Il Grinch: recensione del nuovo film d'animazione

Il famosissimo personaggio creato da Dr. Seuss negli anni '50 torna al cinema in una nuova veste, con la voce di Alessandro Gassman.

recensione Il Grinch: recensione del nuovo film d'animazione
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Chiedi a un bambino se gli piace il Natale, e la risposta sarà indubbiamente positiva. Chiedilo a un adulto, e il sì non sarà poi così scontato. Perché potrà anche essere il periodo più magico dell'anno, ma il Natale si porta dietro un sacco di stress: regali da fare, feste e pranzi da organizzare, parenti da vedere anche quando magari li detesti.
A volte viene davvero voglia di isolarsi da tutto e tutti per scampare all'allegria obbligata del periodo natalizio - proprio come fa il Grinch. Il personaggio simbolo del Natale nella tradizione anglosassone, creato da Dr. Seuss a fine anni '50, è entrato anche nel nostro immaginario collettivo grazie soprattutto al film del 2000 con Jim Carrey proprio nei panni del Grinch.
Ed è di nuovo al cinema in queste settimane in un nuovo film d'animazione: Il Grinch, prodotto dalla Illumination Entertainment (la casa di produzione Universal Studios di Cattivissimo Me). La voce del mostro verde nemico del Natale è di Benedict Cumberbatch nella versione originale e di un sempre convincente Alessandro Gassman in quella nostrana.

La storia intramontabile di Dr. Seuss

La storia del Grinch è quella che tutti conosciamo, tratta dall'omonimo racconto di Dr. Seuss. Dalla folta pelliccia verde e con un cuore di due taglie più piccolo del normale, il Grinch è una creatura amareggiata e rancorosa, un misantropo che detesta gli abitanti del vicino paese di Chissarà e soprattutto odia il Natale, i suoi festeggiamenti, le decorazioni e in particolare la gioia che porta nei cuori.
Isolato sulla sua montagna insieme a Max, il suo cane (nonché fedele servitore e maggiordomo), cerca di tenersi alla larga il più possibile da Chissarà durante il mese di dicembre, ma la necessità di scendere in paese per fare la spesa lo porta a una fatidica decisione: quest'anno ruberà il Natale per togliere agli abitanti di Chissarà la loro gioia.

Questo della Illumination è il terzo adattamento del libro di Dr. Seuss pubblicato nel 1957: il primo, dal titolo Il Grinch e la favola di Natale! è uno speciale tv animato del 1966, arrivato in Italia (in edizione home video) solo nel 2001. Il secondo è, naturalmente, il film del 2000 con Jim Carrey nei panni del Grinch, poco apprezzato dalla critica ma amatissimo dal pubblico (è stato il film di maggiore incasso nell'anno di uscita). Questo nuovo adattamento, diretto da Scott Mosier e Yarrow Cheney, è più fedele al racconto originale rispetto alla versione in live-action, anche se questo Grinch in CGI è meno sinistro rispetto alla creatura di Dr. Seuss.

Da Gru al Grinch

Il Grinch di Dr. Seuss è una critica alla commercializzazione del Natale: ruba regali e decorazioni per togliere la gioia agli abitanti di Chissarà, salvo poi rendersi conto che il significato della festa va ben oltre addobbi e pacchetti sotto l'albero, e questa realizzazione gli permette di diventare buono e unirsi così ai festeggiamenti in paese. Questo nuovo Grinch mantiene inalterata la morale della fiaba, con il suo trionfo di buoni sentimenti, ma la farcisce di umorismo slapstick, siparietti divertenti e animazione dinamica, con alcune sequenze d'azione che divertono i più piccoli e sono perfettamente in linea con lo stile delle altre produzioni Illumination. In effetti, c'è proprio un evidente parallelismo tra Il Grinch e Cattivissimo Me, e non solo per il carattere (quello di partenza, perlomeno) del protagonista: la sequenza di presentazione del Grinch ricorda molto quella di Gru del primo film, con tanto di dispetti meschini fatti a sconosciuti innocenti. Cindy Lou è l'equivalente delle tre orfane che vengono poi adottate da Gru: è tenera, divertente e piena di risorse, e ha persino una banda di amici con cui organizza un piano per sorprendere Babbo Natale e chiedergli aiuto per un regalo molto preciso.
È lei a incarnare la morale del film e della fiaba originale, il filo conduttore di speranza e buoni sentimenti che permette anche al Grinch di aprirsi - così come in Cattivissimo Me sono le tre orfane a permettere a Gru di diventare buono.
Non mancano gli aiutanti muti ma comunque comici: il cane Max è decisamente più sopportabile dei Minions e, per i bambini, ugualmente spassoso. Ci sono persino delle renne che contribuiscono alla comicità di stampo spiccatamente slapstick che caratterizza il film.

Manca la novità, ma c'è cuore

Il Grinch è un buon film di Natale, ma riesce a risultare un po' troppo lungo anche con la sua ora e mezza scarsa di durata. Il problema infatti è che la storia, per quanto efficace, è semplice e già vista, quindi manca di vera e propria innovazione nel suo svolgimento. Certo, è divertente e sul finale tenera, ma resta priva di novità. Non è comunque un problema per il giovanissimo pubblico di riferimento, per il quale questo sarà il primo incontro con il Grinch, e quindi senza dubbio nuovo di per sé.
Più problematico per il giovanissimo pubblico italiano è il fatto che vivrà un'esperienza a metà: le (poche) canzoni del film, in qualche modo parte della narrazione anche se solo di sottofondo ad alcune scene, sono quelle originali in inglese - nel complesso non comprendere il testo non fa perdere comunque nulla della storia, ma viene meno un po' di colore.
Il lavoro di doppiaggio però è impeccabile: Alessandro Gassman è magistralmente calato nella parte, e riesce a essere comico senza sfociare mai nel ridicolo, ma mantenendo anzi sempre quell'aria da burbero che contraddistingue il personaggio.

Il Grinch è un film divertente e pieno di buoni sentimenti, con un umorismo slapstick che risulta perfetto per gli spettatori più piccini e qualche battuta più sottile che strizza l'occhio agli adulti in sala. Non sarà un film particolarmente innovativo nel suo genere per tecnica né trama, ma ha cuore (e non è di due taglie più piccolo come quello del suo protagonista).

Il Grinch Come Ebenezer Scrooge, il Grinch è un personaggio simbolo del Natale (soprattutto nei Paesi anglosassoni), e la sua storia di redenzione incarna appieno i sentimenti positivi della festività. Il nuovo film d'animazione della Illumination Entertainment porta in scena un personaggio più vicino a quello creato da Dr. Seuss rispetto alla versione live-action incarnata da Jim Carrey nel 2000: nel complesso l'opera manca di vera innovazione ma con il suo mix di azione, umorismo e buoni sentimenti è perfetta per il giovanissimo pubblico di riferimento.

7

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