione illuminata sia da scelte stilistiche ispirate che si rifanno a certi classici anni '80, con tanto di polaroid e musicassette quali elementi determinanti ai fini della trama, che dall'intensità dell'intero cast di adulti e giovanissimi interpreti, con Naomi Watts e il Jaeden Lieberher del freschissimo It (2017) impegnati in duetti credibili e struggenti che offrono anche uno sguardo morale sull'importanza delle scelte per nulla banale.

Il libro di Henry Sicuramente un film imperfetto ma pregno di una personalità fuori dal comune, capace nel suo tourbillon di generi e di atmosfere di dar vita ad una vicenda che tocca sia dal lato umano che da quello di più puro e intelligente intrattenimento. Il libro di Henry si rivela un'opera ambiziosa, sorretta dalle convincenti performance dell'ottimo cast di adulti e bambini e ricca di citazioni e rimandi sparsi, capace di rinsaldare una parziale indecisione narrativa grazie a soluzioni stilistiche originali che riescono ad emozionare lasciando abilmente campo anche a gustosi istinti di genere.

7

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