Il Divin Codino, la recensione del film Netflix su Roberto Baggio

Arriva su Netflix Il Divin Codino, il film sulla vita di Roberto Baggio, l'intramontabile campione che ha conquistato il mondo del calcio.

Il Divin Codino, la recensione del film Netflix su Roberto Baggio
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È molto difficile non cominciare questa recensione con La leva calcistica della classe '68 di De Gregori. Perché siamo stati tutti Nino davanti a quel calcio di rigore. Anzi, siamo stati tutti Roberto. Ed è così che Il Divin Codino inizia e si srotola, gonfiando una rete immaginaria ben più in alto di una banale traversa, in streaming su Netflix. Un mondo enorme e piccolissimo che ci abbraccia quando meno ce lo aspettiamo, portandoci su con lui esattamente come quando eravamo bambini, e di quel calcio di rigore non potevamo avere paura.
Il film di Letizia Lamartire su Roberto Baggio riesce in qualcosa che ultimamente è diventato così difficile: essere onesto, semplice, riesce a parlare alla nostra quotidianità mentre racconta uno dei più grandi campioni della Storia del calcio, uno di quelli che davvero muoveva le masse spostando un pallone con i piedi.
Ed è questa la forza di una pellicola che non vuole essere nulla più di ciò che è: il racconto di una vita semplice che ne ha toccate milioni. Scopriamo assieme come.

Roberto Baggio o il divin codino?

E come lo spieghi a chi non l'ha vissuto in prima persona cosa ha rappresentato Roberto Baggio? Perché il divin codino ha letteralmente conquistato il mondo, non solo sul campo. Un modo di fare umile, dimesso, ma al tempo stesso pieno di vita e voglia di combattere anche di fronte alle avversità.
Vedere Roberto Baggio giocare era un rito pagano collettivo che poche volte si è manifestato in una forma così primigenia, eppure così quotidiana. E il film fa esattamente questo: tirare fuori pezzetti di vita vissuta dalla leggenda di un campione schivo e riservato, grandioso e tragico.
Il Divin Codino parla inevitabilmente degli infortuni che hanno sconquassato una carriera folgorante, tra polvere e altare. E corre con il cuore che esplode su quel dischetto, simbolo del fiato sospeso per eccellenza, della forza di volontà, di una vita che insegna la bellezza tremenda del fallimento, come mantra per rialzarsi.
Ecco perché il buddismo di Roberto Baggio è così importante, filosofia applicata al pallone, che riprende una delle massime più veritiere di questo sport: "Nel calcio come nella vita".

Metamorfosi e genitori

Uno dei pregi de Il Divin Codino è la metamorfosi di Andrea Arcangeli in Roberto Baggio. L'attore ha infatti compiuto un percorso doppio per immedesimarsi, sia in solitudine che aiutato dal Campione.
In conferenza stampa Baggio e Arcangeli hanno raccontato che l'idea era prendere il più possibile da video di repertorio ma al tempo stesso trovare una propria identità per l'interpretazione, divertendosi esattamente come si fa giocando a calcio.
E questo si riflette nei rapporti interpersonali, in particolare quello fra Roberto Baggio e suo padre, vera punta di diamante de Il Divin Codino.

Il Florindo Baggio interpretato da un sempre prezioso Andrea Pennacchi è un genitore granitico e amorevole, di quelli dal cuore ruvido, ma che batte sempre. Ed è impossibile non rivedersi nel loro rapporto padre-figlio, in una lotta per l'approvazione, per un affetto perso tra i canneti, abbattuto da un colpo di fucile o infranto come una finestra colpita da un pallone.
Eppure Il Divin Codino insegna che c'è sempre tempo per tirare su i cocci.

Rialzarsi sulle ginocchia

La semplicità del film si riflette in ogni suo aspetto. Letizia Lamartire sceglie di puntare tutto sui suoi personaggi, scandagliandone i rapporti, e quindi lasciando indietro il campo, che serve solo come pretesto, assieme ad alcuni momenti iconici della carriera di Baggio.
Il Divin Codino infatti vuole andare negli anfratti, nelle piazzole di sosta dove la gente ti riconosce e ti ricorda quanto sei importante per loro, nelle battute di caccia all'anatra dove si racchiude una vita intera. E nella forza di tirarsi su, di prendere a calci un vecchio pallone di pezza, di cercare attraverso i goal quello che la vita ci ha sempre un po' negato, e che forse alla fine è sempre stato lì.
Proprio come un ciclista che si rialza sui pedali, e sfreccia dal cancello del giardino sotto gli occhi silenziosi di un padre che aspetta, perché Baggio e il pallone sono una cosa sola.

Il Divin Codino Arriva su Netflix il film dedicato a Roberto Baggio, che racconta il quotidiano miracolo di un campione che ha conquistato il mondo spostando la palla con i piedi. Il Divin Codino è un prodotto semplice e onesto, ma che si fa forte di questi due pregi e non cerca di essere niente più di quello che è. Andrea Arcangeli diventa letteralmente Roberto Baggio, conquistandoci grazie al rapporto complesso con il padre, un Andrea Pennacchi sempre perfetto. Il film riesce infatti a restituire la vita semplice e gigante di un calciatore schivo, dimesso, che però ha seguito la sceneggiatura passo passo, infondendo veridicità e forza a una pellicola che sa esattamente chi è. E che alla fine, come diceva (forse) proprio Baggio, "i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli".

7

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