Recensione Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Lo svedese Felix Herngren trasforma il Best Seller di Jonas Jonasson in una divertente epopea cinematografica

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L'adattamento cinematografico del romanzo Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve aveva un difficile compito: non deludere i quasi sei milioni di lettori che in tutto il mondo hanno amato il libro scritto da Jonas Jonasson, vero caso editoriale in oltre trenta nazioni. Il regista svedese Felix Herngren ha accettato la sfida ed è riuscito a vincerla, firmando un film divertente e dal ritmo travolgente, che accompagna con bravura lo spettatore in un viaggio dai contorni surreali e che permette, inoltre, di ripercorrere i più importanti eventi storici degli ultimi cento anni con un approccio unico e profondamente ironico.
Una vita movimentata come quella del protagonista, Allan Karlsson, non è destinata a una fine all'insegna della solitudine e della staticità ed è proprio dalla strana e inaspettata fuga da un ospizio che dà titolo al lungometraggio che inizia un'avventura, un po' alla Forrest Gump, ricca di sorprese imprevedibili ed esilaranti che si sviluppano con intelligenza.

Il Forrest Gump svedese

Allan Karlsson (Robert Gustafsson) ha vissuto un'esistenza unica e fitta di eventi ma, dopo essersi vendicato in modo esplosivo della volpe che ha ucciso l'unica compagnia delle sue giornate, l'amato gatto, viene costretto a soggiornare in un ospizio per anziani. Nel giorno del suo centesimo compleanno, quando ormai la stampa locale e tutto lo staff sono pronti a festeggiarlo, Allan viene attirato da un ragazzino che gioca con dei petardi e decide di uscire dalla finestra per raggiungerlo, per poi decidere di non ritornare indietro nella sua “gabbia dorata”, preferendo invece dirigersi alla stazione degli autobus. In attesa dell'unico mezzo di trasporto, Allan si ritrova a prendere in custodia una valigia di un giovane criminale e la porta con sé sul bus, iniziando un viaggio in cui verrà coinvolta una pericolosa gang, un poliziotto incompetente, un custode solitario, un ormai non più giovane adulto indeciso, un'elefantessa e la single che si prende cura di lei.
Mentre Allan cerca un modo per sfuggire a chi è sulle sue tracce, il protagonista racconta il suo passato e il ruolo chiave che ha avuto in eventi storici come rivoluzioni, guerre, l'invenzione della bomba atomica, e l'amicizia stretta con leader politici che, per diversi motivi, hanno avuto a che fare con la sua particolare personalità.

Cent'anni e non sentirli

Il regista Felix Herngren ha saputo prendere il testo originale e creare delle leggere modifiche per dare vita a una sceneggiatura che ne mantenesse la freschezza e la struttura sospesa tra presente e passato, in cui si muove un gran numero di personaggi di finzione e ispirati a persone reali. Gli elementi comici sono stati enfatizzati visivamente suscitando risate sincere senza dover mai ricorrere a volgarità o perdere di vista gli aspetti più emotivi della trama.
Per interpretare nel migliore dei modi un personaggio così unico e complesso come quello di Allan era necessario un attore in grado di rappresentare senza difficoltà i momenti comici e l'evoluzione del personaggio e Robert Gustafsson si è rivelato una scelta perfetta. L'attore possiede i tempi comici giusti e si relaziona con gli altri personaggi in modo naturale e realistico. Le ottime interpretazioni dell'intero cast permettono alla storia di scivolare veloce e divertente senza intoppi, dall'inizio scoppiettante fino all'epilogo a sfumature romantiche, passando per inaspettati incidenti di percorso del tutto involontari ma dagli effetti letali, senza dimenticare le indagini approssimative e la prospettiva davvero indimenticabile alla storia dell'ultimo secolo proposta dal romanzo e dal suo adattamento.
Il lungometraggio diretto da Herngren è una commedia travolgente che sa trovare modi sempre nuovi e inaspettati per stupire e rallegrare, tratteggiando personaggi molto diversi tra loro ma accomunati da un senso di solitudine che viene progressivamente abbandonato dopo il reciproco incontro, momento che permette a tutti loro di comprendere cosa manca nella propria vita e decidere se provare a cambiare qualcosa o negare le proprie speranze per il futuro e proseguire conducendo un'esistenza sicura, ma forse meno completa.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve Il film svedese Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è un piccolo gioiellino cinematografico in cui tutti gli ingranaggi si incastrano alla perfezione alimentando un meccanismo in cui le piccole sbavature non pregiudicano in nessun modo il divertimento esplosivo, l'intrattenimento intelligente e la sensibilità con cui la vita di Allan insegna qualcosa di importante a tutti noi, proprio come accadeva in passato quando gli anziani raccontavano gli eventi passati ai giovani e l'accuratezza storica non risultava affatto essenziale per comprendere il messaggio trasmesso e apprendere lezioni da conservare con cura nel tempo.

7.5

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