Il duello, la recensione del film con Liam Hemsworth e Woody Harrelson

Il duello è un revenge-western che si affida a soluzioni abusate e ad evidenti forzature dove spicca, nell'anonimato generale, la performance di Harrelson.

recensione Il duello, la recensione del film con Liam Hemsworth e Woody Harrelson
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La figura del "predicatore" nel cinema western è una sorta di costante che ciclicamente fa la sua comparsa in molti titoli a tema: basti pensare a classici come Il cavaliere pallido (1985), dove Clint Eastwood veniva etichettato proprio in tal modo, o a produzioni più recenti quali il revenge Sweetwater - Dolce vendetta (2013) o il drammatico Brimstone (2016) nelle quali l'uomo "scelto da Dio" assume connotazioni negative, divenendo il vero e proprio villain della vicenda.
Similitudine condivisa con Il duello, film del 2016 dove lo scomodo ruolo viene vestito da un attore di razza del calibro di Woody Harrelson, con il fratello d'arte Liam Hemsworth nei panni della controparte positiva in questa riproposizione dell'eterna lotta tra il Bene e il Male.

Era mio padre

Nel 1866 David Kingston è solo un bambino quando assiste in prima persona alla morte del padre, ucciso in un duello all'ultimo sangue da Abraham Brant, un carismatico predicatore che sostiene la superiorità della razza bianca nei confronti di messicani e nativi indiani. Ventidue anni più tardi David ha dimenticato il passato ed è diventato un Texas Ranger, operante sul confine messicano anche per via del matrimonio con una donna locale, la bella Marisol. Il ragazzo viene inviato dal governatore nella piccola cittadina di Mount Hermon con lo scopo di investigare su una serie di omicidi e sparizioni di cittadini messicani, i cui corpi senza vita vengono ritrovati nelle acque di un fiume locale.
David arriva in loco in compagnia della moglie, pronta a tutto pur di non separarsi da lui e a seguirlo in una missione così pericolosa, e si trova faccia a faccia con Abraham, guru della comunità, che non riconosce chi ha davanti. Il predicatore propone al nuovo arrivato il posto vacante di sceriffo, e questi accetta nella speranza di semplificare le sue indagini, ma giorno dopo giorno le cose si complicano sempre di più e Marisol inizia a soffrire di una misteriosa febbre...

Munizioni a salve

Il budget stimato è di dieci milioni di dollari, la maggior parte spesi probabilmente per pagare il cachet degli attori. Non si spiega altrimenti la penuria della messa in scena, pur contestualizzata ad un genere che, se realizzato a dovere, necessita del minimo sindacale per risultare avvincente. Il problema di Il duello (disponibile anche nel catalogo di Amazon Prime Video) è che la rappresentazione, così come la sceneggiatura, risente di un'eccessiva staticità, con i suggestivi paesaggi desertici sfruttati poco e male in favore di un'estenuante attesa della definitiva resa dei conti tra i due antagonisti. La cittadina in cui si svolge la pressoché totalità degli eventi è poco curata a livello scenografico, con una manciata di casette in tipico stile da vecchio west e il canonico saloon, luogo di un'improbabile fase di stallo nella mezz'ora finale.

A mancare all'operazione è anche la componente tensiva, mai capace di eruttare nelle pur potenzialmente esplosive dinamiche psicologiche e troppo anonima nelle sporadiche sequenze di genere, con tanto di caccia all'uomo che strizza l'occhio a quella di un classico action anni '90 come Senza tregua (1993), con i prigionieri messicani a sostituire i senzatetto del film di John Woo.

La presenza della figura femminile di Marisol (una comunque convincente Alice Braga) è un gratuito elemento divisivo e molto viene lasciato all'immaginazione dello spettatore nello spiegare risvolti "sovrannaturali" caratterizzanti il relativo menage a trois. E se Woody Harrelson ha, al solito, carisma da vendere nei panni del personaggio più interessante del film, lo stesso non si può dire per Liam Hemsworth, qui ancora acerbo per la parte.

Il duello La sceneggiatura era stata inserita nella black list (la lista relativa ai migliori script non ancora realizzati) del 2009, ma nell'effettivo passaggio sul grande schermo qualcosa dev'essere andato storto: Il duello infatti paga una narrazione povera e una caratterizzazione lacunosa dei vari personaggi coinvolti e nelle quasi due ore di visione si respira uno sfiancante senso d'attesa per la resa dei conti a venire. In questo western ambientato al confine messicano, tra folli e carismatici predicatori e texas rangers in cerca di vendetta, le emozioni latitano e così le crepuscolari e polverose atmosfere tipiche del filone, con solo una manciata di passaggi nella mezz'ora finale e la magnetica performance del villain Woody Harrelson a rinvigorire parzialmente la staticità generale. Il film andrà in onda lunedì 27 gennaio alle 21.10 su RAIMOVIE in prima visione tv.

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