Il delitto Mattarella, recensione del film firmato Aurelio Grimaldi

Con Il delitto Mattarella, Aurelio Grimaldi crea un film a metà tra documentario e fiction televisiva. Il risultato però delude le aspettative.

recensione Il delitto Mattarella, recensione del film firmato Aurelio Grimaldi
Articolo a cura di

L'uccisione di Piersanti Mattarella, avvenuta il 6 gennaio del 1980, rappresenta uno dei momenti più dolorosi e terribili della storia italiana recente. Politico virtuoso e integerrimo, allievo di Aldo Moro, fu eliminato (come molti altri) per il suo essersi messo di traverso rispetto a un complesso sistema di interessi che dalla Sicilia, in mano alle famiglie mafiose dell'epoca, arrivava a toccare anche la politica nazionale, l'estrema destra eversiva, la volontà da parte di nuclei di potere di vanificare il compromesso storico che in quell'epoca prendeva forma.
Da quei tragici giorni di gennaio, dalla perseveranza e coraggio con cui Mattarella si mosse per limitare "il sacco di Palermo", la corruzione e la malapolitica, da chi e perché fu organizzato il suo assassinio, Aurelio Grimaldi ha tratto Il delitto Mattarella, con un cast nutrito e tanti buoni propositi, che però hanno prodotto un film forse insufficiente e troppo legato a un tipo di narrativa già vista e sentita.

Il delitto Mattarella

Il delitto Mattarella si agita senza pace tra due estremi: da una parte la volontà di creare una sorta di documentario, dall'intento chiaramente formativo e divulgativo, dall'altra di offrire comunque un prodotto narrativo che vada incontro ai gusti di un pubblico generalista.
Il risultato è forse incerto, incostante. Sovente scivola nel sentimentalismo e nell'approssimazione più evidenti.
Il delitto Mattarella ha una vera e propria crisi d'identità perché forse la sceneggiatura non è poi così chiara; richiama alla memoria certi sceneggiati di Rai Fiction o di Mediaset, con variazioni di tono e atmosfera a dir poco incredibili.
Il cast è veramente ricco: David Coco, Donatella Finocchiaro, Tony Sperandeo, Francesco La Mantia, Leo Gullotta, Sergio Friscia e tanti altri nei piccoli o grandi ruoli di questa storia intricata, terrificante, simbolo dell'Italia piduista, mafiosa e disperata di quegli anni.
Tuttavia il folto gruppo poteva essere utilizzato in modo migliore, con alcune scene e dialoghi di cui non si capisce la motivazione o la necessità, slegati completamente dal contesto e dalle tematiche.

Un prodotto che non porta nulla di nuovo

A pensare ai piccoli capolavori di un regista come Giuseppe Ferrara, al suo Il sasso in bocca, o anche solo a serie come Il capo dei capi o Romanzo criminale, si capisce anche cosa non vada nel profondo ne Il delitto Mattarella: manca la ferocia reale dello sguardo, la fluidità della narrazione vista in Hammamet di Amelio o il coraggio de Il Divo di Sorrentino.
Manca la capacità inventiva che permetta di andare oltre un budget evidentemente molto limitato, che si palesa in costumi e armi da scena un po' raffazzonati, con un'aria generale di improvvisazione che solo in alcuni momenti viene meno.
Il tutto scade spesso nel retorico, nel melodrammatico caro alla televisione italiana più nazionalpopolare, quella ferma a moduli espressivi di 20-30 anni fa, con gratuite scene strappalacrime e in generale con un tono recitativo dove l'esasperazione e la mancanza di verosimiglianza e realismo strangolano ogni nota positiva.

Peccato perché nella regia di Grimaldi qua e là affiora la sua capacità di utilizzare la bellezza della natura e delle opere dell'uomo in quella terra disgraziata e tormentata.
Forse la realtà è che 97 minuti per spiegare un delitto simbolo della storia siciliana e italiana sono veramente troppo pochi, e difatti i personaggi appaiono dipinti in modo grossolano, la trama è monca, poco sviluppata, fatti ed eventi si inseguono in un confuso labirinto di dialoghi mozzati, flashback appesi, scene che sovente accarezzano la comicità involontaria.
Il delitto Mattarella è in ultima analisi un prodotto che meritava maggiore cura, dalla genesi confusa, che rappresenta una grande occasione persa.

Il delitto Mattarella Il delitto Mattarella di Aurelio Grimaldi è un film molto discontinuo, che soffre di una sceneggiatura confusa e uno stile espressivo forse obsoleto. Un prodotto che non sa se essere documentario o fiction, e alla fine non è nessuno dei due, sprecando un bel cast e condensando troppo e in maniera raffazzonata un fatto così cruciale per la nostra storia recente in 97 minuti: un'occasione persa per omaggiare un politico e una persona perbene. Al di là delle buone intenzioni e di qualche scena, il film ha purtroppo ben poco di positivo da offrire al pubblico.

4

Che voto dai a: Il delitto Mattarella

Media Voto Utenti
Voti: 6
3.8
nd

Altri contenuti per Il delitto Mattarella