Recensione Il Castello Magico

Un gatto, un coniglio e una topolina al salvataggio!!

Recensione Il Castello Magico
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Non confondete mai la magia con l’illusione: nella vita come al cinema la distinzione può fare la differenza. Il castello magico lo dimostra in modo semplice e commovente: nato dai produttori de Le avventure di Sammy, questo racconto animato diretto da Ben Stassen e Jérémie Degruson arriva in sala per Notorious Pictures il 1° gennaio, ad inaugurare in allegria un nuovo anno su grande schermo grazie alle note suggestive di Ramin Djawadi (già curatore, tra le altre cose, delle musiche di Game of Thrones e Pacific Rim).

La storia parte da un evento triste: il gattino Tuono viene abbandonato dai suoi padroni sul ciglio della strada e si ritrova, impaurito e disorientato, in cerca di un rifugio. S’imbatte così, in una villa dall’aria fatiscente, in una strana coppia di amici formata dalla topolina Maggie, saccente e brontolona, e dal coniglio Jack, il sessantottesimo di 70 fratelli, un tipo autoritario e nevrotico. Nessuno dei due sembra ben disposto nei suoi confronti, eppure a dispetto di questa gelida accoglienza il prestigiatore in pensione Lawrence, padrone di casa, gli dà il benvenuto in un modo a dir poco fantastico, con giocattoli parlanti. Tutto, tra le quattro mura dell’insolita abitazione, prende vita e si anima di luci e colori in un’esplosione di gioia e in un’atmosfera di festa.
I guai seri cominciano quando il nipote dell’anziano mago tenta di sfruttare un incidente a suo favore inducendo lo zio a mettere in vendita il castello e traslocare in una casa di riposo. Toccherà ai bizzarri abitanti del posto mettere da parte le ostilità per fare un fronte compatto e respingere “l’invasione”.

Basta crederci

Quest’avventura vecchio stile ricalca l’evoluzione classica della favola con la complicità di suggestive immagini in soggettiva, raccontate dal punto di vista di Tuono, che giocano con un’animazione ben fatta e una serie di personaggi davvero adorabili.
Lawrence mantiene vivo un mondo di meraviglie quasi dimenticate che i bambini moderni potrebbero aver già sostituito con videogame e tablet. Eppure la tenacia e la passione gli permettono di opporsi al cinismo dilagante. Solo così nessun piccolo spettatore rimane indifferente davanti a questo focolare, dove l’amicizia, la solidarietà e il senso di protezione della casa regnano sovrani.

Il soldatino di legno o la bambola della ballerina caricata a molla sono relegate nell’album dei ricordi dei nonni, ma qui ritornano protagonisti indiscussi e, con la complicità di un’animazione ben confezionata e di una fotografia calda e avvolgente, permettono un tuffo nel passato di cui si sentiva la mancanza.
Non è solo l’effetto-nostalgia a catalizzare l’attenzione, perché è l’intero cartoon ad aver trovato un equilibrio garbato e affascinante con la sceneggiatura bilanciata, l’assortimento riuscito dei personaggi, la colonna sonora deliziosa e la sapiente regia. Il primo regalo nel 2014 del cinema per i bambini risulta allora molto gradito e assolutamente da non perdere.

Il Castello Magico Il calore di una famiglia decisamente sui generis, le atmosfere magiche e l’incanto di una storia senza “trucchetti” rendono questo cartoon a dir poco delizioso. Una favola d’altri tempi che stupisce senza effetti speciali, ma fa leva su quel senso di meraviglia che il cinema, fortunatamente, in casi come questo riesce ancora a regalare ai più piccoli.

7

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